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Ecco
cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al
progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti,
tra i quali si crea una rete (il
cosiddetto establishment) che
controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi
accademici, le royalities per i test
ed i farmaci, e mira a mantenere la
sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che
altre idee, altre soluzioni, altre
teorie possano filtrare scalzando le
loro.
La censura c’è, e mentre una volta
i "dissidenti" venivano fisicamente
eliminati, oggigiorno lo stesso
effetto viene ottenuto escludendoli
dal circuito scientifico e mediatico
che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati
sempre crescente, mentre scoraggiata
è la loro elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
EMEA ha
legami con l'Industria
Farmaceutica
Roma,
09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato
una cosa: l'Emea, l'agenzia europea
del farmaco, non dipende
dall'amministrazione comunitaria
della sanità ma da quella
dell'industria. Un distinzione che
dovrebbe far riflettere. A Bruxelles
la forza delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma,
portavoce di "Giu'
le mani dai bambini", Comitato
sui disagi dell'infanzia che
raggruppa quasi cento associazioni
di volontariato e promozione
sociale. "Continuano a trattare i
bambini come fossero, dal punto di
vista metabolico, degli adulti",
protesta Poma: è "assurdo
somministrare ai
bambini
farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco
molto forte, che richiede prudenza
nella somministrazione anche negli
adulti". Prudenza che "sarebbe stato
naturale attendersi, soprattutto
dopo drammatici fatti di cronaca
avvenuti negli Stati uniti - come le
stragi nelle scuole causate
da ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non
è stata usata".
Fonte: DIRE
USA:
94% medici ha contatti con
farmaceutiche e 28% riceve pagamenti
di redazionale - 26/04/2007
INDAGINE su NEJM, CARDIOLOGI
“COINVOLTI”, il DOPPIO RISPETTO a
MEDICI di FAMIGLIA. - Medici e
industria farmaceutica legati “a
doppio filo” negli Usa.
La quasi totalita' (94%) dei “camici
bianchi” statunitensi intrattiene
infatti rapporti con le aziende del
farmaco. Cene, pranzi, serate di
gala e corsi di aggiornamento
“offerti” dalle compagnie sono una
realta' fra i medici Usa.
Ben uno su quattro poi riceve veri e
propri pagamenti in denaro per
consulti di vario genere.
E' quanto emerge da un'indagine
pubblicata sul New England Journal
of Medicine'.
Fonte: adnkronos :
http://www.adnkronos.com
Negli anni 1950
e
1960
le
grosse
imprese
farmaceutiche
Italiane, hanno rifornito
di
eroina
il boss
italoamericano
Luky Luciano,
il quale la esportava negli
USA....
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Le
aziende farmaceutiche e le
loro agenzie pubblicitarie hanno
capito che i medici non sono molto
diversi dai loro pazienti. Entrambi,
infatti, risentono delle stesse
paure e fantasie che ci condizionano
tutti; entrambi sono consumatori che
pagano non solo il prezzo del
farmaco ma anche quello del "valore
aggiunto", con la sua carica
emotiva, che la pubblicità gli
conferisce. Sebbene i medici tendano
a sottostimare l'influenza che le
astuzie dei pubblicitari esercitano
su di loro, è stato dimostrato che
le inserzioni pubblicitarie sulle
riviste
mediche li condizionano
più di quanto sarebbero disposti a
riconoscere.
Inizia così un articolo dello
Student BMJ, la sezione del
British Medical Journal
dedicata agli studenti di medicina.
Jonny Martell, studente
all'Università di Newcastle, spiega
il potere della pubblicità e i suoi
meccanismi di azione. Citando Peter
Mansfield (Direttore di Healthy
Skepticism
www.healthyskepticism.org )
ricorda che "i medici dovrebbero
essere più umili e accettare la loro
umanità fatta di forza e debolezza e
rendersi conto che non sono meno
vulnerabili di chiunque altro nei
confronti delle tecniche sofisticate
della pubblicità".
Tratto da:
http://student.bmj.com/issues/08/10/life/350.php
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Per quanto ancora il vessillo
dell'educazione medica
continua porterà i colori dell'industria
del farmaco, si chiede Ray Moynihan sul BMJ del 30
agosto 2008.
Col suo stile accattivante e colorito, il giornalista della
Australian Broadcasting Corporation, affronta un tema
che gli è congeniale: il legame oramai quasi inscindibile tra
formazione medica e sponsor farmaceutico. Una liaison dangereuse
al di là del conflitto di interessi, anche per i pazienti, in
quanto fonte di prescrizioni inappropriate. Moynhian ripropone i
dati di letteratura sugli effetti dell'ECM sponsorizzata e
segnala il recente Rapporto della
Macy Foundation di NY, che ha suggerito di bandire
ogni forma di sponsorizzazione, diretta o indiretta, della
formazione medica, da parte dell'industria
del farmaco.
Racconta poi la vicenda di un gruppo di
psichiatri australiani
che hanno proposto di abolire le sponsorizzazioni
delle case farmaceutiche, per il prossimo congresso della
Società di Psichiatria di Australia e Nuova Zelanda.
Jon Jureidini, docente di psichiatria infantile all'Università
di Adelaide e presidente di
Healthy Skepticism, oltre a ribadire gli effetti della
sponsorizzazione sulle prescrizioni, fa notare che gli
psichiatri guadagnano abbastanza per potersi permettere di
pagare il loro aggiornamento. Ma la proposta è stata respinta
dal Collegio degli Psichiatri......
Nonostante questo, il manipolo di
dissidenti non si è dato per vinto ed ha iniziato a
rifiutare
ogni sponsorizzazione delle case
farmaceutiche per gli incontri di formazione in
ospedale. Nello scorso mese di luglio, il dipartimento di
psichiatria ha accettato questa linea di condotta: gli
psichiatri di Adelaide avranno meno aggiornamento con cene
pagate a fronte di un vantaggio incommensurabile, la riduzione
del
rischio di prescrizioni irrazionali e inappropriate.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Per spingere i
medici a prescrivere un farmaco
le aziende spendono il doppio di
quanto costa scoprirlo:
www.informatori.it/informatori/laditt.htm
= Un'altra prova sul conflitto di
interessi dei
Medici.
La
Casta dei Medici
I
medici, i ricercatori scientifici, i
vivisettori, il personale
ospedaliero, infermieristico, le
industrie chimiche e farmaceutiche.
Che cosa farebbe questo sconfinato
esercito di persone se la gente non
si ammalasse ?
Il modo migliore per consentire il
perdurare di questa situazione di
gente malaticcia e bisognosa di
farmaci è fare in modo che si
vaccini e mangi carne, cibi
raffinati, conservati, trattati
ecc..
La salute non rende mentre la
malattia da sostentamento ad un
esercito sconfinato di addetti ai
lavori.
E' vero, "la categoria dei medici e
le industrie farmaceutiche esistono
perché esiste la malattia" (come è
altrettanto vero che la malattia
esiste perché l'uomo vive male e si
alimenta peggio) come è altrettanto
vero che queste categorie non
traggono alcun vantaggio da una
popolazione in salute, se non quella
di reclutare nuovi pazienti.
Tuttavia non credo che questo
meccanismo sia pensato e voluto, ma
dal momento che questo dà lavoro ad
un oceano di persone non conviene
sia abolito facendo, tra l'altro,
cambiare abitudini alla gente.
Se la gente smettesse di mangiare
animali e derivati si
verificherebbe:
- Chiusura di 10 milioni di
farmacie, sovraccariche di farmaci
inutili e la conseguente riduzione
del 90% dei prodotti venduti.
- Impoverimento e degrado sociale
dei cento milioni di medici: molti
di quali dovrebbero adattarsi a fare
altri mestieri.
