Washington
verso una neo-rete militare
Assediata dai critici
per costi e fattibilità, la Difesa USA insiste: il nuovo network
stellare, dichiara, sarà un Occhio-di-Dio a disposizione dei soldati
americani. Ed è polemica:
15/11/04
– Washington (USA) – Internet è nata dai computer militari americani
e potrebbe quindi sembrare del tutto naturale che proprio la Difesa USA
voglia dar vita ad una sorta di neo-internet con scopi
esclusivamente militari. Ma si tratta di una rete che sta
sollevando critiche poco benevole.
Secondo
Peter Teets, vicedirettore Air Force che è intervenuto nelle scorse ore
al Congresso americano, la “Internet in the Sky” sarebbe una sorta di “occhio
di Dio” capace di vedere cosa fanno i nemici, le loro
infrastrutture, i loro movimenti, le loro postazioni, ed offrirle in
diretta sul campo ai soldati USA del futuro.
Teets, il cui intervento ha riacceso le polemiche su questa nuova rete
informatica e satellitare a scopo bellico, ha ammesso che la
Global
Information Grid, per gli amici GIG, costituisce un
obiettivo complesso che non potrà essere raggiunto prima dei prossimi
vent’anni.
A
sostenere il progetto è anche il ministro della Difesa, Donald
Rumsfeld, secondo cui si tratta forse “della cosa che
maggiormente innova le nostre forze armate. E non sarà un sistema di
armamenti, ma un insieme di interconnessioni”. Il riferimento diretto è
al fatto che al centro di questo apparato, i cui lavori sono cominciati da
qualche settimana, sarà una coniugazione del tutto inedita tra gli
strumenti, le infrastrutture e i dati delle diverse armi: Marina,
Aviazione ed Esercito, dunque, collaboreranno in questo quadro per dar
vita al nuovo “strumento”.
Ed
è intervenuto sulla questione anche Robert Stevens, vale a dire il boss
della Lockheed Martin Corporation, probabilmente il più importante
fornitore della Difesa americana, secondo cui il futuro “è una rete
altamente protetta nella quale siano fuse le attività militari e quelle
di intelligence”.
Ma
quanto costerà tutto questo ? E, soprattutto, si può fare ? Qualche
dubbio sembrano nutrirlo scienziati del calibro di Vinton Cerf,
padre del TCP/IP, secondo cui “non c’è nulla di male ad avere
obiettivi ambiziosi. Ma vanno temperati dalla conoscenza della fisica e
dalla realtà delle cose”.
Le
stime dei costi sono preoccupanti. Si parla di una spesa nei prossimi
cinque anni che potrebbe superare i 24 miliardi di dollari,
cifre enormi che rappresentano solo una parte dei costi possibili. Nel
complesso, infatti, le attività di sviluppo dei nuovi strumenti militari
potrebbero arrivare, stando alle previsioni del Pentagono riportate dal NY
Times, addirittura a 200 miliardi di dollari nel giro di un decennio
o poco più.
Secondo
il direttore dell’Agenzia per la sicurezza dell’informazione della
Difesa, John Garing, “l’essenza del warfare basato sulla rete sta
nella nostra abilità di disporre di una forza combattente in qualsiasi
luogo e in qualsiasi momento. L’information technology è la chiave di
tutto questo”.
Che
la situazione sia complessa e foriera di polemiche a non finire lo ha
fatto capire anche un celebre esperto, John Hamre, ex viceministro della
Difesa e ora alla guida del Centro per gli studi strategici di Washington:
“Vogliamo sapere tutto in qualsiasi momento ovunque nel mondo" ? Bene.
Sappiamo cosa sarà questo occhio onnivedente che metteremo nello spazio ?
Col cavolo”.
Tratto da:
http://www.punto-informatico.it
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