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VACCINI al
MERCURIO ed
AUTISMO: ANCHE in
ITALIA STUDIATA la CORRELAZIONE
vedi
anche metodo di cura del dott.
M. Montinari
+
Intolleranze alimentari +
Metodo Montinari
Ma cio' che sta emergendo e' che anche
l'Epilessia
che e' anche ed in particolar modo
legata all'Autismo, e' stata incrementata
notevolmente nei bambini con i
vaccini (specie quello del
Tetano)
Vaccinazioni per l’infanzia ed autismo: un caso accertato negli
Stati Uniti
Mercoledì 9
Aprile 2008 - Gli studi clinici hanno fallito nel mostrare un
legame tra vaccinazione ed autismo, ma molti genitori di bambini
autistici hanno nutrito dubbi su queste conclusioni.
Il Governo americano ha ora ammesso che la
vaccinazione può avere arrecato
danni ad una bambina di 9 anni, ed ha annunciato che si farà
carico delle spese per la cura.
Nel 2000 Hannah aveva 19 mesi ed uno sviluppo normale, quando
ricevette 5 iniezioni per la prevenzione di 9 malattie
infettive.
Nel 2001 alla bambina è stato diagnosticato il disturbo
autistico.
Per il fatto che il padre di Hannah era un neurologo al Johns
Hopkins Hospital, la bambina è stata sottoposta ad una serie di
esami, che hanno evidenziato un disordine a livello
mitocondriale.
Due teorie sono state ipotizzate: la prima che la bambina
presentava una sottostante malattia mitocondriale e che la
vaccinazione ha slatentizzato, la seconda è che la vaccinazione
ha
causato questo disordine.
Il Governo ha optato per la prima ipotesi: la bambina aveva una
sottostante malattia mitocondriale che è stata aggravata dalla
vaccinazione.
Molti dei vaccini che Hannah ha ricevuto contenevano Tiomersale,
un preservativo a base di Mercurio.
Negli Stati Uniti, il Tiomersale è stato rimosso dai vaccini
somministrati nell’infanzia a partire dal 2001.
Rimane aperto il dibattito sulle vaccinazioni multiple
nell’infanzia. ( Xagena Medicina )
Fonte: The New York Times, 2008 -
Medicina-Online.net + vedi
Autismo - La prova dei
Danni dei Vaccini +
Autismo dai VACCINI
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Autismo e Vaccini: c'è
un legame ? SI, vedi:
la Prova
+
Libro del
dott. M. Montinari
Italy, Levico 20 novembre 2008) - A Levico (Tn) una
famiglia lotta per aiutare il proprio figlio.
Secondo i medici italiani è 'autistico'. Secondo
quelli americani è solo "intossicato da un vaccino.
La madre desidera mantenere l'anonimato suo e del
figlio. Tuttavia per combattere contro la
disinformazione ha già messo tutto quanto online.
Basta cliccare il sito
www.charles2002.com e c'è
tutta la storia di questa famiglia protagonista di
una vicenda quanto mai dolorosa: il figlio nasce,
sembra crescere bene e in salute ma a 3 anni non
parla.
La diagnosi che viene fatta è: autismo.
Diagnosi che la madre rifiuta avendo scoperto del
tutto per caso che in realtà la patologia del figlio
potrebbe derivare da una
intossicazione di
metalli contenuta nei vaccini della
prima infanzia: il
trivalente fra questi. Aggiungendo tassello a
tassello risale al periodo della somministrazione e
in effetti ricostruisce le tappe di una progressiva
chiusura del proprio figlio verso l'esterno. Sul suo
sito spiega in pagine e pagine di testo corredate da
molte fotografie che in America da tempo è ormai
consolidata l'opinione che l'autismo non sarebbe un
problema neuro-psichiatrico, ma di natura biologica.
Insomma la chiusura verso l'esterno dipende da
agenti esterni come un'intossicazione
da metalli.
E' notorio che alcuni vaccini possono contenere
tracce di alluminio (è
il caso del Gardasil ad esempio) o tracce di
mercurio (certificato nel trivalente). Secondo gli
studi condotti da scienziati americani, quando il
mercurio entra
nel corpo fragile di un bambino - ancora in fase di
formazione - ad essere intaccata è l'area del
cervello che sovrintende al linguaggio.
A quanto afferma la mamma del bimbo il
mercurio
potrebbe invece essere responsabile del meccanismo
di apertura della bocca o delle mani. "Quindi non
resta che
disintossicare l'organismo" ci ha spiegato.
Ovvero una terapia a base di sali di
magnesio
che viene condotta in Italia soltanto in Toscana, a
Querceta, in provincia di Lucca, divenuto uno dei
centri di riferimento per queste cure. In sostanza è
la pelle attraverso il meccanismo di sudorazione a
espellere la sostanza responsabile
dell'intossicazione. I progressi e i benefici da
questa terapia si stanno già avendo: il bimbo
migliora.
Ora dice qualche parola. Oltre a questa
terapia biomedica il bimbo sta affrontando una
serie di esercizi riabilitativi delle funzioni
cerebrali. Per queste cure, grazie all'intervento
dell'allora assessore Iva Berasi la famiglia è
riuscita ad ottenere il rimborso delle cure. Non
altrettanto se dovesse sostenere le spese per una
maestra di sostegno che aiuti il figlio a proseguire
negli esercizi prescritti dall'equipe medica in
Toscana.
La madre sostiene che quelle impiegate nei nidi non
sono sufficientemente preparate per una patologia
così particolare. Da qui l'idea di uno spettacolo
per finanziare la spesa. Loredana Cont si è detta
subito disponibile. Reciterà il 20 dicembre al
palalevico con il meglio della sua produzione
teatrale. "Non sapevo che in America sia ormai
diffusa l'idea che l'autismo ha cause biologiche e
non psichiatriche come si crede in Italia e in
Europa. Perciò sono ben lieta di collaborare a
questo progetto" dichiara l'attrice che cercherà
di strappare al pubblico un sorriso e un offerta che
aiuti la famiglia.
