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Nuovi studi a favore del
latte materno - vedi:
Alimentazione Naturale
+ Consigli Alimentari
L'allattamento al seno, se
accompagnato da una terapia appropriata, riduce il
rischio di infezione dei neonati. Due ricerche sul
New England Journal of Medicine .
I due studi, pubblicati on
line sul
New England Journal of Medicine, portano
nuove evidenze a favore dell'allattamento al seno anche
quando la madre è sieropositiva. Come già sostenuto da
diverse ricerche pubblicate su autorevoli riviste, come
The Lancet (Galileo, "Latte
materno contro l'Hiv"), è possibile ridurre il
rischio di infezione dei neonati senza rinunciare al
latte naturale.
Nei paesi del Terzo Mondo,
infatti, le madri sieropositive si trovano di fronte a
un dilemma cruciale: svezzare il neonato al seno
rischiando di infettarlo con il
virus dell’Hiv,
oppure praticare l’allattamento artificiale, privando
però il piccolo della protezione
immunitaria
contenuta latte materno e, soprattutto, utilizzando come
diluente acqua non sterilizzata.
Il primo dei due nuovi studi
è stato condotto nello Zambia da un team di ricercatori
della
Columbia University (New York) e dell’Università
dello Zambia. L'altro è stato effettuato dall’Università
del Malawi in collaborazione con la statunitense
Johns Hopkins University.
La ricerca svolta nello
Zambia ha preso in esame due gruppi di neo madri
sieropositive: un gruppo di 481 donne ha allattato al
seno il proprio bambino fino al quarto mese di vita,
mentre un altro gruppo, di 477 donne, ha proseguito
l’allattamento anche nei mesi successivi. “La nostra
ricerca ha dimostrato”, spiega la coordinatrice dello
studio Louise Kuhn, “che l’allattamento naturale non
solo riduce il rischio di mortalità da
Hiv nei bambini
che nascono sieropositivi, ma riduce anche la
probabilità che i bambini vengano infettati, dopo il
quarto mese, dalla madre sieropositiva.
Questo secondo risultato è il più sorprendente e
difficile da spiegare”. I ricercatori ipotizzano che
l’interruzione brusca dell’allattamento al quarto mese
porti a un aumento dei casi di mastite nelle donne.
Questo tipo di infezione aumenterebbe la probabilità che
i bambini nutriti con latte artificiale contraggano i
virus qualora la madre conceda occasionalmente al
piccolo il proprio latte, nella fase di svezzamento.
Tratto da: galileonet.it
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Troppi batteri nel biberon
ALLARME Le confezioni del
latte in polvere non precisano la temperatura necessaria
per eliminare eventuali microrganismi. Come dimostrano
casi recenti di infezione.
L'emergenza latte in polvere
è scattata prima in Germania, Gran Bretagna, Spagna,
Austria, poi di nuovo in Germania. Da giugno a settembre
in alcune confezioni di formule per lattanti le autorità
di controllo hanno trovato l'Enterobacter
Sakazakii, microrganismo che può provocare infezioni
serie quali meningite, diarrea e setticemia.
(NdR: nei soggetti
vaccinati,
quindi
deboli immunitariamente)
E in Italia ? È partito
subito l'allerta del Servizio igiene degli alimenti e
della nutrizione (Sian) e sembra sia tutto sotto
controllo. Ma non è il solo batterio a destare
preoccupazioni.
Dal 2002 in tutto il mondo
sono stati segnalati svariati casi di infezione da
Enterobacter e
Salmonella presenti nel
latte in polvere.
Tutti registrati dal sistema comunitario di allerta per
la sicurezza alimentare.
I batteri non sono presenti nell'acqua usata per
diluire, ma nelle confezioni ancora intatte.
Com'è possibile che un prodotto destinato ai neonati
contenga agenti patogeni pericolosi ?
A differenza del latte artificiale liquido, che è
costoso, quello in polvere non è sterile. «La catena
di produzione, per quanto avanzata, non elimina del
tutto il rischio di contaminazione da batteri, che sono
presenti nell'ambiente e provengono dal contatto con
aria, macchine, involucri e personale addetto alla
lavorazione del prodotto» spiega Adriano Cattaneo,
dell'Unità per la ricerca sui servizi sanitari e la
salute internazionale al Burlo Garofolo di Trieste. «Contaminati
da Enterobacter sono fino al 14 per cento dei campioni
di latte in polvere analizzati dalle autorità di
controllo».
Eppure, per ridurre il
rischio d'infezione basterebbe poco. Basterebbe che
sulle etichette dei prodotti figurassero precise
informazioni, soprattutto circa la temperatura
dell'acqua da usare per ricostituire il latte. «Lavarsi
le mani, lavorare in un ambiente pulito, mettere la
polvere in acqua bollita e subito portata a non meno di
70 °C, far consumare il latte in tempi brevi e gettare
l'eventuale residuo» elenca Cattaneo.
È quanto raccomandano l'OMS,
l'Organizzazione mondiale della sanità, e la
FAO, nelle
linee guida per la preparazione del latte in polvere. Ma
a dispetto di ciò molte etichette parlano di acqua
intiepidita e nel migliore dei casi portata a soli 5 5
°C. «Temperatura insufficiente a scongiurare i rischi
di infezione» avverte Cattaneo.
