Ecco cosa afferma
il dott. F. Franchi:
"Il più grande
ostacolo al progresso della scienza è il
monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali
si crea una rete (il cosiddetto establishment)
che controlla i fondi per la ricerca, le
pubblicazioni, gli incarichi accademici, le
royalities per i test ed i farmaci, e mira a
mantenere la sua posizione dominante di successo
evitando per quanto possibile che altre idee,
altre soluzioni, altre teorie possano filtrare
scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i
"dissidenti" venivano fisicamente eliminati,
oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto
escludendoli dal circuito scientifico e
mediatico che conta. Viene incoraggiata la
raccolta di dati, una massa di dati sempre
crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da:
http://www.dissensomedico.it
La grandezza di una
nazione e il suo progresso morale si possono
giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
The greatness of a nation and its moral progress
can be judged by the way its animals are treated.
La grandeur d'une nation et son avancement moral
peuvent être appréciés par la façon dont elle
traite les animaux.
La grandeza de una nación y su progreso moral
pueden ser juzgados por el modo en el que se
trata a sus animales.
Die Groesse und der ethische Fortschritt einer
Nation spiegelt sich in der Art mit Tieren
umzugehen wider
By
Mahatma
Gandhi
La ricerca biomedica
è largamente basata sull'utilizzo di animali, con
risultati che i media presentano come preliminari
a grandi progressi medici.
Sono invece fin troppo reali le conseguenze
dannose, e spesso disastrose, prodotte sulla
salute collettiva dal fatto di fondare su fragili
e ambigue 'analogie' animale-uomo l'iter di
sviluppo dei farmaci e la valutazione di rischio
di sostanze potenzialmente tossiche. La salute dei
cittadini ne soffre, non cosí è per i profitti
stratosferici dell'industria chimico-farmaceutica.
La critica su base scientifica della vivisezione
è stata rilanciata poco meno di trent'anni fa in
tutto il mondo dall'opera di Hans Ruesch che è
stato tra le piú influenti guide di un movimento
che lotta per l'abolizione di questa pratica
fuorviante e crudele.
Qui di seguito i Principi del Civis: (Fondazione
Hans Ruesch per una medicina senza Vivisezione)
CH 6900 Massagno - v. Motta 51 - Rapp. In Italia
– 20060 Vignate (MI) – v. L. Da Vinci 26
1. La vivisezione (sperimentazione animale) è da respingere sia dal
punto di vista etico, quanto da quello
medico-scientifico.
2. La vivisezione distrugge il rispetto per la
vita e rende gli sperimentatori indifferenti alle
sofferenze umane. L’insensibilità verso gli
animali passa impercettibilmente all’insensibilità
verso gli esseri umani.
3. La vivisezione non è il metodo adatto per la
diagnosi, lo studio o la cura delle malattie
umane.
Le differenze anatomiche, organiche, biologiche,
metaboliche, istologiche, genetiche e psichiche
tra uomo ed animali sono tali che i risultati
ottenuti su questi ultimi sono pericolosi se
applicati all’uomo, tanto più ad un malato
(catastrofi farmacologiche, errori terapeutici,
ecc.).
4. La vivisezione non viene compiuta per il bene
dell’umanità, ma unicamente per il vantaggio degli
sperimentatori e dei loro finanziatori. Fino ad
oggi manca qualsiasi prova statistico-scientifica
della sua validità per l’uomo.
Per contro, le prove della sua dannosità non si
contano più.
5. Le prove sugli animali creano nel pubblico ed
in prima linea nei medici, l’illusione di un falso
senso di sicurezza, per cui si trascura di
prevenire le malattie, di comprenderne le cause e
pertanto di guarirle.
6. L a maggior parte delle malattie di oggi non ha
origini organiche, bensi' psichiche, alimentari,
sociali, ambientali, ecologiche o iatrogene
(causate dai medici o dalle terapie). Tutti questi
fattori non sono riproducibili nel loro complesso
in un animale.
Per questo la medicina
istituzionalizzata è incapace di effettuare vere
guarigioni: non sa nemmeno guarire il comune
raffreddore, l’influenza, i reumi, le artriti, il
cancro, né alcuna delle altre malattie
tradizionali, che invece è riuscita solo a
moltiplicare, aggiungendovi sempre nuovi malanni
(SMON, Leucemie, diversi herpes, aids, sclerosi
multipla, ebola, ecc.)