By Corona Perer - Tratto da: giornalesentire.it
Ci sono altri vaccini molto pericolosi: il
GARDASIL +
Guerra contro le
donne
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ANGELI in TRAPPOLA
Autismo: un “male”
ancora non chiaro di cui sono evidenti i sintomi ma non ben
definite le cause. Il termine indica una sindrome grave, che
colpisce migliaia di bambini e si manifesta con esordi clamorosi
in taluni casi, più spesso, invece, la sintomatologia è subdola.
Dal punto di vista scientifico le ipotesi eziopatologiche sono
molteplici e, a volte, contraddittorie. Recenti studi dimostrano
che l’autismo comporta nei piccoli oltre ai disturbi
comportamentali anche alterazioni biochimiche, intossicazioni
virali, intossicazioni da metalli pesanti che determinano il
dissesto di vari sistemi: immunitario, gastroenterico,
endocrino, ormonale, neurologico ecc.. Per questo la
terminologia più corretta ed esplicativa della patologia in
questione può divenire: “sindrome encefalica acquisita della
mielina da mercurialismo, per insulto virale tossinico, con
colite e autoanticorpi” [Montinari 2002].
Approfondendo l’eziologia “tossinica”
possiamo scoprire molti aspetti chiarificatori.
“Vi siete mai chiesti come fanno gli scienziati a produrre
animali con malattie autoimmuni, così da sperimentare, sulla
patologia indotta, l’efficacia sintomatologica dei farmaci ?
Ebbene, il modello sperimentale per le condizioni artritiche in
conigli consiste nel sottoporre gli animali a vaccinazioni
ripetute; lo stesso vale per una serie di sindromi autoimmuni
prodotte in animali di laboratorio; esse sono affidate a un
arsenale di “adiuvanti” (batteri uccisi,
mercurio, alluminio), vaccini e
altre sostanze da iniettare nella cavia. Volete mettere
l’organismo in uno stato di iper-attivazione immunitaria ?
Sottoponete l’organismo a una serie di inoculazioni di materiale
antigenico.
La presenza direttamente nel sangue di
tossoidi e batteri uccisi è un evento di una pericolosità che
l’organismo ben conosce; infatti nelle malattie infettive
(morbillo, rosolia ecc.) c’è, da parte dell’organismo, una fase
di preparazione della immunità locale, poi dell’immunità dei
macrofagi del sangue, poi dell’immunità cellulare e umorale che
dura circa 10 giorni (incubazione), e, solo dopo queste
essenziali fasi, il virus passa nel sangue.
Con la vaccinazione invece andiamo a creare proprio le
condizioni che l’organismo accuratamente evita: immettere
cioè direttamente nel sangue tossoidi e materiale virale che
possono attaccare direttamente cervello, intestino, tiroide,
cuore e altri organi vitali”. [L. Acerra 2002]
Si spiega, così, perché Zecca e collaboratori [1998] hanno
segnalato che i livelli di anticorpi di rosolia e morbillo in
bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a
quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono
essere interpretati come un’attivazione cronica del sistema
immunitario contro un’ infezione subclinica. [M. Montinari 2002]
“Nelle vaccinazioni infantili riscontriamo quattro situazioni
diverse che, andando a sommarsi, rappresentano un cocktail
esplosivo:
1) per natura il bambino da due mesi a due anni è in uno stato
di minore difesa contro eventuali attacchi virali;
2) il vaccino crea un periodo di alcuni giorni di pronunciata
immunosoppressione;
3) il vaccino a virus attenuato consiste in un virus indebolito
che è somministrato proprio per produrre un certo grado di sfida
all’organismo medio, immunologicamente sano. A volte questi
virus sono tripli, cioè più virus vengono contemporaneamente
iniettati;
4) uno degli effetti della vaccinazione è di aumentare la
permeabilità intestinale ed ematoencefalica, con la conseguenza
di favorire il passaggio virale ai tessuti periferici. Nel primo
anno di età è stato dimostrato che molti virus restano
nell’organismo in modo asintomatico. Pass [1981] ha dimostrato
che l’infezione da herpes virus era asintomatica in 25 su 27
bambini infetti”. [M. Montinari 2002].
Da ciò può nascere la considerazione che non viene
opportunamente tutelata la salute del bambino, perché non
vengono applicati i metodi preventivi cautelativi per
comprendere, davvero, in quale condizione immunitaria si trovano
i piccoli soggetti da vaccinare.
I metodi per una necessaria prevenzione cautelativa potrebbero
essere:
a) rimandare le vaccinazioni alla scadenza del secondo anno di
età;
b) eseguire l’esame “delle sottopopolazioni linfocitarie” o
tipizzazione linfocitaria, previo emocromo, per stabilire, con
un’accettabile precisione, eventuali deficit o scompensi
immunitari del bambino;
c) eseguire l’estrazione DNA tipizzazione genomica HLA di I e II
classe (A, B, C, e DR, DQ) in bassa risoluzione, che predice le
eventuali patologie che l’insulto vaccinico potrebbe provocare
nelle persone geneticamente predisposte e con i deficit relativi
al punto b.
Quando non vengono prese le opportune misure cautelative, il
momento della vaccinazione diventa per molti piccoli soggetti
una lotteria, e purtroppo, per alcuni il premio finale risulta
l’incontro con un improvviso “fantasma maligno” (es. autismo),
per qualcuno persino il “trapasso”.
E’ risaputo che dove giunge questo “fantasma maligno” stravolge,
come un uragano, la vita delle famiglie.
