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Probabilmente tutto quello che sai sul latte è
quello che hai sentito dire in qualche programma
del tipo "Salute & Benessere", o in qualche
pubblicità in TV con una bella mucca che pascola
in un bel prato verde.
Buona fonte di calcio,
tante proteine, belle immagini di un fluido
bianchissimo che fluisce dolcemente nel
bicchiere e un bambino sorridente che si pulisce
i baffetti bianchi.
La fantasia delle agenzie pubblicitarie ingaggiate
dall'industria lattiero-casearia non ha limiti
nel creare bellissime e coloratissime favole
intorno ai loro prodotti. Anche se non fanno più
vedere il contadino che munge la sua mucca, già
non crediamo alla scenetta del fattore che porta
in città i formaggi con il carretto trainato dal
mulo.
Queste favole però ci impediscono di vedere una
realtà che invece dovremmo conoscere, fosse solo
per il legittimo desiderio di conoscere la
verità.
Indipendentemente dal fatto che il latte di mucca va
molto bene per i vitelli e non è un alimento
adatto all'alimentazione umana e nessun animale
raggiunta l'età adulta beve latte, quello che
compri al supermercato o in latteria non ha
nulla in comune con il latte munto dal
contadino.
Il latte di mucca è un fluido malsano, proveniente
da animali malati che hanno un'ampia gamma di
malattie pericolose, che contiene sostanze che
hanno un effetto negativo cumulativo su tutti
coloro che lo consumano.
Quasi tutto il latte di mucca ha 59 ormoni
attivi, allergeni in gran quantità, grasso e
colesterolo.
La maggior parte del latte di mucca contiene
quantità misurabili di erbicidi, insetticidi e
diossina fino a 2.200 volte il livello di
sicurezza, fino a 52 potenti antibiotici,
sangue, pus, feces, batteri e virus. (Il latte
di mucca può avere tracce di qualsiasi cosa che
la mucca mangi incluso fuoriuscite radioattive
provenienti dagli esperimenti nucleari.) Uno di
quei 59 ormoni è un potente ormone della
crescita (IGF-1) con fattore di crescita uno.
Considerate questo ormone come una cellula di
combustibile per qualsiasi cancro.
La FDA (Amministrazione Federale degli Alimenti
e dei Farmaci) insiste che l'IGF-1 si distrugge
nello stomaco.
Se fosse vero l'FDA ha dimostrato che
l'allattamento non funziona. Questo fattore di
crescita fa in modo che il vitello neonato
cresca rapidamente, come madre natura intende.
Un'altra sostanza chimica presente nel latte è
la caseina. È un potente agglomerante, un
polimero usato per fare plastiche e colle,
ottimo per fare solidi accessori o incollare
etichette alle bottiglie di birra.
Ottanta delle proteine del latte sono caseina; è
anche un allergene, un'istamina che crea
molto
muco.
E' permesso che nel latte siano presenti delle
feci che sono una sorgente principale di
batteri.
Il latte viene di solito pastorizzato più di una
volta prima di arrivare sulla vostra tavola,
ogni volta per circa 15 minuti a 73° centigradi.
Per sterilizzare l'acqua occorre farla bollire a
100° per alcuni minuti.
Tieni presente anche che a temperatura ambiente
il numero di batteri del latte raddoppia ogni 20
minuti circa.
Le mucche inserite nel ciclo industriale del
latte, come certamente saprai, non vengono munte
dal contadino ma vengono collegate alle
mungitrici meccaniche automatiche, in maniera
intensiva per ottenerne il massimo sfruttamento
possibile. Questo causa l'insorgenza della
mastite e l'infiammazione purulenta da
staffilococchi della mammella che viene "curata"
con antibiotici. Dato che le mucche continuano
ad essere sottoposte a mungitura meccanica la
mastite diventa cronica.