Contentandosi di combattere i sintomi,
contribuisce a nascondere le cause delle malattie.
7. Una delle tante vittime della vivisezione è
l’assistenza sanitaria. Lo spreco di miliardi per
l’inutile ricerca va a danno dei fondi necessari
per un’adeguata assistenza ospedaliera.
Gli Stati Uniti, che spendono per la vivisezione
più di qualsiasi altro paese al mondo, dovrebbero
essere la nazione più sana di tutte, invece è una
delle più malate e la speranza di vita dei suoi
abitanti è al diciassettesimo posto nelle
statistiche, dietro a molti paesi sottosviluppati
che ignorano la sperimentazione animale. Analogo è
il caso della Svizzera, che vanta il più alto
consumo di animali da laboratorio al mondo in
rapporto con la popolazione, ma il cui stato di
salute è fra i più deplorevoli in Europa, con
un’altissimo numero di malati fisici e mentali.
8. La salute dipende anzitutto dalla prevenzione e
dallo stile di vita individuale, le guarigioni non
sono in alcun caso ottenibili attraverso prove su
animali, ma soltanto mediante l’adozione, lo
sviluppo o l’integrazione di una o più delle varie
discipline “dolci” che il potere medico e
petrolchimico osteggiano da sempre a causa della
loro fissazione con la vivisezione e perché
scarsamente redditizie: etiologia, epidemiologia,
dietetica, igienismo, psicoterapia, omeopatia,
vegetarismo, veganismo, macrobiotica. agopuntura,
pranoterapia, urinoterapia, (amaroli), le varie
scuole di alimentazione naturale (Bircher-Benner
ed altre) fitoterapia, chiropratica, oligoterapia,
aromaterapia, idroterapia, elioterapia,
elettroterapia, diatermia, ed altre
comprovatamante efficaci e per di più economiche.
9. La medicina non deve occuparsi tanto di
sintomatologia locale, quanto di tutto l’individuo
nel suo complesso olistico e psico-fisico, anziché
estrapolare all’essere umano esperienze
veterinarie che nel migliore dei casi rimpiazzano
i sintomi acuti con malanni cronici.
10. La formazione del veterinario deve seguire i
medesimi principi umanitari: niente interventi
arbitrari e violenti (avvelenamenti, mutilazioni,
ecc.) sull’animale sano per dimostrare quanto già
si sa ed infliggergli malanni che non ha, bensì
uno studio accurato ed un trattamento riguardoso
di malattie insorte spontaneamente o di incidenti
casuali.
Pertanto l’abolizione totale della vivisezione per
legge è non solo auspicabile ma ottenibile.
Purtroppo attorno a questa “scienza medica”, la
vivisezione, gravitano i miliardi per il grande
commercio degli animali fra gli allevatori ed i
laboratori che li utilizzano.
Commento NdR:
Se usassero “prove in vitro” su cellule umane, al
posto della vivisezione, per testare farmaci e
vaccini, scoprirebbero immediatamente che il
99%
dei farmaci è inutile e comunque dannoso perché
intossica ed il restante 1% è comunque
pericoloso; ecco perché NON si vuole abolire la
vivisezione e questa è mantenuta con leggi dello
stato che obbligano i produttori dei farmaci a
testare sugli animali i vari farmaci che vengono
prodotti dalle aziende
farmaceutiche; è per questo
che esse hanno un alibi quando di un farmaco si
scopre che ha generato terribili “effetti
secondari” oppure che ha generato effetti
teratogeni nei nascituri: esse possono
giustificarsi: ”ma è stato provato sugli animali
secondo le disposizioni di legge” e così non
vengono condannate.
In Italia nessuna casa farmaceutica che ha
prodotto farmaci o vaccini dichiarati pericolosi
ed in seguito ritirati dal commercio, è stata
condannata dai tribunali dello Stato
all’imprigionamento degli amministratori, per
tentato omicidio od alla chiusura degli
stabilimenti di produzione ed al risarcimento del
danno per aver ammalato o gravemente leso milioni
di persone od aver ucciso degli esseri umani con
vaccini o farmaci !
