Medicina Tradizionale Cinese
Contrariamente a quanto accaduto in
Occidente, dall'antica Grecia ai giorni nostri, i
grandi uomini cinesi del pensiero, della medicina,
della politica, della religione, si sono sempre
riallacciati alla tradizione, aggiungendo,
affinando, approfondendo, senza mai contrapporre,
negare, demolire quanto fatto dagli antichi saggi.
Il corpo filosofico orientale nasce già perfetto,
è solo la trasmissione orale che può introdurre
qualche imperfezione.
I loro "modelli", quale ad esempio quello alla
base della medicina, sono pertanto raffinatissimi
prodotti dell'umano ingegno, capaci di sfidare il
sapere "scientifico" dell'Occidente, che non può
non riconoscerne la validità, anche se spesso ne
rifiuta la forma e non è ancora riuscito a
comprenderne la sostanza. Molti occidentali sono
curiosi in merito alla Medicina Cinese. Alcuni di
loro la considerano superstizione, prodotto di un
pensiero primitivo e magico attribuendo così
maggiore fiducia a un sistema medico scientifico
che già conoscono e che è predominante nella
cultura occidentale.
In realtà, la medicina tradizionale cinese è un
sistema di pensiero operativo, coerente ed
indipendente, sviluppato nel corso di oltre tre
millenni.
È basata su testi antichi ed affonda le radici
nella filosofia, nella logica, nella sensibilità e
nelle abitudini di una civiltà che ha sviluppato
una propria percezione del corpo, della salute e
della malattia.
La medicina cinese considera importanti certi
aspetti del corpo umano che sono meno
significativi agli occhi della medicina
occidentale. Viceversa, la medicina occidentale
osserva ed è in grado di descrivere alcuni aspetti
del corpo umano che non sono significativi o
rilevabili per la medicina cinese.
L’arte del guarire è sempre stata il riflesso
dell’idea che l’uomo si è fatto di se stesso.
La teoria medica cinese non contiene il concetto
di sistema nervoso, nonostante si sia dimostrata
in grado di curare le malattie nervose.
Non riconosce l’esistenza del sistema endocrino,
tuttavia guarisce quelli che in Occidente sono
chiamati disturbi endocrini.
I Cinesi attribuiscono certe malattie all’
“Umidità”, al “Calore”o al “Vento”.
“Se si è danneggiati dal caldo in estate, in
seguito, in autunno, si contrarrà la febbre
intermittente. Se si è danneggiati in autunno
dall’umidità, essa salirà verso le parti alte del
corpo e causerà la tosse e ciò si cambierà in
paralisi” (Nei Ching)
La medicina occidentale non
riconosce nulla di simile all’Umidità e tuttavia è
in grado di curare ciò che i Cinesi descrivono
come Umidità nella milza.
Due diversi mondi sono riflessi nelle percezioni
delle due tradizioni, le “due medicine” hanno
intrapreso direzioni diverse, hanno punti di vista
differenti ed è auspicabile un sistema in grado di
contenerle ed integrarle.
La mMedicina Naturale e la Naturopatia sembrano
poter assolvere a questo compito.
Anche se partono da basi teoriche differenti,
considerandoli nella loro complementarietà, i due
sistemi medici ci offrono due modi di vedere e di
pensare che racchiudono verità e aspetti molto
interessanti ed integrabili.
La medicina occidentale si occupa principalmente
di categorie o agenti patologici suscettibili di
essere isolati, che prende di mira, isola e cerca
di trasformare, controllare o distruggere.
Il medico occidentale spesso osserva il sintomo e
ne ricerca il meccanismo sottostante: una causa
precisa per un malattia specifica.
La diagnosi del medico inquadra di frequente una
descrizione esatta, quantificabile in ambito
ristretto con una logica principalmente analitica.
La malattia è di frequente concepita come un
fenomeno relativamente ben definito ed autonomo.
Il medico cinese ha la tendenza a rivolgere la
propria attenzione alla totalità dell’essere
umano, nella globalità del suo proprio
manifestarsi.
Tutte le informazioni rilevanti, che includono il
sintomo, ma anche altre caratteristiche generali
del paziente, sono raccolte e tessute insieme,
finché arrivano a costituire ciò che la medicina
chiama un “quadro di disarmonia” che esprime la
situazione di “squilibrio” del paziente e serve da
guida alla terapia.
L’essere umano è visto nella sua configurazione
globale ed il compito della terapia è di
ricondurlo ad uno stato di armonia.
La diagnosi della medicina orientale genera una
descrizione quasi poetica, eppure operativa, della
persona nella sua totalità.
Il mezzo principale per la diagnosi e la prognosi
impiegato nel Nei Ching è l’esame dei polsi la cui
teoria è basata sui vari stadi di interazione tra
Yin e Yang e sulla crasi e discrasia dei
cinque
elementi.
L’equilibrio corretto tra
Yin e Yang
e la miscela
armoniosa dei cinque elementi producono lo stato
di salute.
L’esame dei polsi si basa sulla credenza che in
realtà i polsi sono sei e sono tre coppie su
ciascuna articolazione dalla mano all’avambraccio,
ognuno connesso ad un organo particolare e
ciascuno capace di riferire i dettagli più
minuziosi dei cambiamenti patologici che si
manifestavano nell’organismo.
Anche le stagioni influenzano le pulsazioni del
polso:
“In primavera
il polso è dominato dal fegato, in estate dal
cuore, in autunno dai polmoni, in inverno dai
reni; il polso della milza non è collegato a
nessuna stagione, ma alla Terra, poiché la milza è
un organo solitario, ma irriga gli altri quattro
organi”
(Nei
Ching)
Insieme all’esame del polso notevole importanza
era data all’indagine dei sogni ed alla loro
interpretazione come anche all’aspetto dei colori
delle varie parti del corpo secondo il sistema
delle relazioni tra visceri e colori.