Famiglie che spesso restano “sole”, abbandonate anche dai
parenti più stretti, famiglie che si chiedono perché hanno
meritato una tale sorte; famiglie che restano nella confusione,
nel rimorso o addirittura nella vergogna per anni, in quanto
pensano di essere le dirette ed uniche responsabili di tale
male; genitori che si dannano, perché sono stati convinti, da
questo o quel luminare, che la patologia del figlio è
determinata da uno squilibrio incurabile della psiche, insorto,
magari, dopo un litigio “quella notte” con la/il consorte, o
forse dovuto all’alterazione di un momento finita con un ceffone
al piccolo durante l’ennesima nottata di veglia e disperazione.
Troppi genitori, persuasi che l’unico motivo della terribile
realtà che vivono sia una di queste ragioni, si riducono ad una
esistenza avvolta nel sudario del dolore, e, quel che è peggio,
si chiudono nella rassegnazione, riluttanti ad ogni nuova
informazione scientifica, e quindi, anche alla ricerca di altre
possibilità d’intervento .
Autismo: termine costituito da “aut”, dall’inglese “out” che si
traduce “fuori” e “ismo” che ne indicherebbe la patologia.
Unendo le due radici otteniamo letteralmente “fuorismo”.
Gettando un’occhiata cinica e superficiale a tale termine
dovremmo concludere che esso indica soggetti che sono “fuori”,
soggetti che vivono “fuori” dalla nostra realtà, e troppo spesso
considerati esseri che vegetano ”fuori” dal nostro “sapere”;
concretizzando e raffinando il cinismo, perché non definirli
addirittura “cose fuori posto” ?
E se non fosse così ?
E se la verità fosse un’altra
?
Credo sia giunto il momento di far vacillare certe “errate”
certezze alzando gli occhi alla ricerca, ai dati scientifici,
agli studi e alle testimonianze che si levano, grazie a Dio, da
più parti nel nostro paese e in tutto il pianeta!
In un articolo apparso su Panorama del 4-12- 03 :
veniamo a sapere che una bimba di 4 anni sarebbe divenuta
autistica a causa di un vaccino sperimentale!
L’ASL si difende: “non era un vaccino sperimentale!”
Personalmente sono in perfetto accordo con l’ASL; infatti non è
necessario che il vaccino sia “sperimentale” affinché si possa
sviluppare una sindrome autistica, basta semplicemente che sia
un vaccino, somministrato alla persona sana ma in condizioni
“immunitarie”e “genetiche” non adeguate per riceverlo, quindi
praticato alla persona sbagliata e nel momento sbagliato!
Con esami preventivi che rilevano le condizioni immunitarie e
genetiche della persona si potrebbe sfuggire al rischio di
subire danni enormi e capire, in giusto anticipo, se è il caso o
no di praticare il vaccino (sentenza n. 258 del 1994 della Corte
Costituzionale; sentenza della Corte Costituzionale n. 307 del
22-6-90 che richiama alla responsabilità personale il medico
secondo l’ art. Codice Civile 2043).
Ludovica Cantarutti nel libro Le parole del silenzio, Edizioni
del Leone, racconta la storia dell’autismo post-vaccinale di sua
figlia Scilla che fu colpita dalla sindrome in maniera così
grave da essere definita dai luminari di turno: “una cosa”.
Scilla grazie alle amorevoli cure della madre e della sorella
Ilaria, impegnate per anni nel praticarle la tecnica della
comunicazione facilitata è migliorata in modo incredibile e ha
scritto la seconda parte del libro .
A riprova di ciò l’estratto della conferenza del 22 aprile 1998
tenuta a Bologna dalla dott.ssa Bruna Dozzo, psicologa
dell’Associazione AGOR di Verona, documenta:
“più si stimolano tutte le altre funzioni più le aree
problematiche hanno la possibilità di funzionare meglio. NON
perché si generino nuove cellule nervose, ma perchè le cellule
presenti ma inattive si attivino e creino nuove sinapsi.
I dati emersi dall’esperienza riabilitativa su un centinaio di
bambini autistici sono:
- diminuzione o scomparsa dell’iperattività;
- diminuzione o scomparsa dell’autostimolazione;
- diminuzione o scomparsa dei disturbi di percezione;
- reazioni comportamentali adeguate alle situazioni;
- miglioramento significativo della comprensione valutato
attraverso l’uso della
“comunicazione facilitata”;
- miglioramento significativo della coordinazione. “ [ Dozzo
1998]
Questi innocenti figli, specie quando superano l’adolescenza
senza aver sviluppato alcuna forma minima di linguaggio, sono di
frequente considerati, dalla maggior parte della società, “pesi
irrecuperabili”. Li vediamo spesso vagare nei corridoi delle
scuole con l’insegnante di sostegno che “arrampicandosi sugli
specchi” cerca di trascorrere al meglio la giornata, sempre con
il telefonino tra le mani pronta a chiamare a casa laddove un
pianto o un urlo più incisivi possano creare problemi. Questi
figli invece potrebbero prendere parte attiva alla vita
scolastica se accanto a loro ci fosse un esperto in
“comunicazione facilitata”, finirebbe il vagare per i corridoi,
l’inventarsi la giornata e sboccerebbe da “quell’essere,
imprigionato in un barattolo sigillato da un tappo maligno”,
un’energia meravigliosa, ricca di emozioni, di informazioni, di
considerazioni, finalmente incanalate nei sentieri della vita
sociale.(“La comunicazione facilitata”- Biklen, 1992.)