Questa è oggigiorno la “giustizia” vista dal lato
dei potenti.
RICERCA ed
UNIVERSITA' nelle mani della GRANDE INDUSTRIA
+
Big FARMA
Siti:
http://www.infolav.org/nn-home-page-ie.htm
http://www.bairo.info/vivisezi.html
http://www.mediciinternazionali.org/i_index.html/
http://www.antivivisezione.it/
http://www.ricercasenzaanimali.org/
http://www.novivisezione.org/
http://www.oltrelaspecie.org/vivisezione.htm
http://www.ecn.org/contropotere/vivpan00.htm
http://vivisection-absurd.org.uk/warning.html
ecc.ecc.
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Ero un
Vivisezionista
Riuscivo a sentire il battito frenetico del
cuore della cavia quando la presi in
mano...Articolo pubblicato il 31 marzo 2007 dal
quotidiano inglese "The Guardian".
Dalla voce di un ex-vivisettore, tutto l'orrore
di questa pratica, e il perche' continua a
esistere e a essere insegnata nelle universita'
come fosse cosa dovuta e normale.
Iniziò tutto quando
ero uno studente universitario di medicina.
Venimmo abituati gentilmente; iniziammo
guardando video di esperimenti su conigli
anestetizzati e prendendo nota dei risultati. In
seguito effettuammo esperimenti sulle zampe
delle rane e poi sui cuori. Prendevamo la cosa
seriamente e 15 anni dopo ricordo ancora i
principi fisiologici che imparavamo in quegli
esperimenti. Così sembrava ne valesse la pena.
Quando iniziai il dottorato, dovetti frequentare
un corso che insegnava a occuparsi degli animali
sotto anestesia e ucciderli con umanità.
Gli esperimenti sugli animali sono rigidamente
normati in Gran Bretagna; è necessaria una
licenza dal Ministero degli Interni e si devono
fare esami e test pratici per dimostrare la
propria competenza. Il corso fu spaventoso.
Guardavamo un video su come uccidere gli animali
- gente con maschere e camici da laboratorio che
sbattevano gli animali sul lato di un tavolo o
gli spezzavano il collo - e poi discutevamo
tranquillamente di etica, come se tutto avesse
senso. Il problema è che non ce l'aveva - ma
devo essermi perso il pezzo in cui ci
incoraggiarono a metterlo in dubbio.
Quando iniziai a
lavorare nel laboratorio di ricerca, venne il
mio turno. Eravamo attentamente supervisionati e
non ci veniva fatta fretta di uccidere animali
prima che fossimo sicuri di poterlo fare in modo
appropriato.
Ma non mi sembrava giusto fare gli esperimenti
senza compiere anche l'uccisione. Riuscivo a
sentire il battito frenetico del cuore della
cavia quando la presi in mano; non era l'unica
ad essere nervosa. E poi lo feci. Le sbattei la
testa sul lato del tavolo per tramortirla, poi
le tagliai la gola e morì dissanguata. Il rumore
del cranio che sbatte contro il tavolo non mi
lascerà mai; 10 anni dopo sobbalzo ancora quando
sento un suono simile.
In alcuni
laboratori, il danno psicologico che questa
tecnica infligge sullo staff è ben noto e agli
animali viene perciò iniettata una dose mortale
di anestetico. Ma questo è molto più doloroso
per l'animale e può danneggiare il tessuto sul
quale si vuole sperimentare. Così li colpivamo
sulla testa e vivevamo con il suono di crani
rotti.
Presto divenne più
facile. Ciò che all'inizio mi aveva scioccato fu
all'improvviso molto normale e banale.
Sbattere la nuca delle cavie e poi tagliare loro
la gola non mi faceva davvero più effetto. E
sembrava non fare alcun effetto a nessun altro.
I colleghi mi dissero che era una strategia del
tutto naturale per farcela, che semplicemente
non lo avresti potuto fare senza razionalizzarlo
nella tua testa. Gli amici immaginavano che
stavo facendo sicuramente della ricerca medica
che valeva disperatamente la pena per
giustificare un tale comportamento, che stavo
per scoprire la cura per l'AIDS o per le
malattie cardiache. La verità è che il lavoro di
ricerca procede spesso per tentativi ed è solo
il senno di poi che ci permette di giudicare
quali erano le scoperte utili.