Il pus passa nel latte assieme alle altre
sostanze (antibiotici, ormoni, medicinali vari)
e quindi le autorità sanitare hanno stabilito
quanto pus può essere ammesso nel latte senza
che faccia danno alla salute. (secondo loro).
In un cm3 di latte di mucca commerciale è
permesso dalle autorità sanitarie che vi siano
fino a 750.000 "cellule somatiche" il cui nome
comune è pus e 20.000 batteri vivi prima possa
venire ritirato dal mercato.
Il tutto ammonta a 20 milioni di batteri vivi e
fluttuanti e fino a 750 milioni di cellule di
pus per litro.
La Comunità Europea e il Canada danno il
permesso per un latte meno "gustoso" con 400
milioni di cellule di pus per litro. Di solito
questi valori sono più bassi, ma potrebbero
raggiungere questi livelli ed essere permesso
che quel latte arrivi sulla tua tavola.
Il latte di mucca ha un contenuto di calcio tre
volte superiore a quello umano. Per venire
assimilato, i livelli di magnesio dovrebbero
essere in proporzione uguali a quelli del calcio
e non lo sono. Inoltre ci sono numerose malattie
collegate con il consumo di latte come la
leucemia, diabete, e malattia di Crohns.
Tratto da:
medicinenon.it
NB: Nell’articolo originale, consultabile nel
sito indicato, sono presenti alcune tabelle che
permettono di verificare i limiti massimi delle
particelle di pus (eufemisticamente chiamate
cellule somatiche) ammesse nel latte, oltre ai
germi e agli antibiotici, entro i quali tale
latte può essere commercializzato, estratti
dalla:
NORMATIVA COMUNITARIA 92/46 G.V. recepita dal
DPR 14.01.1997 N. 54.
Commento NdR:
La mancanza negli umani dell'enzima lattasi che
demoleculizza e scinde il lattosio in maltosio e
destrosio, due zuccheri assimilabili
dall'intestino umano, genera negli individui
tanti disturbi, non facilmente riconducibili al
latte vaccino.
Le caseine, specie l'alfa-s2, non sono
facilmente demoleculizzabili dai batteri
autoctoni della flora intestinale biovitale, per
cui vengono a generarsi altri problemi
sovrapponibili a quelli di cui sopra, generando
facilita' alle allergie, riniti, sinusiti,
dolori articolari, cattiva digestione,
irritabilita', eczemi, stanchezza, ecc.
(vedi i lavori del CNR di Torino guidati dal
dott. Amedeo Conti).
Contrariamente a quanto fino ad ora affermato
dai medici allopatici, il latte non salvaguardia
dall'osteoporosi, in quanto proprio nelle
nazioni del mondo ove se ne fa' piu' uso, sono
quelli con il piu' alto indice di quella
malattia.
vedi
Protocollo della Salute
"E' bene notare come la Natura non abbia incluso
alcun amido nel latte. Il carboidrato del latte
è lo zucchero. Se verso la fine del primo
periodo di alimentazione, si desidera assicurare
al bambino altri carboidrati oltre a quello
contenuto nel latte, si dovrebbe farlo sotto
forma di frutta dolce: datteri, fichi, uva,
loti, banane ben mature, ecc., piuttosto che
sotto forma di amidi."
Tratto da: disinformazione.it
Ricordiamo che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della mucosa
intestinale influenzano la salute, non
soltanto a livello intestinale, ma anche a
distanza in qualsiasi parte dell'organismo.
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Il LATTE, un ALIMENTO da EVITARE
La gloriosa reputazione del latte di vacca come
bevanda fortificante e rimineralizzante grazie
al calcio in esso contenuto sta per cadere dal
suo antico piedistallo.
Diverse ricerche hanno portato medici e
ricercatori a considerarlo nocivo per l’uomo e
responsabile di numerose patologie – fra cui
demineralizzazione, decalcificazione, problemi
digestivi, intestinali, ormonali – oltre che di
formazioni cistiche e tumorali.