Coinvolti nell'allarme
europeo sono i colossi degli alimenti per neonati. I
nomi dei prodotti ritirati dal commercio sono stati
elencati in un articolo pubblicato sul settimanale
il
Salvagente lo scorso agosto.
Per quale ragione, a fronte
del crescente allarme, le aziende non modificano le
informazioni su come ricostituire il latte in polvere in
modo corretto ? «Le raccomandazioni degli organismi
internazionali non sono vincolanti per le aziende»
risponde Silvio Borrello, che guida la Direzione
generale della sicurezza degli alimenti del ministero
della Salute.
La
direttiva UE 2006/141
sugli alimenti per lattanti non contempla una
prescrizione specifica sulle etichette. «In sede di
stesura l'Italia aveva richiesto l'inserimento delle
indicazioni suggerite da Oms e
Fao, ma non ha trovato il
consenso dei partner europei» ricorda Borrello. «Entro
la fine dell'anno l'Italia recepirà la norma
UE. Ma non
sarà possibile prendere una direzione che si allontani
da quella europea. Anche se il ministero cercherà di
sensibilizzare i produttori affinche’ modifichino le
etichette».
Le aziende non sembrano
farsi troppi problemi. L'Associazione italiana industrie
prodotti alimentari (Aiipa), forte degli studi
scientifici che evidenziano la rarità del fenomeno
infettivo, in una nota dice: «Le formule in polvere per
lattanti sono intrinsecamente molto sicure».
Le associazioni di
consumatori e l'Ibfan, la rete internazionale di azione
per l'alimentazione infantile, non ci credono. E neppure
le istituzioni sanitarie.
Nel 2004 il rapporto
Istisan dell'Istituto superiore di
sanità ha elencato le misure da adottare per la
produzione, l'uso domestico e ospedaliero del latte in
polvere per neonati. Lo stesso anno, a settembre, l'Efsa,
Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha diffuso
un documento analogo.
Ed a marzo 2006 il ministero della Salute ha chiamato i
produttori a seguire le raccomandazioni del rapporto
Istisan e dell'Efsa. Ma c'è una direttiva a ostacolo
delle etichette.
Per fortuna, anche quando il
batterio è presente, il contagio resta evento raro. «Si
infettano soprattutto i neonati prematuri o con un
sistema immunitario debole, (NdR: esempio: i
vaccinati) anche se talvolta si
ammalano pure i lattanti sani» dice Cattaneo.
La dimensione dei rischi
Enterobacter e Salmonella si legge nei dati
epidemiologici. Se in Italia non si registrano casi
d'infezione, in Francia nel 2004 ne sono stati segnalati
4, di cui 2 letali, e l'anno dopo si sono contati 200
infettati da salmonella.
Anche in altri paesi si sono
verificate miniepidemie: Belgio, Usa, Israele, Manda,
Grecia.
I numeri ufficiali sono
piccoli «ma potrebbero essere sottostimati,
soprattutto nei paesi poveri, dove i segni di malattia
sono a stento correlabili con la presenza dell'Enterobacter,
difficile da isolare in laboratorio» puntualizza
Cattaneo.
Tanto più che il batterio, isolato solo da una trentina
d'anni, è quasi sconosciuto nel Terzo mondo: non si sa
né di cosa i neonati si ammalino, né in quanti per
l'infezione da Enterobacter.
Se nel mondo occidentale è difficile informare i
consumatori circa le norme igieniche per ricostituire il
latte in polvere, nel resto del mondo, dove scarseggia
l'acqua potabile, l'igiene è un'utopia.
Che fare per scongiurare il
rischio d'infezione ? «Promuovere e incoraggiare
l'allattamento al seno materno, il sistema migliore di
alimentazione del neonato, ferma restando l'esigenza di
una chiara informazione sulle etichette dei prodotti»
conclude Borrello.
Ma per i genitori il
problema resta e le preoccupazioni pure. «Il rischio
non si limita al latte in formula» avverte Maurizio
Bonati del Mario Negri «basta vedere quello che è
successo qualche settimana fa in Spagna, con un
preparato di ampio utilizzo, un infuso di camomilla per
l'infanzia, con due casi di
botulino a danno di neonati,
come riporta il quotidiano ElPais».
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Il latte materno, lo sostengono anche e non solo gli
esperti, e' l'alimento ideale per far crescere un
bambino sano ed in piu' NON
costa niente, come mai tante donne vi
rinunciano ?
The Lancet
parla di milioni di casi di morti attribuibili
alla mancanza di allattamento al seno materno.
Ma il problema del latte artificiale per bambini
contaminato non e' solo cinese, ma anche in tutti i
paesi del terzo mondo come in quello occidentale le
pressioni dei produttori di questi latti sostitutivi del
latte materno, allargano il mercato a discapito della
salute dei piccoli - campioni di latte artificiale
vengono spesso regalati alle cliniche ed agli ospedali e
le donne sono indotte dai
medici ad usarli !
Il messaggio MENZOGNERO e' che il latte
artificiale sia un alimento piu' ricco di quello
materno.
NIENTE di PIU' FALSO
!
L'OMS raccomanda il
latte materno come alimento ESCLUSIVO almeno fino
al 6° mese di vita.
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Più
bravi a scuola e più "svegli" i bimbi che
sono stati allattatati al
seno.