“Quando i polsi del fegato e dei reni
coincidono ed i colori relativi sono azzurro e
rosso, la malattia corrispondente ha poteri
distruttivi e dannosi”
Il metodo cinese è perciò un metodo olistico,
basato sul concetto che nessuna parte può essere
compresa se non in relazione al tutto; il sintomo
viene visto come parte integrante di una totalità
e grande spazio è dato alla prevenzione.
Quando una persona sta bene o è in armonia, non
presenta sintomi che la disturbano e manifesta un
equilibrio mentale, fisico e spirituale.
Quando la persona si ammala, il sintomo è solo un
aspetto di uno squilibrio globale che può essere
rilevato anche in altre modalità della vita e del
comportamento della persona.
Per la medicina occidentale, capire una malattia
significa scoprire un’entità distinta, spesso
separata dall’essere del paziente; per la medicina
cinese, capire significa percepire le relazioni
che legano insieme tutti i segni ed i sintomi del
paziente.
Tratto
da:
http://www.salutenatura.com
vedi
per altre info:
http://it.wikipedia.org/wiki/Medicina_tradizionale_cinese
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La medicina dell’Imperatore Giallo
- 02/05/2007
“I saggi non curarono coloro che
erano già malati, ma istruirono coloro che non erano
malati”: così è scritto nel testo di medicina tradizionale
cinese che ci insegna come il corpo sia una struttura
energetica che bisogna mantenere sana e in equilibrio
costante. I metodi preventivi che si sono sviluppati e
tramandati nel tempo non sono atti rituali di stregoneria ma
semplicemente attenzione all’alimentazione, pratica dei
massaggi ed esercizi fisici.
Molti di essi li abbiamo da tempo presi in prestito dalle
tradizioni cinesi (agopuntura, massaggi plantari,
riflessologia, tisane) che, estremamente legate alla cura
della salute, sono diventate parte integrante della routine
quotidiana. La ginnastica del mattino è pratica comune in
Cina anche per la strada, alla fermata dell’autobus o
davanti alla tv; nei buoni ristoranti c’è il medico del
locale che, dopo aver palpato il vostro polso, può
consigliare il menu adatto al vostro stato fisico.
Mangiare non serve solo per tenere a freno la fame o il
gusto, ma stabilisce in maniera decisiva l’equilibrio tra
Yin e Yang su cui, secondo la
medicina tradizionale cinese, si basa la nostra salute.
Yin è l’elemento mite, pacato, durevole e scuro, ad esso è
associato l’elemento femminile.
Yang significa forte, vigoroso, luminoso, veloce e
rappresenta l’elemento maschile.
Negli essere umani questi due elementi non si trovano in
perfetto equilibrio (condizione che tutti si augurano di
raggiungere!), ma si verifica una predominanza o anche una
mancanca dello Yin o dello Yang.
Equilibrio che dipende dall’alternarsi delle stagioni,si
pensi ad esempio alla spossatezza primaverile.
E anche dala qualità termica degli alimenti. Alcuni precisi
periodi dell’anno e certe malattie sono caratterizzati da un
eccesso di caldo o di freddo: gli alimenti adatti servono a
riportare l’equilibrio e a prevenire le malattie, e con una
dieta mirata portano perfino alla guarigione.
I cibi caldi rafforzano le difese immunitarie (spezie
piccanti, alcol, albicocche, ananas, pompelmo, finocchio,
carne alla griglia), i cibi neutri armonizzano Yin e Yang
(burro, latte, uova, cereali, patate, carote, funghi,
cavolo, insalata, carne di manzo, legumi, noci, birra di
malto).
Gli alimenti freschi favoriscono la produzione di secrezione
e sangue e fluidificano le mucose e i tessuti.
Fresche sono la maggior parte delle verdure, frutti locali,
mandarini, tisane (eccetto quella al finocchio che è un
alimento caldo), soia, grano e volatili come l’anatra ed
oca.
Gli alimenti freddi eliminano il calore interno ma sono
vietati donne incinte o in menopausa. A questo gruppo
appartengono le banane, le arance e i limoni, il kiwi, la
papaya, gli asparagi, la zucca, i pomodori, i cetrioli, lo
yogurt e la caggiagione, tè verde e birra.
Infine un consiglio. Siate perseveranti, armatevi di
pazienza: i rimedi della medicina cinesi sortiscono effetti
solo se applicati costantemente e per lungo periodo.
By Daniela de Blasis -
Tratto da:
http://www.agoranews.it/?&set=182&dom_id=&dom_sld=agoranews&dom_tld=it&no_tags=1&sito_gratis=&sito=&news1_categoria=benessere&news1_id=348708&local_page=
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Medicina
tradizionale
Tibetana:
Derivante in parte
dalla medicina cinese tradizionale, in
combinazione con la medicina
Ayurvedica e sviluppatasi poi come
autentico sistema medico, partendo dai tre
principi:
- Ki (aria:
spirito, riflessione,
movimenti) - Schara (bile: volontà,
energia, dinamica) e Badgan (muco:
sentimento e materia).
L'equilibrio dei tre principi garantisce la
funzione dei "sette tessuti": linfa, sangue,
sperma, muscoli, grasso, ossa, midollo. La
medicina tibetana dispone di un completo
strumentario diagnostico/terapeutico. La
relativa farmacologia è di interesse attuale per
la farmacologia europea.
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