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Guerra
Perenne e Terrorismo psicologico
Dalle colonne di “Repubblica”, Pirani ha lanciato un
grido d’allarme che suona pressappoco così: per esportare
la democrazia, gli americani rischiano di gettarci in un
nuovo terrificante conflitto mondiale.
Per dare corpo alla sua riflessione, egli cita un recente
articolo di James Woolsey, ex capo della CIA e oggi membro
del Council Defence Board di Donald Rumsfeld: “Siamo
entrati nella quarta guerra mondiale – sosteneva
Woolsey - Più che la guerra contro il terrorismo si
tratta di estendere la democrazia alle parti del mondo arabo
e mussulmano che minacciano la civiltà liberale. E’ certo
che questa guerra durerà più tempo del primo e del secondo
conflitto mondiale”.
Ma, come fa notare lo stesso Pirani, Woolsey parla di
“quarta” guerra mondiale: dopo le prime due e la guerra
fredda. Il che vuol dire che non occorre l’uso effettivo
delle armi per considerarsi immersi in un continuo
conflitto. Non c’è dubbio che l’idea di un nuovo
conflitto mondiale faccia accapponare la pelle a chiunque.
Come per la guerra fredda, la quarta guerra mondiale
descritta da Woolsey non comporta necessariamente la messa
in campo degli eserciti.
Almeno dopo questa prima fase irachena. Per quanto
suggestiva nell’ottica degli anti-americani di
professione, infatti, l’ipotesi di estendere il conflitto
armato a tutti gli stati canaglia è decisamente al di là
da venire. Non solo per motivi economici (il costo sarebbe
altissimo), ma anche per motivi politici, diplomatici e,
persino, elettorali. Per le democrazie moderne il costo di
una lunga guerra, soprattutto non condivisa dagli alleati,
è assolutamente insostenibile.
Se gli esponenti della sinistra apocalittica si degnassero
si seguire il dibattito in atto a Washington e i movimenti
(per nulla segreti) della diplomazia americana ed inglese,
forse si tranquillizzerebbero.
Ed eviterebbero di seminare un panico insensato.
Sono proprio i falchi dell’amministrazione americana
quelli che oggi lavorano per cancellare l’immagine
imperialista degli Usa che sembra tanto di moda in Europa.
Proprio i falchi vicini al Pentagono non perdono occasione
per spiegare che Washington non ha alcuna intenzione di
colonizzare Baghdad né di seminare il panico in tutto il
Medio Oriente.
“Non si può parlare di democrazia per poi fare
dietrofront e dire: sceglieremo noi i leader di questo paese
democratico” ha detto qualche giorno fa Paul Wolfowitz,
vice del segretario alla Difesa Usa, Rumsfeld.
Lo stesso Wolfowitz (che i media italiani dipingono come il
falco dei falchi dell’amministrazione Bush) ha spiegato
chiaramente al Congresso Usa che occorre mettere l’Irak in
grado di fare da sé il prima possibile.
Dalle colonne del “Washington Post”, un altro falco,
Robert Kagan, ha già spiegato che Bush, dopo aver
brillantemente vinto la campagna militare in Iraq, può
vincere anche la pace.
Ma solo attraverso un’intelligente campagna diplomatica.
Il che vuol dire prima di tutto non cedere alla tentazione
di imporre uomini di cui si fida in Iraq.
Ma soprattutto vuol dire non cadere nella trappola di punire
troppo duramente quei paesi europei che si sono opposti
all’attacco all'Irak.
14 aprile 2003
http://www.ideazione.com/settimanale/1.politica/85_11-04-2003/85missiroli.htm
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Armi alle microonde
- 30.10.2001
La radiazione penetra nella pelle per soli 0,3 millimetri
scaldando la superficie oltre i 45°C
Come se non bastassero quelle convenzionali, i militari sono
sempre alla ricerca di nuove armi, più o meno intelligenti.
L'ultimo ritrovato per disperdere le folle è un fascio di
microonde che scalda la pelle di chi viene colpito. I test
di questa nuova arma sono appena stati completati presso l'Air
Force Research Laboratory, in Nuovo Messico, su alcuni
volontari umani.
Ora l'Air Force vorrebbe usare la sua Active Denial
Technology (ADT), come è stata battezzata l'arma, per
controllare le rivolte a grande distanza, forse anche
mediante aerei che volino a bassa quota.
L'ADT fa uso di un'antenna parabolica di 2 metri di diametro
che produce un sottile fascio di microonde, che può essere
mosso a caso su una folla o indirizzato verso un singolo
individuo.
La lunghezza d'onda emessa da ADT penetra nella pelle per
soli 0,3 millimetri, scaldando la superficie oltre i 45°C,
sopra la soglia del dolore. Secondo gli esperti, a 50°C le
persone si allontanano istintivamente, per evitare il
rischio di una vera e propria scottatura.
Secondo l'Air Force la nuova arma è perfettamente sicura, ma
molti critici sostengono invece che i livelli di radiazione
sono sufficienti a provocare ferite. Inoltre, se il fascio
dovesse raggiungere gli occhi potrebbe facilmente
danneggiare la cornea, più sensibile della pelle.
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