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In
Italia migliaia di persone hanno subito gravi danni dai vaccini
obbligatori.
Moltissimi
i bambini. Sotto accusa un sale di mercurio
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Sono
almeno 2.500 i bambini che hanno subito serie conseguenze dai vaccini
obbligatori in Italia.
Parlo di danni gravissimi, che vanno dalla paralisi all’autismo. Ma in
totale le domande di risarcimento (compresi gli
adulti),
sono più di 5
mila.
Di una tale realtà nessuno parla. Solo papa Wojtyla ci ha spedito una
lettera di incoraggiamento...
A
parlare è Antonio Di Latte, padre di Alessio, colpito da danno
neurologico provocato dal vaccino anti-epatite B inoculatogli quando aveva
11 anni, e cofondatore dell’associazione Universo Bambino, che si occupa
di oltre 800 casi simili.
Nel direttivo del sodalizio figurano, oltre a genitori con figli in
condizioni simili a quelle di Alessio, anche sei medici.
Li
guida con indubbia grinta il medico della Polizia di stato, dott.
Massimo Montinari, autore di studi sui perché dei danni da vaccino e inventore di
una terapia di recupero, il tutto descritto nel suo libro sull'Autismo”
(Macro Edizioni).
In
Italia nascono ogni anno 550mila
bambini, sottoposti entro il primo anno di vita alla vaccinazione
obbligatoria per l’epatite B, per la polio, per la difterite, per il
tetano, ed ai relativi richiami. Non sono obbligatorie, ma
egualmente molto praticate nel primo anno di vita, le vaccinazioni per la
meningite (haemophilus B) e per la anti-pertosse.
Poi c’è la profilassi morbillo-parotite-rosolia tra i 15 e i 18 mesi di
età. In totale, si tratta ogni anno di milioni e milioni di dosi.
Prodotte da Glaxo Smith Klme, Pasteur Merieux, Chiron e dalla Sclavo.
Il
pediatra di Bari punta l’indice contro due sali presenti in quasi tutti
i vaccini: un sale di alluminio e uno di mercurio, utilizzati per evitare
la formazione di muffe e allungare la vita del vaccino.
A
dire di Montinari, questi sali possono interagire con virus presenti nel
sangue e causare malattie invalidanti.
“Tant’è vero che negli Stati Uniti e in altri Paesi sono stati
proibiti. In Italia, invece, per permettere alle industrie farmaceutiche
di esaurire le scorte, i vaccini saranno utilizzati almeno sino al
2007”, afferma.
Si
tratta di accuse gravissime che al Ministero della Salute respingono in
blocco.
Loredana Vellucci, responsabile del calendario vaccinale nazionale
presso la Direzione generale della prevenzione, nega addirittura che negli
Usa i sali in questione siano stati messi fuori
legge.
La
Food and Drug Administration, cioè l’ente preposto, ha solo emesso una
raccomandazione a eliminarne progressivamente l’uso», ribatte Vellucci.
E spiega: «La quantità di mercurio presente in un vaccino è inferiore a
quella che si assume con una qualunque dieta, e infatti nessuno studio
serio ha mai dimostrato che si tratti di quantità dannose».
E i sali di alluminio ?
A questo proposito è altrettanto perentorio Pierluigi Tucci, dirigente
del reparto Bioepidemiologie e statistiche presso l’istituto superiore
della sanità. "Assolutamente nulla dimostra che si tratti dì sali dannosi",
spiega Tucci: "Si tratta semmai di sali per così dire benefici,
perché riducono la frequenza delle vaccinazioni cosiddette di richiamo.
Per esempio, se non ci fossero i sali di alluminio, di vaccinazioni
anti-tetaniche se ne dovrebbe fare una ogni anno anziché ogni dieci ».
Allarmismo
ingiustificato, quindi, quello di Montinari e dei suoi seguaci ? Sta di
fatto che le associazioni si moltiplicano e non solo per iniziativa di
genitori di figli
duramente
colpiti.
Il
professore di malattie respiratorie dell’Università di Siena, Aldo
Ferrara, padre di figli
sanissimi,
anima l’associazione Vaccinetwork.org
con la stessa passione dei genitori del Coordinamento Nazionale dei
Danneggiati da Vaccino (Condav), come la signora Nadia Gatti, di
Sabbioneta, fondatrice del sodalizio e madre di Silvia, bambina di 5
anni
paralizzata alle gambe per colpa della prima dose del vaccino Sabin, e dal
medico milanese Aristotilc Ioannidis, padre di Alberto, menomato da un
danno cognitivo e da ipotonia muscolare, provocati entrambi a 5
mesi
di età dalla seconda dose del Sabin. Tale vaccino da qualche tempo è
stato modificato, ma altri sono finiti sotto accusa.
Due
anni fa il trentino Federico Scarsi, paralizzato sin dai 15 mesi di vita
dalle complicazioni del vaccino obbligatorio trivalente, si è visto
riconoscere 24 anni dopo il diritto a 130 milioni di lire di risarcimento.
La
polemica, per quanto sotterranea, va avanti da un pezzo e alla lunga
Montinari s’è fatto la fama addirittura di abolizionista, cioè di
nemico giurato dei vaccini. «Ma noi non siamo affatto nemici dei vaccini,
che anzi hanno il grande merito di avere fatto sparire vari morbi
pericolosi una volta sin troppo diffusi», ci tengono a chiarire Montinari
e Ioannidis.
Quello
che chiedono è che prima della inoculazione sia fatto l’esame virale del
sangue e sia presa in considerazione la storia sanitaria dei genitori e
dei nonni di ogni vaccinando, quale che ne sia l’età.
Perché ? Lo spiegano Montinari e Ferrara:
«La storia sanitaria di genitori e nonni indica eventuali predisposizioni
a morbi specifici. L’esame del sangue serve per sapere se il corpo del
vaccinando ospita virus e di quali tipi, perché ognuno di loro e le
relative combinazioni predispongono a malattie specifiche».
In
conclusione, chiedono di poter valutare, caso per caso, se sia opportuno
procedere alla vaccinazione o rinviarla a quando il soggetto avrà
sviluppato meglio le difese immunitarie. E se non sia magari necessario
aggiungere i
correttivi
necessari a tenere sotto controllo i
virus
accertati.
Anche
sull’utilità di queste proposte al Ministero della Salute si mostrano
scettici. «Basta entrare in un supermercato, su un tram o in una chiesa
per trovarsi esposti a virus di tutti i tipi», fa notare Vellucci, «
ma
nessuno si sogna di invocare esami e screening di massa».
Resta il fatto che ci sono 5
mila
richieste di risarcimento.
«Rispetto il dolore di casi statisticamente minimi ma pur sempre
tremendi»,
premette Tucci:
“Mi
chiedo però se le sentenze di risarcimento non siano dovute, più che
altro, a un umanissimo senso di pena e di solidarietà verso chi è
vittima di una disgrazia”.
By
Giuseppe Nieuitri
-
l’Espresso:
20 marzo
2003
Commento
(NdR):
in che mani e’ finita la Sanita’ italiana ?....
in quelle delle multinazionali dei
farmaci e
dei vaccini
!!
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