Così come gli alcolici, il tabacco, lo zucchero
bianco e i grassi cotti, il latte di vacca è un
prodotto nocivo. Noi consumiamo tutti i prodotti
lattieri e ne abusiamo, senza guardare oltre
l’immediata soddisfazione dei nostri bisogni.
Poiché non è semplice liberarsi dalle abitudini
alimentari, per noi è difficile cambiare dieta.
Abbiamo perduto l’istinto profondo, garante del
nostro equilibrio e del nostro interesse vitale.
In questo modo, ci siamo abituati
progressivamente a un’alimentazione carente e
non specifica per le nostre esigenze.
Conoscendo perfettamente la composizione del
latte materno umano e quello della vacca, si
mettono bene in rilievo le maggiori differenze
esistenti tra queste due bevande, la prima
assolutamente adatta al lattante umano, la
seconda al vitello, ma non a un bambino.»
Queste le numerose ragioni che dovrebbero quindi
portarci a eliminare dalla nostra alimentazione
il latte di vacca e i suoi derivati: burro,
formaggio, panna, yogurt e gelati:
By Dottor Jean Seignalet, gastroenterologo e
immunologo presso la facoltà di Medicina
all’Università di Montpellier
Ecco alcune testimonianze:
Signora G. N. (Tolosa):
" Dovevo sottopormi alle analisi del sangue
ormonali per verificare alcuni valori
(sterilità), e sono rimasta sorpresa
nell’apprendere dal laboratorio che dovevo
astenermi dai prodotti lattieri un giorno prima
dell’esame. Di fronte al mio stupore, mi hanno
risposto che questi ultimi alterano il sistema
ormonale ! "
Signora G. L. (Parigi):
" Dietro raccomandazione di mia madre (naturopata),
ho sospeso l’assunzione di prodotti lattieri.
Avevo delle cisti alle mammelle, che sono
scomparse. Poi ho ripreso a consumare latticini
per golosità, e ho visto ricomparire le cisti.
Mi sono quindi convinta della loro origine."
Signora A. L. W. (Gers) " Ero
affaticata da un fibroma emorragico, da artrosi,
colite, colesterolo e angine croniche. I medici
mi proponevano pillola, antibiotici e medicine.
Una prima rettifica alimentare ha migliorato le
mie condizioni, ma l’elemento determinante è
stato la soppressione totale dei i prodotti
lattieri. Sei mesi dopo è rientrato tutto nella
norma. Oggi ho 54 anni, ho cicli regolari e la
mia vitalità mi consente di scalare le montagne.
Sono 15 anni che non assumo farmaci di sintesi.
Che cosa ne penserebbe la Previdenza sociale ? "
Certo, sarebbe semplicistico incriminare tutti i
prodotti lattieri dei vari tipi di patologie. Vi
sono altre cause o ragioni oltre ai latticini,
ma essi, a mio parere, restano responsabili di
un gran numero di patologie, e se li si elimina
dalla dieta, una buona metà dei disturbi può
scomparire spontaneamente, a patto, beninteso,
che non si commettano altri errori.
Un individuo con una grande energia vitale
potrebbe consumare latte senza per questo
ammalarsi, ma a poco a poco egli noterà una
diminuzione del proprio potenziale più rapida di
quanto non avverrebbe se non avesse assunto i
latticini. In compenso, con un consumo maggiore
di quanto necessario sarà esposto a diverse
patologie.
Per un individuo dotato di una debole energia
vitale (soggetto ad allergie), anche una modesta
quantità di latte basterebbe a scatenare una
crisi o una malattia.
Potete ben constatare che ogni individuo è
diverso dagli altri, reagisce a suo modo, segue
la propria ereditarietà e l’insieme delle
proprie esperienze. Per tale ragione, è saggio
non generalizzare mai in materia di nutrizione:
quest’ultima deve corrispondere a un individuo
specifico, in funzione della sua natura,
dell’ambiente, dell’età, del lavoro e,
aggiungerei, della sua coscienza.