Il dott. Delacato individua tre tipi di disturbi nella
percezione sensoriale del bambino autistico: iposensibilità,
ipersensibilità, rumore bianco. Inoltre ipotizza che le
stereotipie del bambino autistico scaturiscono da disfunzioni
percettive del “sistema sensoriale”. Egli ritiene che i
comportamenti ripetitivi sono tentativi che il soggetto opera
per normalizzare le vie sensoriali “alterate”. Il metodo
Delacato mira a risolvere le alterazioni sensoriali attraverso
una corretta e guidata esperienza sensoriale. I risultati:
appena i canali sensoriali vengono rieducati e quindi
normalizzati, cessa il comportamento ripetitivo e l’attenzione
del bambino aumenta e si rivolge al mondo esterno.
Ancor meglio a questi “angeli” potrebbero essere applicate,
soprattutto nei primi anni di vita, tecniche metodologiche
precoci atte a risolvere i problemi sia comportamentali che
cognitivi e in particolare a sviluppare il linguaggio.
In proposito il dott. Massimo Borghese, foniatra (autore di
Autismo e linguaggio, Edizioni Culturali Internazionali, Roma,
2003) oltre ad inquadrare e valutare dal punto di vista medico
il disturbo autistico, attraverso la terapia logopedica precoce
avvia il bambino alle strategie comunicative preferendo e
privilegiando il linguaggio. La tecnica applicata riesce a dare
notevoli e stabili risultati nei soggetti trattati.
Confortante è ciò che egli stesso scrive nel suo libro in merito
alle applicazioni terapeutiche per i bambini autistici:
“esigenze che ritengo dover identificare nel raggiungimento
della verbalità, delle autonomie fondamentali, di comportamenti
sociali compatibili con una normale vita di relazione, con le
possibilità di aver una carriera scolastica normale e,
successivamente, un inserimento lavorativo nella società.”
Il dott. Alfred Tomatis, otorino-laringoiatra, approfondisce uno
studio per i soggetti autistici che riguarda l’ambito del
sonoro. Egli ritiene che “la rinascita sonora” apre la persona
autistica al mondo esterno. Tale tecnica favorisce la
possibilità di ascolto, potenzia le facoltà relative al
linguaggio e alle relazioni, riduce i disturbi del
comportamento, migliora la postura, il coordinamento, la
concentrazione e il rilassamento ecc.
Il metodo ABA (Analisi Comportamentale Applicata) è applicato in
Italia a molti bambini autistici in età pre-scolare. L’ABA
riconsegna loro la possibilità di percepire il mondo per
relazionarsi in modo appropriato.
Il metodo mira, attraverso l’insegnamento dell’imitazione, al
miglioramento dei comportamenti e delle capacità intellettuali,
accademiche, sociali ed emozionali del bambino autistico.
L’ABA, come altri metodi, è stato sviluppato per ampliare e
superare le limitazioni degli errati e fallimentari metodi
basati su ipotizzate alterazioni della psiche, e sulla così
detta “madre frigorifero” ipotizzata, quale causa della sindrome
autistica, da Bruno Bettelheim (ipotesi degli anni Sessanta del
Novecento).
Un grande esempio dei frutti prodotti dalla perseveranza
impiegata nel lavoro attivo, positivo, costante e mirato alla
risoluzione dei problemi dell’autismo è la storia di Donna
Williams.
Donna Williams, in Il mio e il loro autismo, [Williams 2000]
racconta in modo dettagliato il proprio autismo, descrive
inoltre quali passi ha compiuto per migliorare il suo stato fino
a laurearsi in medicina (individuazione di: dieta,
intossicazioni da metalli, agenti patogeni intestinali,
alterazioni biochimiche, esercizi cognitivi ecc.);
A svelare, invece, cause e concause relative all’insorgenza di
insulti tossinici, virali, immunitari ecc, che riguardano varie
patologie e tra queste anche l’albeggiare dell’ autismo,
concorre un ampio ventaglio di articoli e testi quali:
-
Vaccinazioni: il grande attacco al cervello e alla psiche
di Harris L. Coulter, Edizioni NOI-Verlag, Klangenfurt, 1996. Il
titolo è già l’epilogo del discorso. L’introduzione al libro
contiene illuminanti citazioni: “Ogni epoca viene dominata da
una moda e la maggior parte degli uomini non riesce neppure a
vedere i tiranni da cui viene dominata.” (Albert Einstein). E
ancora:
“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non
vivano della loro segretezza. Bisogna portare alla luce del
giorno questi segreti, descriverli, renderli ridicoli agli occhi
di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La
sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è
l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.” (Joseph
Pulitzer).
-
Maggiorenni
e vaccinati o diritto alla vita ?,
di Giorgio Tremante, Macro Edizioni,
Cesena, 2000. E’ la drammatica storia di Giorgio Tremante e
della sua famiglia distrutta dai vaccini.
-
Autismo,
di Massimo Montinari, Macro Edizioni, Cesena, 2002, che descrive
centinaia di casi di bimbi divenuti autistici con associato
malassorbimento in seguito alle vaccinazioni e dimostra la
diagnosi di “Autismo post vaccinale”. Alcuni dei casi presentati
hanno avuto il riconoscimento da parte del ministero della
Sanità.
-
La Prova
evidente del Danno,
David Kirby, 2006, Macro Edizioni
Dettaglia scientificamente come i vaccini scatenano l’autismo in
soggetti geneticamente predisposti.
-
Vaccinazioni
istruzioni per l’uso, di
L. Acerra, Demetra, 2002, conferma i rischi a cui Massimo
Montinari fa riferimento.
-
Vaccinazioni. Perché?,
di Valerio Pignatta, Macro Edizioni, Cesena 2001, descrive
l’iniziale capitale genetico dell’umanità ormai a rischio perché
minato pesantemente dai vaccini e il consequenziale
indebolimento della salute dell’uomo d’oggi.
-
Asma e
Vaccinazioni, di valerio
Pignatta, Macro Edizioni, Cesena, 2000.