A confermare una teoria - più volte
riproposta dai fautori dell'allattamento
naturale - uno dei più vasti studi mai
realizzati sull'influenza del latte materno
nello sviluppo dell'intelligenza, pubblicato
sugli 'Archives of General Psychiatry'
di maggio e realizzata dall'équipe diretta
da Michael Kramer dell'Università canadese
McGill di Montréal.
I ricercatori hanno seguito per oltre sei
anni, con medici
bielorussi di 31 ospedali e
cliniche, 14 mila bambini bielorussi. La
metà delle madri aveva ricevuto informazioni
e sostegno, con un programma ad hoc per
l'allattamento esclusivo e prolungato,
secondo le indicazioni dell'Organizzazione
mondiale della sanità (OMS). L'altra metà aveva
ricevuto le cure e le indicazioni fornite
abitualmente dalla struttura sanitaria. Nel
primo gruppo si è avuta una prevalenza
dell'allattamento al seno fino ai 12 mesi.
A distanza di sei anni e mezzo i bambini del
primo gruppo, allattati in prevalenza al
seno, ottenevano migliori risultati ai test
d'intelligenza e avevano voti più alti per
lettura e scrittura. Secondo i ricercatori,
dunque, se nei Paesi sviluppati la lotta
alle infezioni non è più un argomento a
favore dell'allattamento materno, utile per
rafforzare le difese immunitarie, i benefici
per lo sviluppo cognitivo, dimostrati dallo
studio, potrebbero servire a convincere le
neo mamme a optare per l'allattamento
naturale.
Commento NdR: anche quelli che
nascono
nell'acqua sono piu' intelligenti...
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Le malattie come abbiamo già più volte
affermato, sono la conseguenza dei
Conflitti
Spirituali che "scendono" dal
"cielo dello
Spirito" nella "terra
fisiologica" e quando trovano il "Terreno"
adatto, proliferano generando il corpo del
conflitto, la malattia, ovvero
l’azione del male, cioè dell’ignoranza. -
vedi anche
Vari
terreni
Ricordiamo
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a livello
intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte
dell'organismo.
Nel caso che bambini nascano con delle
malattie, sono gli errori dei
genitori (alcuni sono per esempio i
Danni dei Vaccini, e/o le
amalgami dentali - gravi tossine - dei
genitori, danni che vengono
anche codificati nel DNA dei nonni e genitori ) che
vengono ad essere somatizzati nei nipoti-figli (il
processo si chiama slatentizzazione =
somatizzazione precoce di malattie), perché
tutto ciò ? perché l’evoluzione ha inserito
lo scopo della
malattia nel programma
educativo della specie, quindi è giusto che
gli errori vengano a galla in ogni modo !;
quindi è evidente l’enorme responsabilità
di
nonni, nonne, madri e padri (cioe' di tutti
quanti), nel
comportarsi bene secondo
le Leggi che regolano le strutture Viventi e
mantenersi quindi in buona salute per poter
donare una vita sana ai propri figli,
nipoti, pronipoti, cioe' alla propria
progenie.
La
dieta Vegetariana per i Bambini e gli
adolescenti
È opinione diffusa, confermata anche dalla
maggioranza dei medici, che dalla nascita
fino ai 18 anni, nel periodo più importante
per lo sviluppo del corpo e
dell'intelligenza dell'essere umano, il
consumo di carne, latte e uova, ossia
delle cosiddette proteine animali, sia
assolutamente indispensabile. Ma è proprio
vero ?
Luciano Proietti, medico pediatra con alle
spalle un'esperienza sul campo, oltre che
padre di tre figli, ci spiega invece come
allo stato delle conoscenze scientifiche
attuali non solo sia possibile, ma vada
sostenuta la scelta di un'alimentazione
vegetariana nel bambino.
Queste considerazioni sono il frutto di una
lunga ricerca svolta dall'autore con
l'ausilio del Centro di auxologia della
Clinica pediatrica dell'Università di Torino
e di una raccolta di dati sui bambini
vegetariani italiani, in collaborazione con
l'Associazione Vegetariana Italiana (AVI),
la
Società Scientifica di Nutrizione
Vegetariana (SSNV) e i Centri di Nascita
Naturale.
Ne è risultata una banca dati con
più di 2 mila bambini cresciuti con una
dieta lacto-ovo-vegetariana (la maggior
parte) e lacto-vegetariana o vegana, in modo
esclusivo almeno fino ai 3 anni e in molti
casi mantenuta anche successivamente.
Un'alimentazione povera di proteine animali
infatti, non solo è compatibile con le
indicazioni dei
LARN (Livelli di Assunzione
Raccomandata dei Nutrienti), ma nei primi
due, tre anni di vita dovrebbe essere
l'alimentazione raccomandata essendo la più
fisiologica e quindi la più salutare.
Negli
anni successivi la dieta
vegetariana e vegana può diventare anche uno spunto
per invitare il bambino a riflettere e
comprendere l'importanza del rispetto di se
stessi, degli altri animali e dell'ambiente.
Ecco perché la scelta vegetariana è un
investimento in «salute» di proporzioni
enormi per la società futura.