Nel frattempo il
palazzo nel quale lavoravo era sotto assedio da
parte degli antivivisezionisti. Un importante
leader per i diritti degli animali stava facendo
lo sciopero della fame in prigione. I suoi
sostemitori avevano fatto circolare una lista di
accademici che avrebbero ucciso per vendetta se
il leader fosse morto.
Eravamo circondati
da barriere di acciaio e da poliziotti a cavallo
dalle facce severe. L'auto del dipartimento
aveva uno specchietto su un'asta, così da poter
controllare se sotto c'erano bombe. Ma a volte
avere un nemico contro il quale unirsi rende più
facile non mettere in dubbio ciò che si sta
facendo. E una volta che ci sei dentro è
difficile uscirne.
Quando ebbi
terminato il mio dottorato triennale, me ne
andai. Ero diventato un uomo che pensava fosse
normale uccidere animali quotidianamente e non
soffrirne, il che non era esattamente ciò che
volevo essere.
Un anno dopo che
avevo terminato presi in mano di nuovo una
cavia. Era una di quelle molto pelose, la cui
testa e coda erano difficilmente distinguibili.
Non dissi al suo proprietario cosa facevo una
volta. Avevo un irrazionale timore di andare
fuori di testa all'improvviso e colpire il
povero animale. Non lo feci, ma dovetti
nascondermi le mani, che tremavano quando lo
rimisi giù.
Ora mi considero
riabilitato. Ho ucciso solo due animali da
allora: un uccello selvatico senza una zampa e
brulicante di vermi e un coniglio mezzo morto
con una mixomatosi. Entrambe le volte poi ho
vomitato di puro orrore. Ma questa è una
reazione naturale e ne sono felice.
Fonte:The
Guardian, I was a vivisectionist - Da
AgireOra Network:
www.agireora.org
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Hans Ruesch
è stato incluso da un'importante antologia
americana (Pearson Education), accanto a figure
del calibro di Darwin, Kant, Freud e Lawrence,
tra le persone che "hanno cambiato il pensiero
del mondo".
Hans Ruesch rimarrà nella storia per aver fatto
conoscere al mondo intero cosa si celi dietro il
muro invalicabile dei laboratori di ricerca,
quali siano le vere ragioni ed i veri effetti
della ricerca su animali.
Lo storico è stato il fondatore del movimento
antivivisezionista scientifico, che da decenni
indica nell'uso dell'animale da laboratorio
quale modello per l'uomo, la principale causa
dei tanti disastri farmacologici e dei tanti
errori nelle valutazioni di tossicità.
Nel chiudere la sua vita terrena nell'agosto
scorso, all'età di 94 anni, Hans Ruesch ha
fortunatamente potuto scorgere all'orizzonte la
fine imminente della sperimentazione animale.
Nel giugno 2007 è infatti stato pubblicato il
rapporto sulla tossicologia intitolato "Toxicology
in the XXI century: a vision and a strategy"
dall'organismo scientifico più autorevole del
mondo: il NRC, Consiglio Nazionale delle
Ricerche della Academy of Sciences degli Stati
Uniti.
In questo Rapporto il NRC annuncia l'avvento di
una nuova era "paragonabile a quella che ha
seguito la scoperta del DNA e la nascita del
primo computer".
Esso annuncia che la sperimentazione su animali
verrà gradualmente sostituita e che la nostra
salute e l'ambiente saranno infine adeguatamente
tutelati (in UE attraverso il regolamento REACH)
con l'adozione di metodi di reale valore
scientifico e predittivo per l'uomo (che fanno
uso soprattutto di colture cellulari umane, come
la tossicogenomica)
Jeremy Rifkin si è fatto portavoce di questo
importante evento scientifico (vedi L'Espresso
15/11/07) commentando: "Da anni le associazioni
e leghe antivivisezioniste sostengono questa
tesi e vengono schernite da enti scientifici,
associazioni mediche e lobbies
industriali; "ma ora l'establishment scientifico
è arrivato alla stessa conclusione: le prove di
tossicità eseguite su animali sono da
considerare scienza di cattiva qualità.