Nonostante tutto ciò che abbiamo affermato a
proposito dei danni alla salute provocati dai
prodotti lattieri, questi ultimi in determinate
circostanze possono costituire tuttavia una
risorsa temporanea, anche se non ideale. Per
esempio, chi non ha sentito parlare di qualche
neonato salvato da un latte sostitutivo (vacca o
capra) per l’intolleranza a quello materno o per
l’assenza di quest’ultimo ?
Il latte di capra, più leggero e meno grasso, è
meglio tollerato dai bambini rispetto a quello
di vacca. L’ideale sarebbe somministrare loro
latte d’orzo o di mandorla, i cui valori
nutritivi si adattano perfettamente all’essere
umano. Il latte di riso è di grande beneficio in
caso di diarrea.
Sebbene lo yogurt (inseminato con batteri
lattici) sia più digeribile e assimilabile del
latte e abbia un’azione efficace sulla flora
intestinale, rimane comunque un alimento acido.
E una quantità eccessiva di acido lattico
nell’organismo è dannosa. Bisognerebbe ridurne
il consumo, e addirittura evitarlo in caso di
spasmofilia. Lo yogurt alla soia naturale può
sostituirlo, anche se in piccole quantità,
poiché non bisogna dimenticare che questa pianta
contiene purine.
La migliore fonte di acido lattico si trova nei
crauti, nelle carote e nelle barbabietole
lattofermentate, sempre in piccole quantità.
Gli alimenti sostitutivi
La soia
(da assumere con
parsimonia)
La soia è un alimento ricco di ferro, povero
di grassi, privo di colesterolo e contiene
proteine, in particolare otto amminoacidi.
Certi organismi non la tollerano. In tal caso,
provate ad allungarla con un po’ d’acqua
sorgiva, oppure evitatela. In ogni modo, siate
prudenti nel consumo (contiene purine) e nella
scelta della qualità di origine biologica, e non
transgenica.
Il filtrato o «latte» di soia
Il filtrato di soia sostituisce molto bene
il latte di vacca in tutte le preparazioni
culinarie (crema, besciamella, minestre,
sformati, crêpe, torte). Si trova in cartoni nei
negozi di prodotti dietetici e nei grandi
supermercati; ne esistono diverse marche.
Scegliete filtrati senza zucchero aggiunto.
Potete anche fabbricarvelo da soli a casa,
tritando nel frullatore, con aggiunta di acqua
sorgiva, semi di soia gialla in precedenza
lasciati in ammollo e accuratamente decorticati.
È spesso ben accetto dai bambini a guisa della
sacrosanta tazza di latte mattutina. Essi
l’apprezzano molto con l’aggiunta di polvere di
carruba, che nei primi tempi può mascherare il
sapore per loro insolito. Il filtrato di soia
garantisce una crescita armoniosa e, pur senza
eguagliarlo, può sostituire in alcuni casi e per
brevi periodi, il latte materno. Molto meglio il
latte di Avena e Riso !
Le creme dessert
Alcune preparazioni pronte di crema dessert
in diversi gusti sono deliziose. Esse
sostituiscono benissimo quelle al latte di
vacca: sono molto digeribili e hanno sapori
gradevoli (vaniglia, cioccolato, nocciola,
carruba, caramello). Queste creme, senza
zucchero aggiunto, sono le preferite dai
neonati.
Il tofu
Il tofu, ottenuto cagliando il latte di soia
con il nigari (cloruro di magnesio e altri
derivati del sale marino), non possiede il
sapore intenso dei formaggi di vacca; con un po’
di tamari (salsa di soia), aromi e verdurine
diventa delizioso. Si trova sotto forma di
crocchette, polpettine, bistecche e pâté
vegetale, e fa parte di tutte le basi culinarie
dei vegetariani.
Gli yogurt
Si possono preparare a casa propria, con
fermento bulgaro. Gli yogurt di soia sono meno
acidi di quelli del latte vaccino, ma in ogni
caso limitatene il consumo. Si trovano anche
alla frutta; evitate quelli contenenti frutti
troppo acidi (agrumi).