- Un milione di fabbriche e piccole
fabbriche di farmaci dovrebbero
chiudere o cambiare attività e
produrre altre cose.
- 10 miliardi di animali detenuti
dovrebbero essere liberati dalle
catene dagli allevamenti e dalle
gabbie dei mattatoi. Un milione di
allevamenti e un milione di macelli
dovrebbero chiudere i battenti.
Abbiamo idea di quale rivoluzione
può portare il regime vegetariano
con il quale è possibile ridurre del
90% gli infarti, del 97% gli ictus e
del 34% dei cancri ? Oltre,
naturalmente, le altre molte
patologie correlate al consumo di
carne e derivati animali, quali
ipertensione, obesità, diabete ecc.
E' chiaro che la filosofia dei
vegetariani deve essere ostacolata e
possibilmente denigrata avvisando la
popolazione che i vegetariani
rischiano carenze alimentari (mai
riscontrate e mai denunciate dagli
più accreditati istituti di ricerca
e dagli scienziati non prezzolati).
Che i vegetariani s'improvvisano
conoscitori della "complicata"
scienza della nutrizione mentre è
necessario consultare e pagare un
nutrizionista la cui scienza
dimostrerà che per stare bene in
salute occorre mangiare di tutto,
praticamente quello che fanno tutti,
senza bisogno di pagare nessuno.
Per milioni di anni la specie umana
non ha avuto bisogno di
nutrizionisti e di medicine, come
tutte le altre specie dei viventi,
ora ha bisogno dell'uno e
dell'altro: sarà per questo che è
così malaticcia.
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Uno psichiatra racconta come,
pagato dall'industria
farmaceutica, ha tenuto
conferenze ai medici di base per
illustrare le virtù di un noto
antidepressivo. E come,
dopo un
anno di verità nascoste,
ha detto basta.
Ecco il suo Racconto:
Qualche tempo fa un cordiale
informatore scientifico del farmaco
della
Wyeth Pharmaceuticals entrò nel
mio studio a Newburyport,
Massachusetts, e mi fece un'ottima
offerta: parlare ad altri medici
dell'uso dell'Effexor
per la depressione.
La Wyeth mi avrebbe fornito
diapositive e mi avrebbe pagato un
seminario di formazione. Poi profuse
numeri in rapida sequenza: 500
dollari per ogni presentazione, 750
dollari se avessi dovuto guidare per
un'ora. Un aereo mi avrebbe portato
a New York per un « programma di
sviluppo delle capacità », sarei
stato alloggiato in un hotel del
centro e avrei ricevuto un onorario
extra.
Mi misi a riflettere. Conoscevo l'Effexor
e avevo letto studi in cui si
dimostrava come fosse leggermente
più efficace degli Ssri (inibitori
selettivi della ricaptazione della
serotonina): i vari Prozac, Paxil e
Zoloft aumentano il livello della
serotonina, neurotrasmettitore
responsabile dell'umore. L'Effexor è
un inibitore duale, ossia aumenta
sia la serotonina sia la
norepinefrina.
La teoria della Wyeth era che
l'Effexor fosse più potente.
Lo avevo già prescritto. Se lo
avessi presentato a medici di base,
pensavo, non avrei fatto nulla di
poco etico.
Poche settimane più tardi, stavo
attraversando la lussuosa hall del
Millennium Hotel, a Manhattan.
Alla reception, l'addetta mi
sorrise: « Buongiorno dottor Carlat,
vedo che è qui per la conferenza
della Wyeth. Ecco il materiale ».
Mi passò il programma, l'invito a
cene e ricevimenti e un biglietto
per un musical. Sentii un
lontano rimorso. Sembravano un
mucchio di soldi. La mattina dopo,
alla conferenza c'era un centinaio
di psichiatri. Riconobbi un
conoscente che non vedevo da tempo.
Avevo sentito che stava
guadagnando un bel po' di soldi.
Gli chiesi di cosa si stesse
occupando.
Disse di avere tenuto molte
presentazioni per la Warner-Lambert
(poi acquistata dalla
Pfizer)
sul
Neurontin, un farmaco approvato
per l'epilessia, ma che il mio amico
aveva scoperto essere di supporto
nei casi di disordine bipolare (nel
2004 la Warner-Lambert fu
condannata per aver illegalmente
promosso un uso off-label, ossia
NON autorizzato, del
Neurontin). Il programma comprendeva
gli interventi di stimati
accademici.
Tra questi, Michael Thase: una sua
metanalisi aveva indicato che il
tasso di remissione con l'Effexor
era del 45 per cento rispetto al 35
dei farmaci Ssri e al 25 del
placebo.
Era la prima volta che si dimostrava
la maggior efficacia di un
antidepressivo rispetto ad altri. Se
l'Effexor si fosse rivelato davvero
migliore, sarebbe stata una
rivoluzione. Thase sollevò una serie
di potenziali critiche, per poi
respingerle.
Gli scettici avevano richiamato
l'attenzione sul fatto che era
pagato dalla Wyeth. Lui rispose di
aver chiesto all'azienda tutti i
dati, senza selezionare quelli più
favorevoli all'Effexor: un punto
importante, perché le aziende a
volte bloccano la pubblicazione di
dati negativi. Per il suo studio
Thase aveva scelto quello che allora
era un parametro inusuale per
valutare l'effetto degli
antidepressivi: la remissione
piuttosto che la più comune
risposta.
La risposta corrisponde a un
miglioramento del 50 per cento nei
sintomi, secondo la scala Hamilton.
La remissione invece è considerata
guarigione completa. Lo trovai un
punto convincente a favore
dell'antidepressivo.
Quando si trattò di illustrare gli
effetti collaterali, la colpa
maggiore dell'Effexor era che poteva
dare ipertensione. A dosi basse, il
3 per cento dei pazienti era
iperteso rispetto al 2 per cento con
placebo: una piccola differenza
dell'1 per cento.
Fu un'accurata presentazione di
dati. Se li rileggo oggi, tuttavia,
mi accorgo che una diversa
interpretazione avrebbe indicato che
l'Effexor causa un 50 per cento
di casi di ipertensione in più di un
placebo. Andò avanti così per
ore. Stavo credendo proprio a tutto
? Certo che no. Sapevo che non
era un seminario medico imparziale.
Ma quando sei trattato come una
divinità è inevitabile mettere in
stand-by le capacità critiche.
Alla fine vennero distribuite
buste a tutti:
assegni per
750 dollari. Supponevo mi
avessero scelto per qualche mia
qualità.
Fui riportato ben presto alla
realtà. Ricordo l'imbarazzo quando
entrai nella mia prima sala
d'aspetto. La receptionist chiese se
avevo un appuntamento. «Sono qui per
un colloquio». Le si accese una
lampadina. «Ah, è qui per il pranzo
dell'azienda farmaceutica ?». Ero
classificato come un
componente di
un pranzo organizzato per piazzare
un farmaco.
Alla fine iniziai a presentarmi come
«Dottor Carlat, per il pranzo della
Wyeth ». Basavo i miei discorsi
sulle slide ufficiali. Discutevo
l'importanza della remissione, come
dosare il farmaco, gli effetti
collaterali. Avevo qualche dubbio,
ma ero impressionato da quel 10 per
cento in più nel tasso di remissione
dell'Effexor rispetto agli Ssri.
Stavo mettendo in luce i punti di
forza e sminuivo gli svantaggi.
Ma questo poteva forse far male a
qualcuno ?
Il giorno dopo ricevevo sempre una
telefonata da parte dell'informatore
Wyeth, il quale si congratulava per
il magnifico lavoro. Arrivai ad
avere presentazioni ogni settimana.
E ricevevo fax che mi preparavano
all'incontro con dottori
particolari.