Questo saggio riunisce le ricerche più aggiornate e studi
clinici che stabiliscono l’interrelazione, talvolta drammatica,
tra le vaccinazioni e le malattie dell’apparato respiratorio di
tipo allergico come l’asma.
-
Decisiva
ricerca sulla inutilità e sui pericoli della vaccinazione
obbligatoria antiepatite B,
di R. Barisani, Macro Edizioni Cesena 1998.
E ancora:
-
Decisiva
ricerca sulla inutilità delle vaccinazioni obbligatorie
antipolio e antidifterica,
di R. Barisani, Macro Edizioni, Cesen 2001, il lavoro contiene
anche un’appendice su tetano e antitetanica a cura di V.
Pignatta.
-
Denti
tossici di L. Acerra,
Macro Edizioni, Cesena 1999, oltre a descrivere la pericolosità
del mercurio contenuto nell’amalgama dentale per tutte le
persone, sottolinea anche la grande tossicità che rappresenta
per il feto in madri con amalgama.
- Inoltre è da sottolineare che centinaia di famiglie di bambini
con sindrome autistica si recano ogni anno in America in centri
medici specializzati come il Pfeiffer Institute di Chicago,
(ritenuto tra i migliori del pianeta per lo studio e la cura
della sindrome autistica) per sottoporre i loro figli a consulto
specialistico che precede esami su sangue, feci, urine e
capelli. Ciò al fine di ottenere uno screening molto specifico
che rivela le condizioni generali del soggetto e in particolare
il danno alla mucosa intestinale, il malassorbimento, gli agenti
patogeni intestinali presenti, i problemi connessi ai metalli
pesanti rilevati, il deficit enzimatico, le carenze vitaminiche
ecc. Una volta delineato il quadro diagnostico e dettagliate con
test le intolleranze alimentari, per sopperire ai danni e ai
deficit evidenziati, ai piccoli viene indicata una dieta
naturale (senza glutine, caseina, conservanti chimici,
glutammato, ecc.), e prescritti integratori, enzimi, probiotici,
antimicotici ecc.
Il protocollo che si applica al Pfeiffer Istitute di Chicago è
chiamato Dan! Protocoll (Defeat Autism Naw! Slogan che mira a
incentivare l’impegno di risolvere l’autismo ora!)
Documenti, testimonianze, studi internazionali che ci provengono
da ogni parte del mondo (Chicago Pfeiffer Inst; Birmingham,
dott. Waring; Oslo, dott. Reichelt; Bari, dott. M. Montinari;
Napoli, dott. M. Borghese; Bologna, Dott. F. Verzella; Verona,
Dott. Dozzo; ecc.) gremiscono gli spazi virtuali di Internet a
conferma di quanto i vaccini, le attivazioni virali, le
intossicazioni da metalli [ Daunderer 2003], la dieta non
adeguata, la permeabilità intestinale, il malassorbimento, lo
scompenso enzimatico ecc., giochino un ruolo primario e
determinante nell’autismo: altro che concentrare il discorso sul
litigio di una notte o lo schiaffo sfuggito per disperazione!
Se qualcuno ancora pensa che alcune migliaia di vittime da
vaccini sono necessarie per il benessere della moltitudine, non
ha compreso il nocciolo del problema che risiede nell’immunosoppressione
post-vaccinale: “Un vaccino diminuisce l’immunità mediata da
linfociti del 50%, due vaccini insieme riducono tale immunità
del 70%. Oramai è una norma iniettare tre vaccini (e più
esavalente) nella stessa iniezione, il tutto ripetuto in tre
dosi successive a distanza di qualche mese” (Montinari, 2002);
“Un aspetto assolutamente certo e riconoscibile in tutte le
vaccinazioni consiste nella soppressione post-vaccinale delle
difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di
linfociti 10 giorni dopo l’inoculazione. Questa fase sembra non
sia molto nota ai medici che vaccinano.” (Montinari, Tonarelli,
Associazione A.P.O.I., - Associazione Universo Bambino, 2004).
“L’indebolimento delle difese si può ascrivere ad uno
spostamento dal livello dell’immunità cellulare (legata
all’attività dei globuli bianchi) al livello dell’immunità
umorale (quella legata all’attività anticorpale) : una
vaccinazione rinforza l’immunità umorale e indebolisce quella
cellulare.” (Montinari, Tonarelli, 2004). Vale a dire che la
battaglia si ingigantisce mentre i soldati diventano più deboli
per poterla affrontare: per questo molti, che si ritrovano
un’armatura inadeguata ne escono sconfitti.
Ciò crea nel bambino le condizioni favorevoli per un grave
attacco alla salute, specie se il soggetto presenta particolari
predisposizioni genetiche, o, se per svariati motivi (mercurio,
palladio, nickel ecc. materno, o candida ecc.) si trova in
condizioni immunitarie precarie, che, ovviamente, non sono
visibili ad occhio nudo, ma evidenziabili, come già detto, solo
attraverso gli esami di tipizzazione linfocitaria ed esame HLA
in bassa risoluzione.
E’ così che molti piccoli, finiscono “segnati” dal vaccino (es.
autistici , bambini con malattie autoimmuni, o bambini che
sviluppano gravi anomalie del comportamento: iperattività,
dislessia ecc.); gli altri, forse, avranno passeggeri malesseri
e poi in apparenza tornano come prima, magari sviluppano qualche
allergia, la bronchite, l’asma o un eczema atopico, si
ammaleranno più spesso, manifesteranno qualche intolleranza
alimentare, meno resistenza ai virus, qualche problema
gastroenterico, si ripeteranno le tonsilliti e le otiti, ma
questo sconvolge “poco” la famiglia che non assocerà mai la
vaccinazione ai sopraggiunti disturbi, anzi il genitore si
avvierà con grande anticipo al calendario per segnare la data
della prossima “provvidenziale” vaccinazione e purtroppo non
segnala quasi mai all’ASL, nell’apposito modello preposto, i
disturbi post vaccinali accusati dal figlio, perché ritenuti dal
coro medico assolutamente “normali”.