Indice di APGAR
L'indice di Apgar è un voto, da 1 a 10, dato
ad ogni neonato sulla base delle sue
condizioni di salute (respiro, battito
cardiaco, riflessi, colorito e tono
muscolare). La valutazione si effettua due
volte, dopo 1 e 5 minuti dalla nascita.
Serve a sapere subito come sta il bambino:
più di 7 = tutto bene; meno di 4 = a rischio
grave.
Per poter crescere bene in salute e senza
molta fatica un figlio, bisogna
assolutamente seguire queste indicazioni:
1) Allattare il bambino subito dopo la
nascita, immediatamente dopo l’uscita del
feto dalla vagina e mentre pulsa ancora il
cordone ombelicale, che deve essere tagliato
solamente dopo che ha terminato di pulsare.
Questa pratica è indispensabile al neonato
in quanto le difese
immunitarie si
irrobustiscono immediatamente per il
trasferimento dalla madre al bambino,
attraverso il
prelatte materno che serve
proprio a questo scopo, delle sostanze
necessarie a fissare ed iniziare le difese
immunitarie dell’organismo del neonato nel
nuovo ambiente, oltre all’apporto dei giusti
valori Termico/Nutrizionali necessari al
neonato.
La
Galega
favorisce l'aumento del
latte materno di circa il 30% in più, anche solo dopo ventiquattro ore.
L’Avena è il cereale più energetico,
infatti è meglio non mangiarla alla sera;
formata da acqua 12%, protidi 14%,
estrattivi inazotati 74%, fibre grezze 2%,
lipidi 7,7%, ceneri 2,3%; contiene ferro in
abbondanza, potassio, calcio, magnesio,
fosforo, sodio, rame, manganese, zinco,
nichel, iodio, zolfo e fosfati, vitamina B
quella per la crescita, B6, C, E, PP, e
tracce della D, colina, inositolo in
quantità superiori al frumento (grano).
Le sue proteine vegetali contengono
amminoacidi quali valina, leucina,
fenelelenina, tirosina, triptofano, serina,
cistina, metionina, arginina, istidina,
lisina ed amido in granelli tondi.
Abbassa il colesterolo; per il suo alto
contenuto di minerali è energizzante e
ricostituente per tutti.
Si raccomanda di dare ai lattanti
(quando svezzati)
un biberon
al dì di brodo di verdure e/o decotto di
riso biologico e semi integrale, da
prepararsi con 60% di avena, 30% di orzo e
30% di riso.
Pane integrale ed avena non raffinata
(contengono ferro e fosforo) preservano
dalla carie.
Il porridge d’avena, in farina o semi
frullati e cotti nell’acqua a colazione,
preservano anche dall’infarto. Semi decotti
con miele, sono emolienti, lassativi e
diuretici. Semi tostati in infuso,
lassativo, bere 3 tazze piccole al dì.
Fiocchi d’avena,
ricostituente sopra tutto per i bambini,
adolescenti, giovani ed anziani; minestre di
fiocchi, ridanno forza ed aspetto florido ai
soggetti gracili, nervosi, deboli di
stomaco, affaticati, senescenti, depressi è
sopra tutto utile nell’accrescimento.
I grani fatti germogliare in terreno umido
per 5/7 giorni, sono indicati nello
svezzamento dei lattanti, depressi,
intossicati da forme intestinali,
neurastenici, diabetici, anti costipante,
ecc.
La Banana contiene alte dosi di
potassio ed è il frutto con la più alta
quantità di fibra. Sostituisce un pasto, ma
attenzione le banane (idem per patate,
pomodori, ecc., mutati geneticamente=OGM)
provenienti dai paesi esotici controllati
dagli americani e dalle loro multinazionali,
contengono
farmaci
e
vaccini inoculati nascostamente !
La Barbabietola, fin dai tempi
preistorici è nota per le sua virtù; radice
rossa, dolce e zuccherina, è un sano
alimento rinfrescante, mineralizzante per
tutti.
Il suo succo crudo, centrifugato è molto
utile agli anemici in quanto aiuta la
formazione dei globuli rossi del sangue,
preso in dose di 1 bicchiere al dì; è
prezioso anche per mantenere un buon
metabolismo ed è un tonico adatto per tutte
le età. Allevia tutte le infiammazioni
dell’apparato digerente, aiuta nelle
malattie del fegato.
Contiene acqua metabolica 87%, proteine
1,5%, carboidrati 9,2% in zuccheri, grasso
0,08%, ceneri 1% con calcio, potassio,
magnesio, fosforo, iodio, ferro, rame,
bromo, zinco; vitamine A, B1, B2, C, PP,
pectina; tende ad essere controindicata per
certe forme di diabete per lo zucchero
contenuto.
Curcuma, ottimo per far aumentare la
produzione di latte materno.
Per le malattie alle vie respiratorie
e relative cure naturali, vedi:
tosse, catarro,
raffreddore,
influenza
2) Ricordiamo che il
sistema immunitario è
un sottile gioco di giusti rapporti di
"funzioni" che organi e sistemi organizzano
ad ogni nuova situazione che si presenta
cercando di aiutare il corpo e la psiche
alla migliore sopravvivenza.
Infatti i Sistemi Nervoso ed Immunitario
"nascono" al concepimento e continuano a
"crescere", cioè a mutarsi, ad informarsi,
man mano che passa il tempo.