Una nota mi informava che il medico
che avrei visto quel giorno « è un
sesto decile »: ossia uno che
prescrive molti farmaci; più alto è
il decile (da 1 a 10), più
efficace potrebbe essere il dottore
per l'azienda.
Rimasi esterrefatto dalla quantità
di dettagli che le industrie
farmaceutiche sono in grado di
acquisire. Società specializzate in
ricerche di mercato acquistano
informazioni sulle prescrizioni
dalle farmacie locali, e le
rivendono alle aziende.
Tenni parecchie presentazioni, in
cui ponevo sempre l'accento sulla
remissione. Nel frattempo mi tenevo
aggiornato, e non tutte le novità
erano positive. Più dati venivano
alla luce in relazione al confronto
con altri Ssri, più calava la
superiorità di remissione dell'Effexor,
ora più vicina al 5 per cento
anziché al 10.
In altre parole: un solo paziente su
20 avrebbe tratto vantaggio dall'uso
del farmaco rispetto agli Ssri. Non
menzionavo niente di tutto ciò: non
era incluso nelle slide, e temevo
che non mi avrebbero più invitato a
tenere conferenze.
Ma stavo cominciando a scontrarmi
con l'etica del mio silenzio. Uno
dei momenti più spiacevoli arrivò
durante una conferenza davanti a
molti psichiatri. Citando uno studio
finanziato dalla Wyeth, dissi che i
pazienti avrebbero manifestato
ipertensione solo con più di 300
milligrammi al giorno. «Davvero ?»
disse uno dei medici in sala. «Ho
riscontrato ipertensione anche a
dosaggi più bassi». «Può essere, ma
è raro nelle dosi comunemente
utilizzate».
Mi guardò accigliato e scosse la
testa. «Non è quello che è successo
a me». Non avevo mentito, ma avevo
rigirato i dati nel miglior modo
possibile.
Perché mai, iniziai a chiedermi,
qualcuno dovrebbe prescrivere un
antidepressivo che può dare
ipertensione ?
Non riuscivo a dimenticare lo
sguardo di quel medico, tra
scetticismo e disprezzo.
Cominciai a pensare che i soldi
stessero influenzando il mio
giudizio critico. C'era poi un
altro problema.
I pazienti che interrompevano il
trattamento avevano vertigini e
capogiri, insonnia, tristezza: erano
sintomi da astinenza. Questo
perché l'Effexor ha un'emivita,
ossia il tempo che il corpo impiega
a metabolizzare metà della dose
totale di un farmaco nel sangue,
breve. Al seminario della Wyeth a
New York si accennava ai questi
sintomi, ma dicendo che bastava
scalare la dose per evitarli. In
base alla mia esperienza, però, la
strategia non funzionava, e i
pazienti facevano fatica a
sospendere l'Effexor. Durante le mie
presentazioni parlavo dei sintomi
d'astinenza, ma anche del fatto che
«di solito» potevano essere evitati.
Però avevo sempre più riserve sul
raccomandare l'uso dell'Effexor come
farmaco iniziale. Non solo i nuovi
dati comparativi non erano più così
sconvolgenti, ma gli studi erano
stati condotti sul breve termine (6
o 12 settimane). Era probabile che
con test più lunghi, per esempio 6
mesi, gli Ssri avrebbero raggiunto
l'Effexor. Alla fine della mia
successiva presentazione dissi che i
dati si riferivano a brevi periodi
di cura, e forse gli Ssri erano
altrettanto efficaci. Lasciai lo
studio con un senso di integrità.
Alcuni giorni dopo, mi fece visita
un responsabile di zona. Cordiale
come sempre, disse: «Non era molto
entusiasta nella sua ultima
presentazione. Si sentiva poco bene
? ».
Il messaggio era chiaro: ero
pagato per promuovere
entusiasticamente il farmaco. In
quel momento decisi che la mia
carriera come relatore finanziato
dall'industria era finita.
Abbandonai tutto.
Ora mi occupo di un notiziario
medico di aggiornamento per
psichiatri, non finanziato da
industrie, che distingue gli studi
farmacologici reali dal marketing.
Ripensando all'anno trascorso come
relatore della Wyeth, mi sono
chiesto se ho agito in modo
scorretto.
Ho contribuito a decisioni mediche
errate ? Forse. È anche possibile
che alcuni pazienti abbiano ottenuto
un po' più di sollievo dalla
depressione rispetto a quanto ne
avrebbero avuto con gli Ssri.
Non è probabile, ma possibile. Di
recente un altro informatore mi ha
invitato alla presentazione di un
antipsicotico. «Sarà una serata
interessante. Vuole partecipare ?».
Ho buttato un occhio sull'invito.
Ero tentato. Poi mi è tornata alla
mente un'immagine: io davanti a un
leggio che mi schiarisco la voce
prima di iniziare la presentazione
per un'azienda farmaceutica.
Ricordo perfettamente le mie
sensazioni: il monitoraggio di ciò
che avrei detto, i calcoli di quanto
sincero sarei stato. «No» ho
risposto. «Ma grazie comunque».
By Daniel Carlat ricercatore in
psichiatria clinica alla Tufts
University School of Medicine.
Fonte: Panorama del 14/03/2008
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Medicine, dottori e
cene. Non
è il titolo di un film, ma quello
del Rapporto:
http://www.consumidoresint.org/documentos/bivi/ci_pharma_2007.pdf
- pubblicato da Consumers
International, la federazione
internazionale che raccoglie 220
associazioni di consumatori di tutto
il mondo. E che racconta come i
malati dei paesi in via di sviluppo
siano una miniera d´oro per le
aziende farmaceutiche. Per
accaparrarsi nuova clientela, i
colossi del farmaco corromperebbero
i medici dei paesi in via di
sviluppo, dove purtroppo molto
malattie debellate in Occidente sono
ancora vive e vegete e dove per
guarire chi è malato è disposto a
mandar giù di tutto.
Ma per convincere i medici, non
basta una cena . Condizionatori
d'aria, computer, automobili,
tessere di club esclusivi, notti in
hotel a cinque stelle durante i
congressi medici: sono solo alcuni
dei regali contemplati dalle
strategie di marketing delle
multinazionali farmaceutiche. Ma
certo, non si tratta solo di
corruzione. La collusione tra medici
e case farmaceutiche, spiega il
rapporto può portare a "prescrizioni
ingiustificate o errate che mettono
a serio rischio la salute dei
pazienti, a volte anche con effetti
fatali".
Big Pharma, le grandi industrie che
controllano il mercato dei farmaci,
quindi "a suon di regali sta
cambiando le abitudini prescrittive
dei medici nei Paesi in via di
sviluppo". E la metà dei medici non
lo nega: secondo il rapporto, il 50%
dei dottori ammette di sentire
questa pressione. Ma mancano pure
leggi che regolamentino il mercato:
"La mancanza di regole - spiega Richard Lloyd, direttore generale di
Consumers International - rende
questi mercati un facile bersaglio
per le tecniche di marketing delle
multinazionali, ma le risorse
sanitarie di questi Paesi e i soldi
degli stessi cittadini non possono
essere dilapidati nell'uso errato
dei farmaci".
"L'unica maniera per assicurare che
i pazienti ricevano dai medici un
trattamento razionale e imparziale -
dicono dalla federazione dei
consumatori - è che i governi
mettano al bando completamente la
pratica dei regali".
Nel frattempo,
per chi volesse dare un contributo
alla campagna, Consumers
International invita a mandare una
mail a
marketingoverdose@consint.org.
Perché nessuno, quando un medico gli
prescrive un farmaco, debba pensare
che il dottore non sta pensando alla
sua salute ma al prossimo pacco
regalo in arrivo.