L’altro importante nocciolo della questione riguarda l’età in
cui viene praticato il vaccino: “Subito dopo la nascita ci sono
due stadi per lo sviluppo del cervello che richiedono intensa
solfatazione.
Il primo stadio, durante la proliferazione delle cellule,
coinvolge la solfatazione dei glicosaminoglicani (GAG) nel
cervello.
Il secondo stadio consiste nella mielinizzazione del tessuto
cerebrale, che avviene in buona parte nel periodo che va dal
terzo fino al quindicesimo mese di vita.
Questo periodo critico per l’organizzazione di base del cervello
coincide, come sappiamo bene, con il periodo delle vaccinazioni
infantili.
Il neonato non abbonda di materiale per la solfatazione e
l’improvvisa richiesta di solfatazione, a seguito delle
vaccinazioni, mette in competizione cervello e ileo (intestino)
per questo materiale cruciale. E’ normale che in un organismo
venga continuamente perduto materiale solfatato per essere
sostituito dal nuovo. Questa “muta” del materiale solfatato
subisce una accelerazione enorme a seguito di attivazioni
immunitarie (da vaccini!).
La natura si è intenzionalmente appoggiata a meccanismi non
infiammatori nell’affrontare le infezioni durante i primi mesi
di vita, fornendo al neonato IgA non infiammatori dal sistema
immunitario della madre, veicolati attraverso il latte materno.
Le vaccinazioni però vanno a indurre nel bambino proprio ciò che
la natura voleva evitare, e infatti producono un fenomeno
infiammatorio coinvolgente IgG e IgM.” [Montinari, 2002].
Inoltre:
“L’insulto vaccinico provoca perdite di materiale solfatato e,
in individui suscettibili, gravi avarie della solfatazione.
Dunque l’avaria nella solfatazione è anche il meccanismo per cui
le membrane intracraniali meningee perdono parte della capacità
di espandersi e di accomodare quindi la crescita del cervello e
delle ossa del cranio.” [Terapia craniosacrale e autismo, dott.
John E. Upledger ,1979].
Nei paesi dove le vaccinazioni si sono ridotte e le dosi sono
state praticate dopo i 30 mesi di vita i danni da vaccini sono
calati in modo sorprendente. (Svezia, Giappone, Germania, ecc).
Nonostante un incredibile mare di informazioni scientifiche
confermino il rapporto esistente tra autismo e vaccinazioni,
autismo e sistema neurogastroenterico, autismo e sistema
neuro-immuno-endocrino, un “illuminato” psicologo convince, anzi
condanna a vita un disperato genitore attestando che la
patologia neurologica di suo figlio è stata determinata da quel
ceffone sfuggito in una notte lontana e triste.
La scienza conferma ampiamente che ben altri processi tossici e
neurotossici, virali, ecc, e, non solo quelli emotivi, inducono
all’autismo.
Si legge in Celiachia, intolleranze, allergie alimentari, Macro
Edizioni, Cesena, Tranfaglia, 2003, a proposito di autismo
post-vaccinale: “Quale cultura del passato ha reso autistici
schiere di bambini nati sani?”
Ebbene, numerosi studi chiariscono, in modo dettagliato, che le
persone autistiche non sono “cose fuori posto”, sono, invece,
creature, spesso, profondamente danneggiate da un sistema che
non si mette in discussione e risulta quindi corresponsabile di
tante “anime intrappolate in un inquieto e doloroso mondo!”.
La buona volontà dei familiari, il loro amore, i loro immensi
sacrifici, la perseverante dedizione di ogni giorno, non pongono
definitivo rimedio a tale grave problema che richiede anche e
sopratutto il sostegno continuo di una mirata, seria e
riconosciuta ricerca scientifica. Ricerca positiva, consapevole
e corretta che coinvolga l’intero pianeta (Chicago, Pfeiffer
Inst.; Birmingham, dott. Waring; Oslo, dott. Reishelt; Bari,
dott. Montinari; Napoli, dott. Borghese; Bologna, Dott. Verzella;
Verona, Dott. Dozzo; ecc.). Le famiglie che comprendono ciò si
caricano di un aggravio economico molto serio per raggiungere i
luoghi della vera guarigione, altre, che vorrebbero, ma non
possono permettersi tali approdi, restano a guardare nella
mortificazione!
E intanto, le famiglie che non sono documentate circa le
correlazioni autismo-cervello-intestino e ignorano il ruolo
delle vaccinazioni, l’efficacia della dieta senza glutine e
caseina, le implicazioni enzimatiche connesse, quelle legate
agli agenti patogeni intestinali, ai dismetabolismi o ai metalli
tossici ecc. continuano, in buona fede, ad affidare i loro figli
agli effetti degli psicofarmaci addizionando ancora “sbarre
malefiche” alla “gabbia autismo”.
Coloro che, invece, sono approdati alle verità scientifiche
prima menzionate osservano con grande diligenza i consigli dei
centri specializzati italiani, europei o d’oltre oceano. Essi
non mollano la presa e con esemplare coraggio affrontano
qualunque sacrificio che tale strada implica, perché rilevano,
nel tempo,inimmaginabili e inaspettati risultati.
E’ il caso di M. (sindrome autistica 15 anni) che oltre a
seguire una dieta naturale priva di glutine, caseina, zucchero
ecc., assume solo medicine omeopatiche, enzimi, probiotici,
vitamine. Da circa 2 anni ha sospeso gli antiepilettici.
Risultato: sono 2 anni che finalmente non ha più le convulsioni.