Il latte vegetale e oleoso
Il latte vegetale e quello oleoso sono una
buon alternativa al latte di vacca. Molto meno allergizzanti di quest’ultimo, sono più
digeribili e più ricchi di minerali, glucidi e
lipidi di buona qualità.
– Tra i vegetali, troviamo l’orzo, il riso,
l’avena, il grano, il farro, il mais, la soia
nelle leguminose.
Consigli d’uso: far bollire i semi in acqua
sorgiva, schiacciarli o frullarli e poi
filtrare.
– Tra gli oleaginosi, abbiamo le mandorle, le
nocciole, i girasoli, le noci di anacardio, le
noci di cocco e i semi di sesamo.
Consigli d’uso: mettere a bagno i semi e
lasciare riposare per 24 ore in acqua sorgiva,
schiacciarli o frullarli e poi filtrare.
Il latte di sesamo
Lasciare a bagno in acqua sorgiva per tutta
la notte 7 cucchiai da minestra di semi di
sesamo crudi. Lavare i semi, scolarli e
frullarli con 2 tazze d’acqua sorgiva.
Aggiungere 5 datteri senza noccioli oppure
sciroppo d’acero. Frullare.
Sono possibili anche altre miscele:
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di soia
cotta
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di noci
di cocco
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di
girasole
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di
anacardio
– 2 cucchiai da minestra di sesamo + 3 di
mandorle senza polpa.
Il sesamo è molto ricco di calcio. La miscela di
grano e mandorle è fattibile e anche benefica,
perché le loro qualità sono complementari.
Il latte di mandorla
Il latte di mandorla è il più simile a
quello materno. Sbucciate le mandorle dopo
averle lasciate 24 ore in acqua sorgiva o
qualche minuto in acqua tiepida. Asciugatele e
poi frantumatele grossolanamente.
Frullate le mandorle con acqua sorgiva.
Se avete fretta, potete ottenere il latte di
mandorla o di sesamo mescolando 3 cucchiai da
minestra di passato di mandorle bianche o di
tahin bianco con 300 grammi d’acqua.
Questi tipi di latte vegetale vanno mantenuti al
fresco e non si conservano più di un giorno,
tranne i filtrati di soia o di riso acquistati
in cartone.
Il latte vegetale biologico è gradevole da bere
e presenta diversi vantaggi:
– sono più leggeri e digeribili, caratteristica
che li rende meno allergizzanti;
– sono ricchi di minerali e vitamine, e privi di
prodotti chimici. Non contengono alcun germe o
microrganismo. I loro grassi sono ricchi di
acidi grassi insaturi.
Dinanzi all’eterna domanda delle persone alle
quali propongo di ridurre o addirittura di
eliminare i prodotti lattieri dalla loro dieta:
«Ma allora dove troverò il calcio?» rispondo che
il consumatore di latte e formaggio ha bisogno
di un apporto di calcio ben maggiore in quanto,
per l’appunto, i latticini demineralizzano. Si
trova del «buon calcio» assimilabile nelle
alghe, nei frutti, nei prodotti oleaginosi, nei
cereali, nella verdura fresca, nelle carni e nel
pollame di buona qualità.
Per i bambini, esistono in commercio tipi di
latte privi di lattosio, biologici al cento per
cento. Essi sono perfettamente adatti al loro
transito intestinale.
By Anne Laroche de Rosa: iridologa,
nutrizionista del CEHMN (Collège Européen d’Hygiène
et de Médecine Naturelles) ed è autrice di
numerosi articoli e libri sul vivere sano. Ex
allevatrice di capre riconvertita, conosce a
fondo la questione dei vari tipi di latte.
Questi testi sono stati tratti dal suo libro:
“IL LATTE. UN ALIMENTO DA EVITARE”
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Nestlé fa marcia indietro.......