Pubblicato il: 31.10.07
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
In
DRASTICO AUMENTO i DECESSI da
FARMACI
su RICETTA propinate dai
medici Allopati
Secondo
i Centers for Disease Controll and
Prevention (CDC),
negli USA l'avvelenamento da farmaci
su ricetta è diventato la seconda
principale causa di morte
preterintenzionale.
Secondo
il Morbidity and Moriality Weekly
Report (9 febbraio 2007) dei CDC, i
ricercatori hanno rilevato che i
decessi da farmaci su ricetta sono
saliti dal 4,4 per 100.000 persone
del 1999 al 7,1 per 100.000 del
2004.
http://www.cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/mm5605a1.htm
-
(Commento: NdR: va inoltre ricordato che vi
e' una sostanziale differenza fra
maschi e femmine, a livello del loro
rispettivo
Terreno +
Matrice e quindi anche per
farmaci
ed i
vaccini
le reazioni sono diverse !)
Tale
incremento rappresenta
un'escalation da 11.000 a quasi
20.000 individui nell'arco di un
quinquennio.
Dei 20.000 deceduti, più di 8.500 -
il doppio dei corrispettivi
del 1999 - sono morti a causa
di "farmaci
diversi e non specificati".
I decessi dovuti a farmaci
psicoterapeutici, quali
antidepressivi e sedativi, sono
pressoché raddoppiati, da 671 a
1.300.
Mike
Adams, difensore del diritto alla
salute del consumatore nonché
esplicito critico delle
aziende
farmaceutiche, ha
dichiarato che l'industria
farmaceutica sta impunemente
uccidendo
cittadini statunitensi.
Secondo le sue parole:
"L'industria farmaceutica nel suo
complesso, comprendente i colossi
farmaceutici monopolistici e la FDA
[Food and Drug Administration, ente
statunitense preposto al controllo
alimentare e farmacologico, ndt],
loro collegata nella cospirazione, è
palesemente diventata la singola
principale minaccia per la salute e
la sicurezza della popolazione
statunitense.
Tuttavia la FDA continua ad imporre
come non mai sempre più farmaci ad
un numero sempre più consistente di
cittadini, con la concomitante
presunzione che questi farmaci siano
sicuri ed efficaci quando, in
realtà, non sono né l'una né l'altra
cosa.
L'industria farmaceutica odierna
costituisce una imponente
frode perpetrata a danno del popolo
degli Stati Uniti, sorretta da
procedure
commerciali illegali,
operato monopolistico ed una vera e
propria condotta criminale da
parte della FDA."
Fonte:
NewsTarget, 22 febbraio 2007,
http://www.newstarget.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il British Medical Journal pubblica
un interessante articolo sul numero
del 29 ottobre 2005 dal titolo:
"I medici
che redigono
Linee Guida
hanno legami con l'industria del
farmaco".
Potete leggerlo cliccando qui:
http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/331/7523/982-a
In
sintesi: vi si descrive un'indagine
fatta dai giornalisti di Nature
(pubblicata il 20 ottobre su BMJ)
riguardo a 215 Linee Guida sui
farmaci registrate nel 2004 presso
la US National Guideline
Clearinghaouse.
Un terzo degli autori che hanno
redatto le LG
dichiarano
legami con l'industria.
Ma ciò che è più interessante è che
il Direttore del Centro per la
Scienza di pubblico interesse con
sede a Washington - che per primo
aveva iniziato la ricerca -
riferisce a BMJ che molti medici non
rivelano le loro connessioni con
l'industria anche quando queste
vengono richieste.
Mancano infatti regole standard al
riguardo e non esistono punizioni
per non aver fornito le
informazioni.
Commento NdR: I medici dei
servizi sanitari nazionali nelle
varie nazioni del mondo, sono ormai
diventati da decenni i
rappresentanti delle
case
farmaceutiche e NON possono
aiutare i malati a risanare in
quanto, essi i medici,
NON conoscono
tutte le tecniche sanitarie
possibili che la medicina naturale
insegna, perche questa
scienza antica quanto il mondo, NON
viene appositamente insegnata nelle
Universita', affinche' i medici
licenziati, non possano guarire i
malati ma li mantengano sempre in un
limbo di pre-malattia, malattia, ed
in alcuni casi li accompagnano fino
alla morte prematura - vedi i
trapianti
Questo e' il vero problema; la
grande maggioranza dei medici in
buona fede fa il proprio lavoro con
coscienza, ma NON ha la
conoscenza adatta per quella
professione.
Possiamo solo salvare, di questa
medicina ufficiale: la
traumatologia, la terapia e/o la
chirurgia d'urgenza, il resto e'
tutto da RIVEDERE e da RISCRIVERE
!
Ne va' della salvezza e della salute
del genere umano ed
animale......vedi le
falsita' dette anche sull'aviaria.....e
quelle sui
vaccini che sono sostanze
salubri....ecc. !
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Societa' & dintorni. Colpa
del medico innamorato, del parlamentare distratto o delle sirene
?
Il corpo umano, nel contesto accademico e scientifico, e'
considerato un miscuglio di cellule ed organi differenti,
organizzati in apparati funzionali come quello
cardiocircolatorio, digestivo, emuntoriale. Al corpo umano
appartengono ulteriori apparati funzionali, che spesso risultano
tra di essi interconnessi.
Il traguardo di una tale medicina avanzata, non e' piu' retaggio
da fantascienza, ma appartiene al presente della cultura
personale del medico, in special modo quello europeo. Cosi', il
medico europeo conosce bene le interrelazioni tra il cuore
apparato cardiocircolatorio ed emozioni , o meglio tra emozioni
e cuore.
D'altronde, anche Ippocrate asseriva che il cuore era il
"cervello emotivo" del corpo umano. Ma se esiste un apparato
funzionale che e' tremendamente correlato con le emozioni ed il
pensiero umano, questo e' proprio quello digestivo, stomaco,
intestini e fegato, ed in seguito -come asseriscono i medici
cinesi- la milza-pancreas.
Di queste tremende, intime interrelazioni, se ne sono accorte
anche le multinazionali del farmaco chimico, incoraggiando i
medici che, innamorandosi di loro, provvedono alla prescrizione
di oltre 70 milioni di pezzi di farmaci, per oltre il 20% di
"malati" italiani.
Le patologie digestive sono le piu' disparate e non risparmiano
nessuno, senza differenza di eta'. I problemi di colon
irritabile possono interessare anche i bambini; gastrite da
farmaci, ulcere peptiche, non conoscono priorita' derivante da
peculiari eta' od attivita' lavorative.
La tattica e' quella di spingere il medico che "si innamora" al
canto delle sirene farmaceutiche, alla prescrizione di farmaci
che lavorano a valle, lasciando cosi' irrisolto il problema per
oltre l'80% dei cittadini italiani, cioe' circa 15 milioni di
malcapitati con "patologie" che dipendono sostanzialmente da
problematiche di aspetto caratteriale, istintuale ed emotivo
affettivo.
Si',avete letto bene: 15 milioni.
Il farmaco dell'amore ?
Gli antigastrici di nuova generazione - presenti da diversi anni
- quindi gli inibitori di pompa protonica, quelli che inibiscono
la secrezione gastrica. Se andate dal vostro medico, ed e' tra
quelli innamorati, e vi fa male un piede, e' molto probabile che
vi prescriva questo farmaco.
Uguale, anche se non digerite bene.
Uguale, anche se avete un ascesso dentale e dovreste prendere
per una settimana qualche antibiotico.
Uguale, anche se vi fa male la testa e salta fuori che forse non
digerite bene.
Insomma, e' la panacea, che fa sempre bene.