Ecco perché è
criminale vaccinare i neonati o dare farmaci
a 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, 3 anni, 6 anni, in
quanto i loro Sistemi Nervoso ed Immunitario
sono ancora in fase di crescita e non devono
essere alterati artificialmente con prodotti
tossici invasivi (vaccini
e farmaci
di sintesi), ma devono essere lasciati
reagire in modo naturale alle situazioni che
l’ambiente, la Natura gli procura, magari
aiutandoli con prodotti naturali: esempio
Propolis e
prodotti dell'Ape.
Infatti quando un bimbo si ammala di quelle
malattie infettive chiamate "infantili" egli
si immunizza per tutta la vita, mentre se si
vaccina sappiamo che egli in realtà non è
sicuramente immune dalle malattie dalle
quali si vorrebbe egli fosse, vaccinandolo,
oltre al fatto che sicuramente il suo
Sistema Immunitario subirà uno shock
irreversibile e per tutta la vita, perché oltre a tutto il
bambino sarà
intossicato oltre che dai virus
o batteri patogeni (cioè di altre specie
animali) entro contenuti nei
vaccini, anche
dai metalli tossici:
Mercurio, (impedisce la
formazione della Mielina e genera disbiosi
(perdita della flora batterica simbiotica
intestinale);
Alluminio che genera anche
tumori nel Sistema Linfatico; dalla
Formaldeide (che è una sostanza cancerogena)
e da altri Contaminanti pericolosi.
3) Attaccare al seno il bambino a domanda,
cioè tutte le volte e per quanto tempo
desideri, in modo che possa alimentarsi
secondo la sua fame, la sua sete e non
secondo orari e tabelle.
4) Non dare il biberon, nemmeno di acqua
dopo la poppata, in quanto rendono meno
valida la suzione del neonato al seno.
5) Non dare integrazioni alimentari o di
altro genere prima dei 6 mesi, in quanto
interferiscono con la capacità materna di
produrre sufficientemente latte e con la
capacità del neonato di assimilarle, salvo
il caso in cui il latte materno non fosse
sufficiente o assente dei fattori vitali
Nutrizionali.
I latti artificiali hanno una composizione
"simile" a quella del latte materno. Però
non inducono il senso di sazietà come il
latte materno e il bambino rischia di essere
alimentato in eccesso. Inoltre i latti
artificiali non hanno fattori di difesa
contro le infezioni e pertanto il lattante
risulta molto meno protetto dal punto di
vista immunitario.
Molto meglio le **balie
di una volta***.....se la madre non ha il
proprio latte.
6) Assicurarsi che la posizione di
allattamento sia comoda per entrambi e che
il neonato afferri bene non solo il
capezzolo, ma anche l’aureola intorno ad
esso. Dare entrambi i seni ad ogni poppata,
alternativamente.
7) Evitare, durante la gravidanza per la
madre e per il bambino, come negli anni
successivi, la somministrazione di qualsiasi
farmaco; anche i controlli rituali sul
neonato sono privi di significato, come la
pesata e l’analisi del latte; svezzare
gradualmente da dopo 7 mesi, per evitare
interruzioni biologicamente traumatiche per
madre e bambino.
8) Effettuare test
Bio elettronico; un
Mineralogramma sui capelli della madre e del
bambino od il test
Kinesiologico detto dell’Ok,
per conoscere gli eventuali squilibri dei
minerali; dei metabolismi interessati e
delle mal funzioni organiche.
9) Molta importanza si darà
all’alimentazione di tipo naturale e
biologica, ricche di ortaggi e
verdure crude, con proteine vegetali al
massimo 70% per contenuto del pasto, in modo
che le feci siano alcaline (non acide), ciò
vale sopra tutto per la mamma che allatta,
in quanto essa fornisce dal proprio latte
tutti gli elementi indispensabili alla
nutrizione del neonato. Quindi quando il
lattante si ammala, occorre cambiare
l’alimentazione della madre e riportarla ai
suoi valori normali ed il bambino guarirà
come per incanto.
Negli ultimi decenni abbiamo visto il
progressivo cambiamento del tipo di
alimentazione, proposta alle mamme, per
l’alimentazione dei lattanti, si è passati
dall’allattamento materno all’allattamento
artificiale, dietro la spinta di medici
disinformati od in combutta con produttori
di latte in polvere, le classiche
multinazionali oppure con l’uso del
latte
vaccino della Centrale del latte, ciò con
l’aiuto della
medicina "ufficiale" ed il
desiderio delle mamme di "non rovinarsi il
seno" e di essere più sbrigative, abbiamo
visto però crescere un’infanzia sempre più
debole e malata anche se la mortalità
infantile è diminuita a discapito della
qualità della Vita dei giovani.
Per fortuna da alcuni anni visti i nefasti
risultati in tutto il mondo, dove
popolazioni intere mal consigliate dai
medici, utilizzavano l’allattamento
artificiale al posto di quello materno, si
sta reiniziando a consigliare, sempre da
parte di medici rinsaviti, il ritorno
all’allattamento al seno materno.
10) Alla nascita la mamma prepara
(nel seno)
un liquido prezioso a disposizione per il
neonato:
si chiama colostro il latte materno prodotto
nei primissimi giorni dopo il parto, in
modeste quantità (10 -14 ml al giorno),
adeguate al fabbisogno nutrizionale del
neonato.