18-10-2005 - Fonte: MediaGuardian.co.uk
Il latte non è un alimento indispensabile ! La Vegan Society
costringe la multinazionale a dichiararlo
pubblicamente
La
Vegan Society ha obbligato Nestlé
a ritrattare pubblicamente alcune affermazioni
che la compagnia aveva fatto relativamente al
ruolo del calcio all’interno di una dieta
salutare.
L'autorità che controlla gli standard pubblicitari
ha riconosciuto che la pubblicità Nestlé era
ingannevole perché sosteneva che i latticini
fossero "essenziali per le ossa sane".
Nestlé ha
detto di aver rimosso la parte relativa alla sua
bevanda yogurt Sveltesse sul website AOL dopo
che l'ASA ha sostenuto un reclamo giunto dalla
Vegan Society.
“L'utilizzo della parola 'essenziale' implicava
che i latticini fossero l'unica fonte di
calcio," dice l'ASA nel suo comunicato.
"Dato che ciò non era corretto, abbiamo concluso
che la pubblicità era probabilmente fuorviante."
Il reclamo presentato dalla
Vegan Society sosteneva che il
dire che i latticini fossero essenziali per il
calcio era come "affliggere e fuorviare" coloro
che non ne consumavano per motivi etici.
"Questo è un esempio reale di trionfo di Davide
sulla forza di Golia," ha detto il presidente
della
Vegan Society, Alex Bourke.
"Nestlé ha usato una pubblicità ingannevole per
promuovere un prodotto quando non c’è
assolutamente nessuna prova che i latticini
siano essenziali e siamo felici che il consiglio
dell'ASA sia d’accordo con noi."
La pubblicità era indirizzata alle donne e
titolava "acquista padronanza del tuo
metabolismo parte 3: mangia bene, sentiti alla
grande ". Un paragrafo era intitolato
"latticini" e dichiarava "essenziale per le ossa
sane..."
Nestlé ha detto che i latticini sono comunemente
considerati come una fonte primaria di calcio.
"Abbiamo utilizzato il termine 'essenziale' per
evidenziare l’importanza dei latticini nel
contribuire alla capacità di assorbimento del
calcio ed al mantenimento di ossa sane," ha
detto una portavoce Nestlé.
"Nestlé riconosce che ci sono altre fonti di
calcio e non abbiamo inteso suggerire che i
latticini fossero l'unica fonte di calcio.
"Un numero sempre crescente di persone sta
adottando uno stile di vita vegano – comprese le
celebrità come Bryan Adams, Steve Jobs, Moby,
Benjamin Zephaniah e molti altri – preoccupati
per la loro salute e per quella dei popoli dei
paesi in via di sviluppo, della condizione
pietosa degli animali e della distruzione
dell'ambiente che tutti dividiamo."
La
Vegan Society dice che gli
ortaggi a foglia verde, il tofu, i semi, le noci
ed il latte di soia fortificato sono fonti
perfettamente adeguate di calcio.
(Stephen Brook, corrispondente per la
pubblicità)
Tratto da:
www.MediaGuardian.co.uk
- 28 Settembre 2005
Tradotto da: Valeria Ballarati
Commento
NdR:
Il calcio introdotto con i latticini non viene
bene assimilato dall'organismo, le eccedenze non
"digerite" vengono accumulate assieme al grasso
del latte, generando problemi anche intestinali.
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Più si
beve latte vaccino e si mangiano formaggi, più
si rischiano fratture alle ossa:
Ecco un'altro luogo comune, questa volta
inculcatoci dalle
multinazionali del latte, smentito dai fatti.
In realtà il latte vaccino è deleterio alle ossa.
Come l'idea della chemioterapia, venduta dalle
case farmaceutiche come "benefica" nella cura
del cancro, quante altre bugie dovranno essere
eliminate dai fatti, prima che la nostra mente
possa pensare liberamente, senza i
condizionamenti delle varie lobby economiche ?