Basti pensare che in Italia, di questi farmaci, ne sono stati
prescritti, nel 2006, ben 62 milioni di confezioni. 55 milioni
nel 2005.
Adesso, gli amministratori della spesa
vogliono correre ai ripari: modificare ed indurre la
prescrizione verso molecole meno costose. Ma questo criterio
rischia di non essere appropriato per molti pazienti, oltre a
ledere un principio inviolabile -sempre assente in Italia-: la
liberta' dell'atto medico, espresso in scienza e coscienza dallo
stesso professionista.
Dato che in Italia esiste vivamente l'abitudine di cancellare
diritti inviolabili come questo, il rischio di "giri di vite"
puo' risultare prossimo. La situazione aggraverebbe il tutto in
un pasticcio all'italiana.
D'altronde, ci siamo abituati.
Come arginare i danni ?
Miglioramento della pratica medica multidisciplinare
-soprattutto con tecniche alternative ed integrate- che
promuoverebbero una migliore appropriatezza prescrittiva,
spostandola verso obbiettivi piu' mirati.
Ci riusciremo ? Restiamo poco fiduciosi.
Basti osservare l'ostracismo secolare dei "baroni" della
sacralita' accademica -sensibile alle sirene- all'accesso
universitario di fitomedicina, omeopatia ed agopuntura, tutte
faccende che giacciono in polvere, nei cassetti di parlamentari
distratti. Una distrazione troppo particolare per essere
spiegata.
By dott. Giuseppe Parisi (medico)
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EMINENTE ONCOLOGO PAGATO da un’
AZIENDA FARMACEUTICA
Uno scienziato britannico di fama mondiale non
ha reso noto il fatto di aver fornito per oltre
20 anni consulenza a pagamento da un'azienda
farmaceutica mentre conduceva ricerche sui
rischi di
cancro nel settore industriale.
Sir
Richard Doli, il rinomato epidemiologo che ha
stabilito che “fumare provoca il cancro”, a metà
degli anni '80 riceveva 1.500 dollari USA al
giorno per consulenze dalla
Monsanto, all'epoca una delle più importanti
industrie chimiche ed ora meglio conosciuta per
la sua attività nel campo dei prodotti
agroalimentari
OGM.
Mentre era pagato dalla Monsanto, Sir Richard
scrisse ad una commissione ufficiale australiana
che stava indagando sulle potenziali proprietà
cancerogene dell'Agente Arancio, prodotto dalla
Monanto ed utilizzato dagli USA durante la
Guerra del Vietnam; Sir Richard (scomparso nel
luglio 2005) affermò che "non
vi era alcun riscontro che la suddetta sostanza
provocasse il cancro".
I documenti esaminati dal The Guardian, rivelano
che Sir Richard beneficiò di un compenso di
15.000 sterline dalla
Chemical
Manufacturers Association e da due altre
importami società, la
Dow Chemicals e l'ICI, per una valutazione
che svincolava il cloruro di vinile T utilizzalo
nelle plastiche, da ogni legame con qualsiasi
tipo di cancro, salvo il cancro al fegato - una
conclusione contestata dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS).
L'associazione di categoria dei produttori
utilizzò per oltre un decennio la valutazione di
Sir Richard per difendere la sostanza chimica.
Le rivelazioni
sgomenteranno gli scienziati ed altri
ammiratori della pionieristica opera di Sir
Richard ed amplieranno il divario fra la
maggioranza che sostiene il punto di vista di
quest'ultimo, secondo cui i riscontri dimostrano
che il cancro è un prodotto dello stile di vita
moderno, e gli ambientalisti secondo cui i
crescenti tassi di cancro vanno ascritti
all'inquinamento ed ai prodotti chimici.
Fonte: The Guardian, UK, Dicembre 2006,
http://www.guardian.co.uk
Commento
NdR: Mai pensato che il Cancro sia generato
dall’insieme di queste due ideologie ? poveretti
che scienziati…Comunque rimane il fatto che
anche i personaggi di rilievo che si dicono
“scienziati”, sono legati alle industrie che li
sponsorizzano.
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PAGATI dalle AZIENDE FARMACEUTICHE
Negli Usa, nello stato dell'Illinois, i bambini
vengono forzati ad accettare il
vaccino per la varicella.
La decisione è arrivata dal Dipartimento
della Salite su suggerimento di una commissione
di esperti. Ebbene, 5
dei 18 esperti della commissione sono
risultati pagati dalla Merck,
azienda
farmaceutica produttrice del vaccino.
Lo scorso anno il governo dell'Illinois emanò
una legge che proibiva l'ingresso nella
commissione di membri pagati dalle ditte
farmaceutiche. Ma il governatore Ryan, che aveva
ricevuto 9.000 $ dalla Merck per la sua campagna
elettorale, mise il veto alla legge.
Dal 1994 la Merck ha contribuito con oltre
75mila dollari al finanziamento dei politici in
Illinois.
http://www.suntimes.com/cgi-bin/print.cgi
Ties to drug company raise vaccine questions
January 27, 2002 - (su "NVIC" January 27, 2002)
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Prescrizioni "corrotte":
medici sospesi
Pisa, secondo l'accusa intascavano dagli
informatori scientifici mini-tangenti da 2.500
lire per ogni farmaco
PISA (f.s.) - Nove medici che lavorano a Pisa e
nei comuni vicini sono stati sospesi per un mese
dalla professione dal Gip Luca Salutini. Sono
tutti sotto inchiesta per corruzione. Una
corruzione minuscola ma sistematica,
secondo le ipotesi della procura di Pisa. Sono
accusati infatti di aver stretto accordi di
comparaggio con un gruppo di informatori
scientifici e di aver prescritto farmaci di
alcune ditte farmaceutiche in cambio di
mini-tangenti da 2.500 lire per ogni farmaco
prescritto.
Alcuni di loro - lo ha scoperto la Guardia di
Finanza - sono arrivati a prescrivere nel '99 un
"abnorme" numero di farmaci delle stesse ditte.
Per esempio un medico di Castelfranco di Sotto
ha prescritto qualcosa come 1.376 confezioni di
Ipacid, un farmaco prodotto dal Nuovo consorzio
sanitario nazionale (Ncns).
Un medico di Pontedera è accusato di aver
accettato di prescrivere un antinfiammatorio
della ditta Benedetti, il Roxene, in cambio di
un telefono cellulare.
Nell'indagine sono coinvolti una trentina di
medici. Cinque informatori scientifici e un
intermediario finanziario sono stati arrestati
nei giorni scorsi ed alcuni di loro hanno
ammesso le pratiche di comparaggio. I magistrati
ritengono di trovarsi di fronte ad "un vasto e
sistematico fenomeno corruttivo, un fenomeno
tutt'altro che occasionale, ed anzi
corrispondente ad una precisa strategia
commerciale, destinato ad essere rinnovato
indefinitamente in vista del mantenimento ed
anzi dell'espansione delle quote di mercato già
raggiunte".
Ne fa fede "l'inusitata espansione del fatturato
delle case farmaceutiche coinvolte
nell'indagine".
Una di esse ha avuto un aumento di fatturato,
nell'ambito della azienda sanitaria di Pisa, del
134% nel '99 e del 370% nei primi due mesi del
2000.
I farmaci che venivano promossi grazie al
comparaggio hanno in genere prezzi superiori ad
altri farmaci "generici" che contengono
l'identica molecola, dei quali nel novembre '99
Regione Toscana e Asl avevano consigliato la
prescrizione per contenere la spesa
farmaceutica.