Il colostro, che ha azione lassativa, è
ricco di proteine, sali minerali, vitamine e
ha proprietà antinfettive più spiccate di
quelle del latte maturo: infatti contiene
elevate quantità di cellule e anticorpi,
preziosi per la difesa dalle infezioni.
Il latte materno è così “materno”
che crea reazioni
basiche nell’intestino (non acide
come quelle che produce il
latte vaccino=, di
vacca) da contenere tutto ciò che necessita
al futuro uomo, compresi gli anticorpi
necessari nei primi giorni, mesi, anni dopo
la nascita.
L’allattamento dovrebbe continuare almeno
fino al settimo mese di vita e se possibile
ed almeno fino ai 12 mesi; solo in certi
casi, perché la madre non riesce a produrre
un latte sufficientemente nutriente, si
dovrebbe iniziare ad integrarlo con delle
pappe preparate a base di frullati di
frutta, verdure, ortaggi, crudi ed allungate
con acqua; in seguito passare alla verdura
cotta, alle farine tostate ed ai cereali.
Parliamo di integrazione NON di sostituzione
al latte materno.
Lo
svezzamento vero e proprio dovrà
essere effettuato, se possibile alle
scadenze giuste, ma sicuramente dovrà essere
almeno dopo la prima dentizione; ovviamente
si dovranno scegliere per l’alimentazione
cibi biologici, integrali o semi integrali,
come del resto per tutta la famiglia.
Per le quantità si dovrà seguire il lattante
nei suoi desideri per preparare le dosi.
Per i tempi delle pappe, dovremo
all’inizio seguire i desideri del bambino,
in seguito modificarli in modo che i suoi
tempi corrispondano ai tempi dei fabbisogni
della mamma.
NON si deve mai forzare a mangiare un
piccolo,
essi seguono sopra tutto l’istintualità che
ne determinerà i comportamenti, per cui è
importante che i genitori imparino a seguire
le voglie mangerecce del lattante, non
forzando se il piccolo per alcuni giorni non
avrà fame.
In quel periodo sicuramente il bambino avrà
in corso qualche problema che scomparirà
appena il corpo avrà reagito in modo
naturale. Non farsi prendere
dall’apprensione in questi casi;
l’indisposizione la si noterà guardando
giornalmente le feci. Molta importanza
rivestirà l’alimentazione della madre che
dovrà essere assolutamente di tipo biologico-biodinamico
semi od integrale, per poter fornire latte
il più completo possibile per il figlio.
Sopra tutto quando il lattante avrà qualche
problema di
stitichezza o di feci
acide,
sfatte, troppo puzzolenti o di colore troppo
chiaro o troppo scure, si dovrà
cambiare
l’alimentazione materna in modo da
modificare di riflesso le digestioni e le
feci del bambino che non devono essere acide
ma basiche; munirsi della "cartina torna
sole", per il controllo
acido/basico delle
feci.
Ma soprattutto si dovrà fare molta
attenzione che il piccolo non soffra già di
infiammazioni o blocco temporaneo della
valvola ileo cecale.
Per poterla normalizzare, occorre
controllare i tipi dei cibi e rinfrescare le
viscere con un panno di cotone bagnato di
acqua fredda (mettere un cubetto di
ghiaccio) od un
cataplasma di
argilla
fredda, messo sull’intestino per tutta la
notte o durante il giorno, usando in certi
casi
fermenti lattici multi microbici,
cloruro di magnesio
e/o magnesio, clorofilla,
fior di
zolfo.
L’alimentazione con farine cotte di cereali
integrali e/o semi integrali,
biodinamici
e/o biologici, germogliati, e/o
in chicchi, meglio che non in farine (preferibilmente
Riso, miglio, segale, avena), orzo, farro,
frumento, grano saraceno, con parsimonia
(attenzione al gruppo sanguigno - vedi
Emodieta - come
base per preparare una buona dieta), è molto utile
nei primi mesi di allattamento perché esse
facilitano la digestione dei latti,
modificandone la coagulazione nello stomaco
e permettendo alle diastasi digestive di
entrare in azione, ma occorre ricordare di
non superare la percentuale del 30% di
proteine nell’ambito del pasto.
Esse inoltre apportano un supplemento
calorico e di fattori vitali preziosi, senza
aumentare le razioni idriche e stimolano una
migliore secrezione dell’amilasi
pancreatica.
Passeremo gradatamente dalle pappe molto
allungate a pappe sempre più dense per
aiutare il piccolo a digerire facilmente il
nuovo prodotto.
Nel caso di pappine si dovrà provvedere
all’alimentazione del bambino con il
cucchiaino, in modo che esso cominci a
distinguere fra le varie densità degli
alimenti.
Morbidi e cremosi, i formaggini comuni,
vengono preparati con miscele di formaggi
fusi, panna, burro, latte e sale in quantità
variabili a seconda del tipo. Quindi,
essendo troppo ricchi di grassi e di sale,
non sono adatti per i bambini, senza tenere
conto del fatto che possono contenere anche
i conservanti !