"Se il progetto europeo REACH (contro
l'inquinamento chimico) deve rappresentare un
modello per il resto del mondo, deve
gradualmente fare proprie le nuove tecnologie di
sperimentazione".
Tratto da: animalisti.it
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La truffa dei
test su animali: la prova definitiva - Dr.
Massimo Tettamanti
Gli animali più usati per scopi sperimentali
sono sicuramente i roditori: topi, ratti e
cavie (1-6].
Sono piccoli, facilmente gestibili, costano poco
e la loro durata di vita di due-tre anni è
sufficientemente breve da permettere rapidi
studi di cancerogenesi (7].
Esistono differenze microscopiche dei processi
metabolici e anche differenze macroscopiche fra
uomini e animali.
Alcune delle differenze macroscopiche più famose
sono: a differenza dell'uomo, i roditori non
sono in grado di vomitare le tossine (8];
l'uomo può accumulare agenti nocivi dal naso e
dalla bocca mentre i roditori respirano solo
dal naso (8]; ratti, topi e criceti sintetizzano
la Vitamina C all'interno del loro corpo
ottenendo così naturalmente un potente agente
anticancerogeno mentre l'uomo non è in grado di
farlo (7]; i ratti hanno una elevata capacità
enzimatica di non accumulare massa grassa (che
in loro si accumula nel fegato) a differenza
dell'uomo nel quale si accumula nelle arterie,
diventando una potenziale causa di patologie
(7]; i ratti vivono solo 2-3 anni; un'altra
differenza è che i ratti femmina hanno una
salute migliore se possono continuamente restare
gravide (8]; inoltre è diverso l'assorbimento
del ferro nelle diverse specie (9].
Citando alcune delle sostanze chimiche più
famose, il benzolo e l'arsenico, cancerogeni per
l'uomo, non lo sono per i roditori che vengono
normalmente utilizzati per questo tipo di test
(7].
Allo stesso modo, la naftilamina, cancerogena
per la vescica urinaria umana, non provoca
nessun tipo di cancro nel topo (7].
Una ricerca, partita dall'Università di
Manitoba, a Winnipeg (10] ha messo in evidenza
che molti antistaminici e alcuni antidepressivi
(fluoxetina, amitriptilina, ecc...) provocano il
cancro ai topi.
Le aziende produttrici hanno replicato che i
loro laboratori possono dimostrare l'innocuità
delle sostanze incriminate.
Quindi, in alcuni laboratori, gli studi su
animali hanno dimostrato la pericolosità di
molte sostanze; in altri laboratori, gli studi
su animali hanno dimostrato l'innocuità delle
stesse sostanze.
Ciascuno può ottenere il risultato che
preferisce, che più fa comodo.
Ad esempio, nel 1992, dopo essere stata
denunciata, l'Agenzia di Protezione
dell'Ambiente Statunitense (EPA) usò i test su
animali per difendersi e garantire la sicurezza
di pesticidi in prodotti alimentari (8].
L'anno successivo, cambiata evidentemente la
linea politica, l'EPA produsse una lista di
pesticidi, tra i quali quelli per cui era stata
denunciata, che avrebbero dovuto essere ritirati
dal mercato in quanto cancerogeni per gli
animali da laboratorio (11-12].
L'unica spiegazione a questa palese
contraddizione è la possibilità dell'EPA di
disporre di vari dati su animali, contraddittori
fra di loro, e la decisione di scegliere, in
funzione della situazione, i dati più utili.
Questo esempio, come molti altri, testimonia il
vero e reale motivo per cui si continuano a
utilizzare gli esperimenti su animali: la
possibilità di dimostrare qualsiasi ipotesi. Se
si vuol dimostrare che una sostanza è innocua, è
possibile farlo usando gli animali.
Se si vuol dimostrare che la stessa sostanza è
tossica, è possibile farlo usando altri animali
o altre condizioni di esperimento.
Non è solo la scelta della specie animale
infatti che permette di ottenere il risultato
voluto: la sperimentazione su animali è una
pratica talmente poco controllabile che, anche
utilizzando esclusivamente i ratti, gli animali
più usati in assoluto, è possibile modificare
leggermente le condizioni sperimentali e
ottenere risultati completamente variabili.