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Italy - Farmaci: Regione Lazio scopre "Ricettopoli"
- Medico prescrive a paziente 7.362
fiale per oltre 8,5 milioni di Euro - Lunedì 17
Giugno 2002, 17:42
ROMA - In 7 mesi un medico romano aveva
prescritto ad un unico paziente 7.362 fiale di
un farmaco per una spesa di 8 milioni e mezzo di
euro. E' la punta dell'iceberg di un giro di
false prescrizioni mediche e ricettari gia'
timbrati, scoperto dalla Regione Lazio durante
controlli in farmacie di Roma e Frosinone.
La nuova "ricettopoli" e' stata denunciata ai
Carabinieri di Roma. Sarebbero una decina i
medici e almeno 5 le farmacie che a Frosinone
prescrivevano false ricette con cifre da
capogiro. (ANSA).
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Italy - Viaggi in cambio di ricette, denuncia
della GdF -
Il NUOVO - Giovedì 4 Luglio 2002
MILANO - Computer, cellulari, e anche viaggi
mascherati da convegni in cambio della
prescrizione di determinati farmaci da parte dei
medici. E' questa l'ipotesi sulla quale sta
indagando la Guardia di finanza nei confronti di
una casa farmaceutica di rilevanza
internazionale della quale però non è stato
fornito il nome.
Tutto è partito con una verifica fiscale nei
confronti dell'azienda.
I militari della Fiamme gialle hanno accertato
movimenti finanziari per decine di milioni di
euro. Queste somme, al momento, sono oggetto di
approfondimento, proprio perché potrebbero
essere state utilizzate per la cosiddetta
attività di comparaggio, cioè la conclusione di
accordi illeciti con medici e veterinari che si
impegnano a prescrivere determinati farmaci in
cambio di favori di vario tipo.
Il fenomeno del comparaggio, spiegano alla
Guardia di finanza, si è affinato nel tempo
contando anche su una capillare rete di
informatori scientifici.
Non si esclude che possa essere agevolato anche
da un altro sistema commerciale, chiamato
co-marketing: in sostanza la holding titolare
del brevetto su un determinato principio attivo,
cede il diritto alla commercializzazione del
farmaco, allo stesso prezzo, a piccoli e medi
produttori che, senza il rischio di incorrere in
scandali con pericolose ricadute commerciali,
possono mettere in atto le più spregiudicate
strategie di mercato.
I controlli a carico della casa farmaceutica, e
un'attività in generale più intensa nel campo
della sanità da parte della Guardia di Finanza,
hanno poi portato ad una serie di altre
ispezioni: a Palermo sono state arrestate 4
persone che, attraverso una associazione di
volontariato che si occupa del trasporto di
malati, hanno truffato la Asl locale per 775
mila euro. Sempre in Sicilia è stata individuata
una farmacia che otteneva rimborsi indebiti per
farmaci scaduti. A Catanzaro la Guardia di
finanza ha presentato rapporto alla Corte dei
conti nei confronti di dieci componenti della
Giunta regionale di due funzionari a causa
dell'approvazione illegittima del tariffario
delle prestazioni di assistenza specialistica
ambulatoriale. Il danno erariale quantificato è
di quasi 84 milioni di euro.
In Liguria, infine, è stata individuata
un'associazione a delinquere composta da
farmacisti e medici di base che truffavano il
Servizio sanitario nazionale con ricette
ritenute ideologicamente false.
Dodici le persone segnalate all'autorità
giudiziaria per un danno erariale di 1,5
milioni. Al settore della sanità, le Fiamme
gialle stanno dedicando sempre maggiore
attenzione. Nell'ultimo anno, dal giugno 2001 a
giugno 2002, sono state eseguite 646 verifiche
fiscali a carico di aziende del settore.
Sono state accertate evasioni fiscali per 205
milioni di euro, oltre a Iva non dichiarata per
6,5 milioni, ritenute d'acconto non applicate su
lavoro irregolare per 1,2 milioni.
Copyright © 2002 il Nuovo - Tutti i diritti
riservati.
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Italy - Euro 50
per i
medici
vaccinatori !
I medici
vaccinatori sono al soldo
................delle
case farmaceutiche
!
Infatti, i medici vaccinatori, per ogni
scheda-dati che compilano, prendono la bellezza
di 50 Euro dal Ministero della "sanità" !
Per sapere, invece, quanto prendono i vertici
della sanità, basta ricordarsi dell'ex ministro,
il poco Onorevole "De Lorenzo", che fù
denunciato e condannato per aver preso una
tangente di 300 mila Euri per rendere
obbligatorio il
vaccino per l'epatite B nel 1991.
Il ministro fu' incarcerato, ma la legge......rimase.........
Già dal 1997 con lettera datata 06.05.97 da
parte del Ministero della Sanità si propone ai
DIRETTORI SANITARI delle USL un compenso di lire
100.000 (50 euri) per un richiamo della
vaccinazione RDT.
Chiaramente la responsabilità di una eventuale
reazione indesiderata viene fatta cadere sui
genitori, poichè, per questa vaccinazione viene
richiesto anche il consenso informato firmato
dal genitore.
Testualmente si legge nella lettera:
"SI
ALLEGA COPIA DELL'AUTORIZZAZIONE MINISTERIALE,
NONCHE' DEL TESTO DEL CONSENSO INFORMATO.(ed in
aggiunta) PER DETTO RICHIAMO SI PROPONE LA SOMMA
DI LIT.100.000
(centomila)
PER OGNI SCHEDA RACCOLTA DATI COMPLETATA.
DISTINTI SALUTI
L'AMMINISTRATORE
DELEGATO............................ecc., ecc.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Italy - Il Messaggero Mercoledì 29 Dicembre 1999
- Tangenti farmaci, 10 a giudizio per
corruzione
Accusati industriali ed ex componenti del Cuf
ROMA - Dieci tra titolari di imprese
farmaceutiche ed ex componenti la Commissione
unica del farmaco (Cuf) saranno processati a
Roma a partire dal 30 marzo del 2000 nell'ambito
del procedimento che ha riguardato un presunto
giro di tangenti legate alla registrazione di
nuovi farmaci.
Lo ha deciso il GIP Claudio Tortora, il quale ha
disposto il rinvio a giudizio di Alberto
Albertini, Francesco Balsano, Gianfranco Conti,
Enrico Genazzani, Leonardo Vecchiet (già medico
della nazionale italiana di calcio), Marino e
Stefano Golinelli, Arrigo e Giovanni Recordati e
Carlo Zanussi. Tutti dovranno rispondere di
corruzione.
Dopo aver preso in esame le richieste del PM
Giuseppe Pititto, il GIP ha disposto il
proscioglimento per una serie di altri
imprenditori indagati; in alcuni casi per
intervenuta prescrizione, in altri invece,
perché l'ipotesi formulata dall'accusa "non
sussiste".
L'inchiesta giudiziaria, stralcio del più
complesso procedimento della magistratura di
Napoli sulla malasanità (al centro del quale era
l'ex direttore generale del ministero della
Sanità Duilio Poggiolini), fu trasferita a Roma
per competenza territoriale.
Nella capitale, secondo il capo di imputazione,
si sarebbe verificato il presunto pagamento di
tangenti da parte degli industriali farmaceutici
ai componenti della Commissione Unica del
farmaco, allo scopo di accelerare le pratiche
burocratiche necessarie per l'inserimento in
tempi rapidi di nuovi medicinali nell'elenco
della farmacopea ufficiale. By ANSA
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Italy - Ricette false: mega truffa ai danni
dell'Asl, 12 professionisti, anche medici,
denunciati
Scoperto dalla Guardia di Finanza della Spezia
un giro di ricette false messo in piedi da una
banda di 12 persone.