Si consiglia nei casi di stitichezza
di scegliere fra i cereali il
RISO semintegrale e l’ORZO mentre nel
caso opposto si prenderà del RISO bianco
raffinato; nei casi
di mancanza di vitalità si prenderà l’AVENA, quest’ultimo cereale favorisce anche la
secrezione lattea per la mamma che allatta; ricordiamo di frullare
nel caso si utilizzino cereali germogliati,
cereali in chicchi, non in farine
(preferibilmente riso semi integrale, miglio, segale,
avena), orzo, farro, frumento con
parsimonia.
Per favorire l’inizio della masticazione si
provvederà a iniziare con le pappine a base
di farina ed in seguito con i fiocchi dei
grani di cereali.
Dobbiamo ricordare alle mamme carnivore di
NON dare assolutamente prodotti carnei
almeno fino a quando la dentizione del
bambino sarà completata, alimentazione
carnea che comunque dovrà essere sporadica,
una volta al mese, preferibilmente pesce e/o
animali da cortile; anche gli
omogeneizzati industriali di qualsiasi tipo sono da
sconsigliarsi per l’alimentazione del futuro
uomo, malgrado la falsa pubblicità che si fa
attorno a questi prodotti.
Nel periodo della dentizione qualche volta
il piccolo tende ad avere qualche problema
di raffreddore, muco e catarro; in genere se
il bambino NON è vaccinato questo NON
avviene o se avviene lo è in forma molto
leggera tale da non impensierire.
Ma se
invece egli è
vaccinato il problema si
presenta facilmente sempre più grave e molte volte il
problema tende a trasformarsi in gravi e
croniche patologie alle vie respiratorie.
Molto utile in ogni disturbo del piccolo,
l’uso esterno sul pancino di
un panno
bagnato di acqua fredda da tenere per più
ore.
nei casi
ostinati ed all'inizio di uno stato di
stitichezza e' molto utile effettuare una
idro colon terapia con una perettina
di infuso di
camomilla tiepida.
Sconsigliamo vivamente l’uso dei pannolini
con la mutandina di
plastica,
perché ? essi alterano sempre la temperatura
intestinale favorendo fermentazioni e
putrefazioni; usate solo i "ciripà" ovvero i
triangoli di cotone, come si usava una
volta; i malesseri dei piccoli sono sempre
aumentati dalle temperature esagerate che il
pannolino crea nella pancia, con la mutanda
di plastica.
Vi consigliamo anche l’utilizzo di una
tisana per aiutare il piccolo a reagire a
queste situazioni:
Per una tazza da tè da bere molto calda e
prima di andare a letto ben coperti, far
bollire per 3 minuti in acqua: 4 chiodi di
garofano e 3 cm di tubo di cannella,
lasciare in infusione per 15 minuti ed alla
fine prima di bere aggiungere 1 limone
spremuto più un cucchiaino di miele; da bere
3 volte al dì in piccole dosi.
Ma se lo alimentate, nei casi di malattia
solo con verdure ed ortaggi crudi (80-90%)
senza proteine, il bambino guarirà
facilmente in qualche giorno.
Queste tisane vanno bene anche per gli
adulti, variano solo le quantità da bere.
Altra tisana molto utile:
in un litro di acqua far bollire 5 fichi e 4
datteri tagliati a pezzetti ed una
manciatina di uva passa; far bollire a fuoco
lento fino a quando i fichi sono molli poi
diminuire la fiamma ed aggiungere un grosso
pizzico di viola, timo, ortica, lavanda,
salvia; lasciare in infusione 15 minuti,
passare spremendo bene il tutto, aggiungere
un cucchiaio di miele e bere caldo; una o
più volte al giorno questa tisana.
Morbidi e cremosi, i formaggini comuni,
vengono preparati con miscele di formaggi
fusi, panna, burro, latte e sale in quantità
variabili a seconda del tipo. Quindi,
essendo ricchi di grassi e di sale,
non sono
adatti per i bambini, senza tenere conto del
fatto che possono contenere anche i
conservanti !
Se desiderate curarvi e curare i vostri
figli con i vegetali
crudi,
ricordatevi che in ogni caso i prodotti
andrebbero colti dalla pianta fresca e
consumati, cioè masticati molte volte in
bocca per circa 10 minuti indi ingoiare,
oppure per i piccoli, frullare il tutto.
Per i piccoli, l’ideale in certi casi, è il succo crudo
(centrifugato) o il macerato del prodotto
vegetale in acqua fredda, la più pura
possibile.
L’erba, i semi, le radici, le foglie, i
rami, le piantine, anche quella medicali,
come la frutta o qualsiasi altro prodotto
della terra danno il meglio di loro
solamente quando sono appena staccati dalla
loro radice o pianta; se sono secchi
forniranno meno elementi vitali; però è
sempre meglio che far bollire o riscaldare i
prodotti medicali; se sono freschi e
lavorati nell’alcool o nell’acqua fredda
(macerati) è meglio perché il calore tenderà
ad eliminare altri fattori vitali che si
perdono in parte ovviamente nelle tisane,
infusi ecc.
Ricordiamo che la Salute viene dalle
Piante
Esse sono i nostri migliori alleati contro
molte malattie, che aiutano a prevenire ma
anche a guarire.
Frutta e
verdura, dunque, ma con qualche
accorgimento.
Per le congiuntiviti e le
stomatiti, nei bambini.