Hanno fatto scalpore negli USA le dichiarazioni,
di recente rilasciate al settimanale Newsweek
dal capo della Nutrizione della Scuola di Salute
Pubblica dell'Università di Harvard.
Dice Walter Willet: "I paesi con più alte
assunzioni di calcio hanno le percentuali più
alte di fratture, non le più basse"....I grandi
amanti di latte e formaggi: norvegesi, svedesi e
americani, hanno un'incidenza di fratture tra la
popolazione di molte volte superiore a quella
che si registra in Cina, dove non si beve latte".
Così, Italia e Singapore, Francia e Giappone,
hanno le stesse percentuali di incidenza di
fratture, pur non essendoci latticini nelle
tavole degli asiatici. Vuol dire che la salute
delle ossa non dipende esclusivamente dalla
quantità di calcio che assumiamo, ma da altri
fattori: nutrizionali, comportamentali e altri,
legati agli ormoni e all'immunità.
Qual è il meccanismo con cui si realizza la
perdita di calcio ?
Una dieta ricca di proteine animali (nella carne e
nei formaggi) è fortemente acidificante e
costringe i reni a produrre un sovrappiù di
sostanze tampone. In questo lavoro vengono
sottratti calcio e altri minerali dalle
ossa.
Da qui il paradosso. Un eccesso di calcio
introdotto con una dieta ricca di formaggi
può avere come effetto finale un eccesso di
perdita di calcio dalle ossa.
Ma il sistema per tentare di risolvere il
paradosso c'è: aumentare la quantità di alimenti
basici, in grado di tamponare l'acidità... cioè
aumentando il consumo di verdure, ricche
di sostanze basiche.
Tratto da:
www.simaiss.it
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Antiossidanti: Latte sotto accusa - vedi:
Latte e
Calcio ?
Sembra
che il latte, se associato ad alimenti con alto
potere
antiossidante, ne inibisca completamente le
proprietà protettive e preventive.E' quanto
emerge da una sperimentazione condotta in vivo
da ricercatori dell'INRAN
(Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti
e la Nutrizione).
Inutile quindi prendere tè verde e nero con
latte oppure yogurt alla frutta di bosco ? Pare
proprio di sì. Ad azzerare il potere
antiossidante dei nutrienti, sarebbe il tipo
di proteine contenute nel latte.
"Quando parliamo con la gente di potere
antiossidante - spiega Mauro Serafini, il
ricercatore che ha guidato la sperimentazione -
dobbiamo essere chiari: purtroppo, oggi i
messaggi non sempre sono completi. Il potere
antiossidante di un prodotto alimentare, come
dimostrano recentissimi studi, da solo, ha un
valore assolutamente relativo." Tra poco
Serafini vuole avviare col suo gruppo un nuovo
studio sull'interazione tra la comune bistecca
(altamente proteica) e l'insalata verde
(antiossidante).
By:
lgline@interfree.it
Tratto da:
http://protonutrizione.blogosfere.it
Il Latte causa
L'osteoporosi e carie dentali
National Institutes of Health National Institute
of Child Health & Human Development:
http://www.nichd.nih.gov/milk/milk.cfm
"The NICHD collaborates with the National
Institute of Dental and Craniofacial Research (NIDCR)
on educational materials for dental care
providers and their patients about the
importance of milk and calcium to dental health."
Commento NdR: dato che in questo caso
Certezze non ne abbiamo ancora, anche se le
indicazioni fino ad ora ottenute sono verso
l'eliminazione di quel prodotto
dall'alimentazione umana, si consiglia
assolutamente di ridurre il piu' possibile a
seconda delle reazioni di ognuno, l'assunzione
del latte vaccino e dei suoi derivati.
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LATTE CRUDO ed intossicazioni ?
Mi occupo spesso di alimentazione, qui.
Per due motivi: credo che la crisi si farà
sentire anche in quel settore, sia per la
produzione che per la distribuzione; e poi,
perché una crisi economica incoraggia
chi imbroglia e occorre quindi vigilare
ancora di più su ciò che mangiamo.