Il caso di L. (ritardo mentale, e anticorpi antiglutine nella
norma – 19 anni). Soffriva per una stitichezza così grave che i
medici avevano prospettato un intervento chirurgico. Per farlo
evacuare era necessario praticargli i clisteri addirittura in
sede ospedaliera, ciò sconvolgeva e aggravava le condizioni
psicofisiche del ragazzo. L. da 2 anni osserva una dieta
naturale senza glutine e caseina, senza zucchero, insaccati ecc.
ha eliminato medicine allopatiche e assume enzimi,vitamine e
probiotici.
Risultato: evacua in modo naturale tutti i giorni ed è più
sereno.
I veri specialisti di questa complessa sindrome sono senza
dubbio loro: i genitori.
Genitori coraggiosi che non esitano a donare a questi angeli la
loro vita, la loro anima.
E proprio con l’anima ragionano, studiano, si confrontano,
approfondiscono, comprendono, scelgono, operano accettando di
affrontare enormi sacrifici pur di concretizzare indiscussi
risultati.
Anime colme di un amore immenso rivolto sempre e solo alla
ricerca della verità, al bene per i loro figli.
Proprio questo coraggiosissimo amore, questo dantesco
“intelletto d’amore”, è il motore che muove in loro un’enorme
forza e la determinazione a continuare, sempre e comunque in
ogni periglioso sentiero.
E tale coraggio li premia: i figli di questo meraviglioso amore,
un passetto per volta, si allontanano dal “fantasma maligno”,
alcuni, oggi, riescono a seguire i programmi scolastici e vivono
un’accettabile vita sociale.
Anche nel giorno di maggiore scoramento, stanchezza, difficoltà,
disperazione, essi non demordono. Dignitosi e consapevoli del
doloroso e lontano vissuto guardano indietro per ricordare i
tanti problemi superati, registrando nel presente i traguardi
raggiunti: ciò basta a rasserenarli e a riempirli di nuova
energia e volontà per continuare!
Oggi è necessario ed urgente che la società sviluppi piena
coscienza della realtà dell’autismo a partire da ciò che si
vive, si affronta e si soffre ogni giorno nelle case dove è
arrivato questo “fantasma maligno”, usurpatore del sorriso,
della serenità e della stabilità di tante famiglie!.
Un paese libero e democratico come il nostro dovrebbe provvedere
come un buon padre di famiglia alla “tragedia autismo” e con
grande senso di responsabilità comprenderne prima la natura e
poi attivarsi affinché tutti i danneggiati possano ricevere le
migliori cure che oggi la scienza e la ricerca mondiale offrono;
dovrebbe sostenere queste famiglie in modo concreto e continuo.
Ciò permetterebbe di aiutare tutti i figli innocenti divenuti
“prigionieri di un inferno poco conosciuto, né riconosciuto”!
Superati e fuori posto, in verità, mi appaiono, invece, approcci
terapeutici di taluni operatori sanitari che, fermandosi alle
mere apparenze della sindrome, rimpinzano ancora questi “angeli
intrappolati” di malefici psicofarmaci, affinché neppure un
giustificato lamento o un urlo, che lascerebbe intravedere la
loro dolorosa esistenza possa raggiungere questo “perverso
mondo”.
Il farmaco somministrato a bambini autistici con esordi
epilettici o ad altri pazienti con problemi comportamentali è
spesso l’acido valproico, utilizzato sui topi di laboratorio
proprio per produrre il modello sperimentale di alterazioni
dello sviluppo neurologico dell’autismo [Rodier 1997]
Le anomalie caratteristiche del paziente autistico, tra cui
deficit ai neuroni motori del nervo craniale, riduzioni in
numero di cellule di Purkinje e riduzione in volume del
cervelletto, in particolare nel lobo posteriore, possono essere
riprodotte identicamente in topi di laboratorio previa
esposizione fetale all’acido valproico .ngram 2000]
Taluni operatori sanitari credono ancora, seduti sul pulpito
delle indiscusse verità, che l’unico luogo da curare, in caso di
autismo, meglio ancora da stordire (con psicofarmaci), sia il
cervello, lasciando così il male, anzi aggravandolo, negli altri
organi implicati:
“Nell’autismo sono presenti frequentemente disordini
gastrointestinali, correlati essenzialmente al malassorbimento,
al quale si associa nel 70% dei casi una patologia da reflusso
gastro-esofageo. Nella nostra esperienza il reflusso
gastro-esofageo era correlato soprattutto a gastropatie da
intolleranze alimentari (latte vaccino e glutine). […] Appare
evidente che ogni alterazione della complessa struttura anatomo-
funzionale dell’apparato digerente e dell’intestino tenue in
particolare, possa modificare il ruolo fondamentale
nell’equilibrio del sistema immunitario”. [Montinari, 2002]
“Il cervello addominale (intestino), insomma, lavora in modo
autonomo e invia più segnali al cervello “nella testa” di quanti
non ne riceva da esso […]. La rete di cellule nervose intravista
da Auerbach è la centralina di gestione e di controllo che […]
comanda anche la velocità di transito ed altre funzioni, grazie
all’equilibrio tra neurotrasmettitori inibitori ed eccitatori,
ormoni stimolanti e secrezioni protettive” (Borghese 2003 ).
“L’azione di glutine e caseina assumono un ruolo importantissimo
nella genesi di numerose patologie del sistema nervoso centrale,
quali l’autismo, il ritardo neuromotorio e la schizofrenia.” […]
“Già nel 1981 Reichelt , osservava l’incremento nei soggetti
autistici e schizofrenici di peptidi nelle urine; nel 1986 dallo
stesso fu osservata l’iperpeptiduria, come incremento della
casomorfina bovina” […] “Tali osservazioni hanno permesso di
stabilire il ruolo svolto dal glutine e dalla caseina,
sottoforma di glutomorfina e casomorfina sul sistema nervoso
centrale con l’inibizione della normale maturazione neuronale”.