Per le congiuntiviti:
Far bollire 5 o 6 foglie di salvia per una ventina di
minuti in un pentolino. Con pinzette, garze sterili e
mani lavate, si possono pulire gli occhi 2 o 3 volte al
giorno, per almeno 7 giorni, e nel 90 per cento dei casi
guariscono.
Oppure utilizzare la vostra
urina,
se volete far prima a risolvere il problema..
Per le stomatiti:
Far bollire due cucchiai di foglie di malva in un
pentolino d’acqua, poi con un cotton fioc si praticano
tamponature ovunque il bambino abbia le afte. E anche
qui, la percentuale di guarigione è del 90 per cento.
Per le
infreddature:
sciogliere 9 grammi (cioe’ un cucchiaio) di sale in un
litro d’acqua bollente si ottiene una soluzione
fisiologica.
Con l’asciugamano sulla testa, facciamo respirarne i
vapori e, quando è tiepida, prenderla con la mano e
detergere le fosse nasali, o iniettarla con un
contagocce (meglio la vostra urina).
Il muco si fluidifica e la persona sta meglio.
MUGHETTO:
Capita frequentemente che un neonato abbia
il mughetto, cioè di una patina biancastra
che può ricoprire la lingua, le gengive o le
guance; è attaccata alla mucosa e richiede
un pò di grattamento per essere rimossa;
esso è causato dalla
Candida
Albicans, una
specie di fungo che tutti noi abbiamo
nell'intestino, ma che riesce a farsi strada
solo in persone con basse difese
immunologiche e tessuti acidi (i vaccinati)
; infatti i vaccini,
ai quali i piccoli sono sottoposti, sono
le sostanze maggiormente responsabili di
queste aggressioni fungine continue.
Le coliche nei neonati
Coliche gassose, rigurgiti e problemi
intestinali, causa di molte notti insonni
per i genitori, ricordarsi che i fermenti
lattici sono INIDSPENSABILI (in genere cio'
avviene DOPO i
vaccini
propinati ai neonati, bambini).
Uno studio su 30 neonati pubblicato su
"The Journal of Pediatrics" dimostra che
l'assunzione di probiotici (fermenti, specie
il Reuteri=5 gocce) riducevano od
eliminavano questi problemi, inoltre il loro
sistema
immunitario compromesso, risultava
rafforzato.
NON
VACCINARE
NESSUN
LATTANTE, BAMBINO, RAGAZZO, GIOVANE, ANZIANO
e questo per nessun motivo, anche se il
vostro pediatra ve lo consiglia; se lo fa,
significa che è sicuramente all’oscuro dei
Danni Perenni
che ne derivano, per cui
NON è un buon pediatra, perché non si
informa, e se invece li conosce ciò significa
che è in malafede, per cui
allontanatelo
subito dalle vostre famiglie. I
vaccini
producono
immunodepressione e
mutazioni genetiche
!
Anche il bambino deve essere alimentato con
i migliori prodotti biologici (gli alimenti)
quindi deve essere messo in condizione di
poter godere dei benefici dell’urino terapia
(bere la propria urina) ricordando che
ci dovremmo alimentare per poter produrre
una
urina salutare, la quale ci
deve servire per il nostro Nutrimento
cellulare, quindi essa va in molti
casi,
bevuta
regolarmente ogni giorno.
In aereo con un lattante:
Nessun problema nell'affrontare un viaggio
in aereo con un bimbo piccolo. Nella
peggiore delle ipotesi gli si tapperanno le
orecchie nell'atterraggio, come del resto
capita anche ai grandi.
Per aiutarlo a compensare, può essere utile
avere qualcosa da fargli bere, così che la
deglutizione favorisca l'apertura delle
trombe di Eustachio e la fine del fastidio.
Meglio la mamma
dell'incubatrice
La ipotermia del neonato (cioè un
abbassamento della sua temperatura al di
sotto di 36°C) ne aumenta il rischio di
malattia e di morte. Uno studio recente ha
dimostrato che tenere il neonato “pelle a
pelle” con la madre è efficace non solo nel
prevenire l'ipotermia, ma anche nel curarne
una in atto. Che sia una scoperta dell'acqua
calda ?
Come conservare
il latte materno
Il latte materno puo' essere
conservato per 4 ore a temperatura ambiente
(25°C); per una conservazione piu' lunga va
refrigerato (4°C) o congelato (-20°C). In
frigo si mantiene senza rischi di
contaminazione batterica per 3 giorni,
mentre una volta congelato si mantiene per
6-12 mesi.
Lo scongelamento deve essere graduale,
passando il contenitore dal freezer al frigo
normale.
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I bimbi intelligenti saranno futuri
vegetariani
Se il bambino è sveglio da grande sarà
vegetariano. Questo è quello che sostiene
uno studio dell'Università inglese di
Southampton condotto su più di 8.000 persone
di 30 anni. La maggior parte di quelli che
all'età di 10 anni aveva un quoziente di
intelligenza superiori di 5 punti alla
media, adesso è
vegetariano.
Secondo la squadra medica che ha condotto la
ricerca, pubblicata sul "British Medical
Journal", i risultati sarebbero coerenti
con altri studi che mostrano come chi è più
intelligente tende a seguire una dieta più
salutare: quella vegetariana, infatti,
mantiene bassi la pressione e il livelli di
colesterolo nel
sangue.
Fonte :
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17175567
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