Questi professionisti del settore sanitario -
erano infatti medici, farmacisti e informatori
scientifici che operavano nel territorio
provinciale- hanno causato all' ASL 5 un danno
superiore al milione e mezzo di Euro, quasi tre
miliardi di vecchie lire. Alla scoperta della
mega truffa, le Fiamme Gialle sono arrivate su
segnalazione della Procura Regionale della Corte
dei Conti di Genova che aveva ravvisato una
spesa farmaceutica troppo alta, di gran lunga
superiore alla media regionale, nella provincia
spezzina. Sulla base di questa segnalazione, il
Nucleo di Polizia Tributaria ha iniziato una
serie di indagini volte a verificare se dietro
quelle alte cifre vi fossero degli illeciti.
Moltissime le ricette da visionare -circa un
milione- per questo motivo l'indagine è stata
abbastanza lunga e complessa, tenuto conto del
fatto che la grafia dei medici è molto spesso di
difficile lettura.
Inoltre, i finanzieri hanno eseguito numerose
perquisizioni domiciliari ed hanno ascoltato
centinaia di pazienti come testimoni. Ma vediamo
il meccanismo della truffa: costosi farmaci
venivano prescritti a pazienti a basso reddito
esenti da ticket e che venivano tenuti
all'oscuro di tutto. In alcuni casi il
sotterfugio non era necessario poiché i pazienti
in questione risultavano deceduti da tempo. Nel
corso di una delle perquisizioni a casa di un
medico sono state rinvenute 600 confezioni di
costosissimi medicinali dispensati dal Servizio
Sanitario Nazionale e che questi deteneva
illegalmente, probabilmente ai fini di
rivenderli. Le ipotesi di reato che hanno
portato alla denuncia delle dodici persone vanno
dall'associazione a delinquere alla truffa ed al
falso. Oltre alle responsabilità penali a cui
tutti gli indagati dovranno far fronte in sede
giudiziaria, la Magistratura Contabile -che
contesta loro l'enorme danno causato all'Erario-
ha già disposto il sequestro dei beni immobili e
dei conti correnti bancari per l'importo di tre
miliardi. La Guardia di Finanza ha iniziato
questa indagine alcuni anni fa ma dal '99 si è
giunti a una svolta i finanzieri si sono potuti
avvalere dell'informatizzazione dei controlli e
questo ha permesso di ridurre i tempi di
valutazione delle ricette.
Una grande mano è stata data anche dal personale
della ASL che ha offerto una importante
collaborazione ai finanzieri. Da sottolineare
come enorme sia stato il danno economico non
solo per l'Azienda Sanitaria ma anche per
l'intera collettività. Infatti la Regione
Liguria, proprio a causa dell'ammontare della
spesa farmaceutica, per effettuare un'opera di
contenimento, si è vista costretta a
reintrodurre i ticket sui medicinali.
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Italy - CORRIERE della Sera
Esplicativa ed “interessante” la lettura
dell’articolo di Claudio Sabelli Fioretti
apparso su "Sette" (il settimanale allegato al
"Corriere della Sera") di giovedì 27/4, a pag.
63, successivo all'articolo di pag. 59, che
parla del licenziamento dall'Osp. Gaslini di
Paolo Cornaglia Ferraris, per le sue gravi
denunce sul modo di agire dei medici al potere
nelle strutture della sanità pubblica italiana.
Un medico di base rivela:
“Affari in pillole. Non solo in corsia, ma
anche negli studi dei medici di famiglia si
annida la malasanità, che passa spesso
attraverso la prescrizione dei farmaci "su
commissione".
Se prescrivi questo farmaco…………. ti r e
g a l o . . .... un computer, un viaggio, un
cellulare.
Così, secondo un anonimo intervistato, le case
farmaceutiche "gratificherebbero" molti dottori.
E il bello è che loro non sanno dire no”.
Apre uno scatolone e comincia a tirar fuori penne
biro, calcolatrici, ombrelli, coltellini, guide
stradali, portachiavi, clessidre, caramelle.
"Questo è tutto ciò che è arrivato il mese
scorso", dice il Medico di Base. "Ha capito
perché le medicine costano così tanto ?". Il
Medico di Base ha una teoria: le medicine
costano tanto anche perché le ditte
farmaceutiche spendono miliardi per gratificare
e ammorbidire.
Il sistema è semplice e passa attraverso il
cosiddetto "informatore medico-scientifico".
Il Medico di Base ci spiega il marchingegno a patto
di conservare l'anonimato.
Cominciamo: chi è l'informatore medico-scientifico ?
"Un signore che, per conto di un'industria
farmaceutica, visita periodicamente il medico
per informarlo delle novità, ricordargli la
gamma dei prodotti e chiarire dubbi su un
farmaco".
Una funzione utile e necessaria... "In realtà
succede tutt'altro. L'informatore è un
piazzista.
Per non presentarsi a mani vuote tira fuori
penne e libri d'arte, creme, borse e ogni sorta
di giochino".
Non sarà certo per una biro che un medico si
lascia convincere... "No. Ma sa quante penne
biro distribuiscono in un anno ? Io ne ricevo
500 di scarso valore e una mezza dozzina di
valore.
E altra paccottiglia, dal coltellino elvetico per
medici alle monografie d'arte (in libreria a 150
mila lire), all'Atlante Sanitario d'Italia, alla
Guida Michelin (32 mila lire), all'ombrello
sponsorizzato.
I medici di base saranno 50 o 60 mila, 500 mila lire
di gadget all'anno per ognuno sono 25 miliardi".
Poco per un settore che fattura migliaia di
miliardi all'anno. C'è altro ? "Ci sono le cene.
Ogni informatore medico-scientifico ha un budget
per aggiornare i medici. In realtà serve per
mangiare pesce in ristoranti di lusso".
I medici sono così poveri ? "Non ricchi da
permettersi cene da 250 mila lire".
Quantifichiamo il business cene. "Ogni medico va a
circa 100 cene all'anno. Totale: 100 miliardi".
Chi sono questi informatori medico-scientifici?
"Gente preparata, che fa dei corsi, che è
iscritta a un albo". Che si arrabbierà per
questa intervista. Dirà: fuori i nomi !
Facciamoli.
"E` inutile. Tutte le ditte e tutti gli informatori
si comportano così. Eppoi ho detto solo il
minimo...".
E allora diciamo il massimo... "La frase
classica è: 'Dobbiamo vendere questo farmaco e
abbiamo deciso di investire su di lei'. E ti
offrono una stampante, un modem, un televisore.
Guardi questo: è un Pentium 4. E` arrivato ieri. Ora
devo buttare i due arrivati l'anno scorso".
E in cambio ? "In cambio si aspettano che tu
prescriva il loro farmaco".
Come controllano ? "Con i dati di vendita delle
farmacie della tua zona".
E se i riscontri sono negativi ? "Il prossimo anno
niente computer. E poi ci sono i viaggi".
Lei è una continua sorpresa.…"Li chiamano viaggi
scientifici. Meeting e congressi.
Tutti in luoghi di interesse scientifico: Marrakech,
Sharm el Sheik, Taormina.
Per capire l'interesse dei viaggi scientifici
basterebbe fare il rapporto fra medici saliti
sull'aereo e quelli presenti alle relazioni del
congresso".
Ma ci sono anche i congressi seri ! "Il
congresso mondiale di cardiologia, il congresso
mondiale di chirurgia eccetera. Molti medici
chiedono alle ditte di finanziare la loro
partecipazione. Le
ditte li finanziano ben sapendo che quel medico
andrà a Londra per mercatini".
I medici chiedono ? "Eccome. A volte spudoratamente,
altre sono invitati a chiedere".
Sfigmomanometri ? Stetoscopi ? "Taglia erba,
videoregistratori, antenne satellitari, forni a
microonde.
Guardi questo foglietto: computer 120, stampante 29,
cellulare gsm 26, fotocamera digitale 40.