[Montinari, 2002]
Se il buon Dio avesse reputato i vaccini la nostra salvezza
saremmo nati con le dosi attaccate al collo unitamente alle
istruzioni per l’uso.
Egli sa che nel sistema perfetto che ha creato, osservando le
regole che la Natura stessa ci indica, le vaccinazioni non
servono a nessuno, per virus e batteri possono bastare talune
terapie naturali [Vergini 2003] ; in un sistema dove si
dimenticano gli insegnamenti della Natura e del buon Dio
(intossicazioni da mercurio, cadmio, nickel, palladio,
alimentazione
squilibrata ed alterata da additivi, prodotti
OGM, acquedotti costruiti
in eternit ecc.) le vaccinazioni diventano una necessaria beffa
obbligatoria, rischiosa e inutile da praticare a tutti per
creare l’insana illusione di essere virtualmente al sicuro!
Brioschi e Donzetti [1976] fanno una rilevante affermazione
circa l’uso dei vaccini: “Appare evidente che il sistema
vaccinale non costituisce quello scudo protettivo che si è
soliti attribuirgli; bisogna riconoscere però che esso esercita
un’innegabile funzione tranquillante sulla popolazione, almeno
nella misura in cui non sono di dominio pubblico i suoi effetti
negativi”. [ Acerra 2002]
Dedico questo scritto a tutti gli angeli tornati al Signore dopo
la vaccinazione, ai tanti “angioletti in trappola” e ai loro
genitori che ogni giorno continuano a combattere !
Che Iddio ci perdoni ! Che aiuti e sostenga tutti gli uomini di
buona volontà !
By Teresa Tranfaglia
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Autismo,
italiani scovano possibile "spia" nella saliva - 21-11-2008
La Stampa: Passo in avanti per capire il meccanismo biologico
della malattia
ROMA, Nov. 2008. Ancora nessuno
aveva pensato di cercarle in una goccia di saliva. Eppure,
secondo un gruppo di scienziati dell'università Cattolica di
Roma, fra cui Massimo, Castagnola dell'Istituto di Biochimica e
biochimica clinica; Fiorella Gurrieri, dell'Istituto di Genetica
medica; Maria Giulia Torrioli, dell'Unità di Neuropsichiatria
infantile del policlinico Gemelli e Irene Messana,
dell'università di Cagliari, si nasconderebbe proprio nella
bocca una delle "spie" dell'autismo.
La scoperta potrebbe aiutare a capire il funzionamento biologico
di una malattia che colpisce lo 0,6% della
popolazione mondiale ed è
caratterizzata da una scarsa capacità di comunicazione delle
emozioni e dalla compromissione delle interazioni sociali, nella
metà dei casi associata a ritardo mentale.
«Le cause di questa patologia che diventa evidente intorno ai
tre anni di età - spiega Castagnola - sono ancora largamente
sconosciute (Commento NdR: ai
medici allopati, ma ai
cultori delle medicine
naturali queste cause
sono ben note: i
vaccini propinati ai bambini e giovani
producono anche questa gravissima
malattia).
Nel 15% dei pazienti si possono far risalire a qualche tipo di
mutazione genetica, ma dato
l'alto numero di geni coinvolti e la grande complessità di come
la malattia si presenta, è sempre stato difficile riconoscere e
studiare efficacemente le cause». L'obiettivo della ricerca,
pubblicata sul "Journal
of Proteome Research" e svolta con il sostegno di
Telethon e dell'Istituto
scientifico internazionale (Isi) Paolo VI, era dunque passare
dal piano della genetica a quello della proteomica, cioè dallo
studio dei geni a quello delle migliaia di
proteine che li fanno funzionare.
E come fluido biologico dove ricercare proteine che siano
caratteristiche dei bambini autistici, la
saliva, una vera e propria miniera di amminoacidi, ha un
grande vantaggio: è molto semplice da ottenere senza esami
invasivi. I ricercatori hanno studiato 27 bambini, di cui 7
femmine, dato che la malattia colpisce più i maschi.
«Per ciascuno di loro - spiega ancora Castagnola - abbiamo
valutato prima il tipo di autismo di cui erano affetti. E in
secondo luogo abbiamo analizzato centinaia di proteine della
saliva a caccia di qualche marcatore. È risultato che quattro
peptidi (i "pezzi" di proteine) si comportano in maniera
anomala: nel 60% dei bambini del nostro campione il processo di
fosforilazione, una reazione chimica comune, è molto
inferiore rispetto ai piccoli sani».
Il passo successivo sarà quello di individuare i particolari
enzimi, chiamati chinasi, responsabili del processo di
fosforilazione alterato, per capire in che modo possono essere
legati all'insorgere della malattia. «Siamo ancora in una fase
molto preliminare di ricerca - precisa Castagnola - ma stiamo
lavorando sull'ipotesi che questa anomalia sia legata
biologicamente al processo di maturazione dei neuroni: nel
delicatissimo gioco di equilibri del nostro organismo, la
fosforilazione di queste proteine è legata a molti altri
processi che stiamo studiando. Per esempio già sappiamo che
questa chinasi non è completamente attiva nei bimbi nati
prematuri: lavoriamo per comprendere meglio come».
Una volta estesa la casistica di bambini studiati e individuato
l'enzima responsabile
dell'anomalia, gli scienziati dovranno tracciarne il ritratto:
scoprire la sequenza degli amminoacidi di cui è costituito e la
sua forma tridimensionale per poi capire con quali altre
proteine interagisce ed eventualmente costruire armi per
modulare la sua azione.
By Giuseppe Parisi
(medico)
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