Ultimamente, a causa di una tosse persistente e
altri piccoli indizi, sospetto di essere
diventata "intollerante" al latte. Sospesi latte
e latticini mi pare di stare meglio. Ma la cosa
che più mi incuriosisce è la seguente: sembra
che milioni di bambini, e migliaia di adulti,
siano diventati improvvisamente allergici al
latte. I medici non battono ciglio su questa
diagnosi, si limitano a trarre conclusioni e a
consigliare (l'obbrobrioso) latte di soia.
Eppure, fino a vent'anni fa
nessuno era
allergico al latte. Trattavasi di cosa
inaudita, come l'allergia all'acqua.
Mai conosciuto, nell'infanzia, bambino che lo
fosse. Oggi è la norma.
(Commento NdR: Causa: e' colpa dei
Vaccini che
distruggono la
flora batterica anche intestinale ed
immunodeprimono i soggetti vaccinati oltre a
creare delle
mutazioni genetiche occulte che si
trasmettono ai figli = slatentizzazione =
Rendere manifesta una condizione patologica,
malattia latente !)
Insomma,
qualche dubbio dovrebbe sorgere a chi di dovere.
Cosa diamine c'è nel latte moderno ? Processato,
pastorizzato, sottoposto a trafile industriali,
e infine impacchettato in tetrapak che secerne
inchiostro ? Quali sono queste fatidiche
proteine del latte, tipo... la melamina? Cosa
danno da mangiare alle mucche? Qualcuno ha mai
provato a dare latte appena munto a questi
bambini, per vedere se per caso l'allergia
scompaia?
No, e
probabilmente non accadrà mai. L'ultima novità
con cui cercano di terrorizzarci è infatti
proprio questa:
il latte crudo fa male e spedisce i bambini
all'ospedale, comprate latte del supermercato
che è "più sicuro". Vien da dire che è un
miracolo che tutti noi siamo ancora qui per
raccontarla, date le quantità di latte non
pastorizzato che ci siamo ingurgitati
nell'infanzia.
Sono solo 9
gli "intossicati" (qualche giornale trova il
numero troppo basso per i suoi gusti e lo
arrotonda a 40).
Il responsabile ? Il solito
Escherichia coli, che da quel che sapevo al
massimo causa qualche cagotto e ora invece
spedisce i bambini in dialisi. Si sarà
modernizzato anche lui.
(NdR: NON e' il
batterio la causa, bensi' la
flora batterica alterata che quei soggetti
hanno e che per mancanza di batteri e funghi
antagonisti, non controlla quel batterio che
quindi prolifera a dismisura e crea altri danni
= emissione di tossine).
Vorrei fare
due conti della lavandaia, di quelli che fa il
mio collega Pietro: in Italia ci sono 2000
distributori di latte crudo. Poniamo che ognuno
venda 20 litri di latte al giorno, fa 40 mila
litri. Ogni litro bevuto da 2 persone, sono 80
mila persone al giorno che bevono latte crudo.
In un anno, sono appena 9 gli "intossicati" . Mi
pare una percentuale più che esigua, soprattutto
confrontandola con i milioni di allergici al
latte di tetrapak. Eppure, eccoli a
terrorizzarci con l'allarme batteri, e si sa che
i microbi spaventano la massaia molto
più dei veleni chimici.
Un'ultima
nota a tanto sconforto. Sapete chi è in prima
fila in questa battaglia per chiudere i
distributori di latte crudo e difendere il
cittadino dai nemici dell'igiene ?
Bravi, avete indovinato: la nostra inesausta
sinistra, mai paga di tutelare gli interessi
degli amici suoi.... Che, come si sa, non sono
certo amici nostri...
By di Debora
Billi - Tratto da: crisis.blogosfere.it/2008/12/nuovo-spauracchio-il-latte-crudo.html
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