Sa cosa vuol dire ? Se prescrivo 120 scatole di
un certo medicinale mi danno un computer.
Con 26 un cellulare".
Ma è veramente così importante corrompere un medico
?
"Un medico può prescrivere una cura di
antiipertensivi: costa 70 mila lire al mese, 900
mila all'anno. Per dieci clienti il fatturato è
9 milioni".
Ho ancora il dubbio se convenga. "Quest'anno ho
ricevuto un tv color; libri per mezzo milione,
un computer, un cellulare, 2 milioni in
contanti".
Contanti ? "Non ne potevo più di computer e di
cellulari: è arrivato un biglietto
di auguri con assegno allegato".
E lei ha accettato ? "Perché non dovrei ?".
Per onestà.
"E` onesto pagare così poco un medico ?".
Lei prescrive dei farmaci solo perché le fanno dei
regali. "Allora lei non ha capito nulla
della sanità. Io prescrivo la molecola, non il
farmaco. Per una certa malattia ci sono dieci
farmaci basati sulla stessa molecola.
Se ne prescrivo uno piuttosto che un altro non
cambia nulla". Cambia chi le manda il computer.
"Finalmente ha capito. Cambia solo quello".
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Italy - Dalle statistiche
Aifa i numeri dei
tre colossi farmaceutici che
hanno sponsorizzato più convegni
per medici nel corso del 2007
SICURAMENTE non provoca stupore sapere che il mondo "medico"
abbia posto nelle mani dei colossi mondiali della famaceutica il
grande business delle
sponsorizzazioni dei "convegni di aggiornamento".
Il business è di quelli che fanno gola, ma per potercisi
avvicinare occorre molta materia prima, ossia molte finanze. È,
d'altronde, il mestiere di sponsor che lo richiede, e chi se lo
può permettere sa che una buona operazione di comunicazione e
marketing può fruttare un ritorno che dall'immagine si traduce
in puro denaro.
Una torta divisa in tre.
Sono tre, per la precisione, i colossi che hanno conquistato, e
non per la prima volta, la piazza delle sponsorizzazioni. Si
tratta di Sanofi-Aventis,
Pfizer e
GlaxoSmithKline, e loro filiali
italiane si sono aggiudicate la vetta della classifica delle
aziende che, nel 2007, hanno sponsorizzato il maggior numero di
convegni medici.
Questi i dati che per primi emergono dall'analisi del fenomeno
effettuata dall'Agenzia italiana del farmaco e illustrati da
Giovanna Romeo, dirigente Affari amministrativi dell'Aifa,
intervenuta al Forum Sanità futura 2008 a Cernobbio.
Il podio degli investimenti
Un volume di fuoco formidabile: insieme, le tre case
farmaceutiche hanno sponsorizzato, nel corso del 2007,
complessivamente 4.910 convegni e hanno speso 87,6 milioni di
euro.
Grazie a 1.925 convegni e a una spesa preventivata di circa 45
milioni e mezzo di euro, Sanofi-Aventis guadagna la posizione
più alta del podio. Al secondo posto la Pfizer Italia, che ha
totalizzato 1.512 convegni e un costo stimato di 25 milioni e
733mila euro. In terza posizione la GlaxoSmithKline, i cui
numeri sono comunque di prim'ordine: 1.473 eventi medico-
scientifici in totale e una spesa pari a 16 milioni e 400mila
euro
Un sorpasso tra colossi
La classifica stilata dalla Aifa sui risultati del 2007 mette in
evidenza uno scambio di posizione rispetto all'anno precedente,
quando era stata Pfizer Italia a conquistare la prima posizione
nazionale per numero di convegni sponsorizzati, ovvero 2.102, e
costati 36 milioni di euro, mentre Sanofi-Aventis si era
piazzata alle sue spalle con 1.921 eventi, ma il primato per la
spesa più alta, pari a circa 55 milioni di euro.
Le cifre degli eventi
L'Agenzia
italiana del farmaco ha, inoltre, studiato le cifre degli
eventi, Ecm e non, che l'Aifa stessa ha autorizzato:
17.349 (di cui 16.868 in Italia e 481 all'estero) con una spesa
totale preventivata di 507 milioni e 801mila euro, lo scorso
anno, contro i 19.954 del 2006 (solo 654 all'estero) con costi
pari a 643 milioni e 158mila euro, per una flessione del 27 per
cento, dovuto in gran parte allo stop di Farmindustria.
Tratto da:
http://www.informatori.it/informatori/conbig.htm
Commento NdR: e potremmo continuare, non
passa mese che non ci sia uno scandalo in
Italia, legato a medici, farmacisti e
case farmaceutiche.....
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INFLUENZA invisibile della sponsorizzazione di BIG PHARMA
E' difficile che un medico si renda
conto dell'influenza invisibile che può essere presente nella
formazione sponsorizzata dalle case farmaceutiche. Le
informazioni diffuse dal programma Backround Briefing
organizzato dalla Australian Broadcasting Corporation (www.abc.net.au/m/backgroundbriefing/),
riprese e commentate da Ray Moynihan in un recente articolo sul
BMJ, offrono un raro sguardo dietro le quinte. A quanto pare non
è insolito che le compagnie del farmaco suggeriscano gli oratori
degli eventi formativi, anche se questi vengono proposti ai
medici rassicurandoli che i contenuti sono indipendenti
dall'influenza delle industrie.
Des Spence dei No free lunch del Regno Unito non ha dubbi: gli
eventi sponsorizzati sono "marketing mascherato da formazione".
E David Blumenthal dell'Università di Harvard, si chiede "Per
quale motivo una compagnia che si basa sul profitto, almeno in
questo paese, dovrebbe investire più di un miliardo di dollari
all'anno nella formazione medica senza guadagnarci niente in
cambio?". La proposta di Blumenthal è la creazione di un "blind
trust" per finanziare la formazione a livello istituzionale,
mentre Peter Mansfield di Healty Skepticism, suggerisce che la
formazione medica venga finanziata attraverso la tassazione
pubblica, istituendo una selezione competitiva delle proposte.
Attualmente le Istituzioni sembrano disinteressate a garantire
l'indipendenza degli eventi formativi. Forse le recenti
rivelazioni arrivate dall'Australia, renderanno più stringente
la necessità di ottenere maggiore indipendenza per la
formazione, o almeno maggiore trasparenza.
Fonti :
www.abc.net.au/m/backgroundbriefing/ +
www.nofreelunch-uk.org/ +
www.healthyskepticism.org/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Importante:
….pur segnalando le gravi anomalie
(anche criminali) della Sanita’
Mondiale gestita dalle
Lobbies
farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti”
inseriti a tutti i livelli, Politici
e Sanitari nel Mondo intero,
vogliamo anche ricordare e spendere
per Giustizia delle parole per
gratificare e ringraziare
quei centinaia di migliaia di
medici
(quelli in buona fede) che, malgrado
le interferenze degli interessi
di quelle
Lobbies, incessantemente
si prodigano ogni giorno aiutare i
malati che a loro si rivolgono e che
con i progressi delle
apparecchiature tecnologiche per la
diagnostica e delle tecniche
interventive, stanno facendo
notevoli progressi e raggiungono per
essi risultati ed effetti benefici,
che fino a qualche anno fa erano
impensabili.
Vediamo
ogni giorno progressi in tal senso,
ma la terapeutica indicata
dalla direzione della Sanita’
ufficiale Mondiale =
OMS (che e'
legata alle linee guida di dette
Lobbies),
non segue, salvo rari casi, quella
curva progressiva di benessere per i
malati.
Se questi bravi medici
che operano giornalmente sul campo, conoscessero
anche la Medicina
Naturale, potrebbero migliorare e di molto le
loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per
tutti i malati.
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