Nel 1981, sempre il prof. Zbinden pubblicò un
articolo (13], diventato subito famosissimo, in
cui criticava pesantemente questa metodologia,
dimostrando che i risultati che si ottengono
dagli animali dipendono, oltre che dalla specie
animale utilizzata, anche dalle condizioni in
cui viene effettuato l'esperimento: dal ceppo,
dal sesso, dall'età, dalle condizioni di
stabulazione, dall'alimentazione, dal rumore,
dallo stress dell'animale, ecc.
I roditori sono animali naturalmente notturni e
tendono a cibarsi durante la notte: basterebbe
questo fatto per invalidare la sperimentazione
su animali.
Gli animali nei laboratori, per ovvi motivi,
vengono costretti a cibarsi di giorno e a vivere
in gabbie senza posti dove nascondersi dalla
luce; tutto questo li costringe ad adattarsi a
situazioni innaturali capaci, già da sole, di
alterare profondamente il loro metabolismo.
La prova definitiva della truffa vivisettoria è
la seguente: mentre i tossicologi continuano a
sostenere che roditori e uomini sono così simili
da permettere l'utilizzo di questi animali per
testare le sostanze chimiche che verranno a
contatto con l'uomo, i produttori di rodenticidi
assicurano che i roditori sono così diversi
dall'uomo (e dai suoi animali d'affezione) da
offrire la possibilità di preparare veleni
altamente specifici (8].
Dalla pubblicità della ditta EMME-A:
La Emme-A esegue trattamenti specifici
attraverso l'utilizzo di prodotti selettivi a
decisa azione insetticida e topicida, a bassa
tossicità per l'uomo.
Dalla pubblicità del Ratticida-topicida DT3
Difhetialone:
Mortale per tutti i roditori infestanti -
Tollerato dagli animali d'affezione.
Tramite la sperimentazione sugli animali è
possibile ottenere qualsiasi risultato si
desideri ottenere.
La sperimentazione su animali non solo non è una
metodologia scientifica: è l'esatto opposto
della scienza.
Riferimenti:
(1] Italian G.U. (1995) n° 19, 21/08/1995
(2] Italian G.U. (1998) n° 213, 12/09/1998
(3] ATLA (1997) vol 25 n° 5, pp. 486-490
(4] HMSO (1998) Statistics of scientific
Procedures on Living Animals: Great
Britain 1997, Cm 4025, 95 pp.
London.
(5] ATLA (2000) vol 28 n° 1, pp. 7-10
[6] Koehler M. (1999) Arzneimttelprüfung kommit
mit weniger Versuchstiere
aus. BMELF-informationen, 45, 1999 pp.3-4
Bonn, Germany.
(7] Croce P. (2000) Vivisezione o scienza.
Calderini Edagricole
(8] Fano, A. (1997) Lethal Laws. Ed. Zed Books
Ltd
(9] Reddy M. B., Cook J. D. (1991) Assessment of
Dietary Determinants of
Nonheme-lron Absorption in Humans and Rats.
American Yournal of Clinical
Nutrition, 54, 723-8
(10] Anon. (1995) Teknos, marzo 1995
(11] Cooper J. (1992) Update in Pesticide Laws
and Regulations Affecting the
Food Industry. Food Technology, 95
(12] Brudnoy S. (1993) Pushing for a Paradigm
Shift in Risk Assesment. The
Scientist, 14
(13] Zbinden G., Flury-Roversi M. (1981)
Significance of the LD50-test for
the toxicological evaluation of chemical
substances. Archives of Toxicology,
47, 77-99.
Tratto da: novivisezione.org
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COMPRARE le AZALEE dell'AIRC SIGNIFICA
FINANZIARE la VIVISEZIONE.
DONIAMO SOLO alle ASSOCIAZIONI che FANNO VERA
RICERCA SCIENTIFICA e NON SPERIMENTAZIONE
ANIMALE ! -
5 maggio 2008
Domenica prossima 11 maggio, come ogni anno, l'AIRC,
Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro,
raccoglie fondi per i propri progetti con la
vendita delle azalee. Parte di questi fondi,
pero', vengono usati per finanziare la
vivisezione, vale a dire esperimenti
su animali nei quali viene indotta una
malattia artificiale, quindi molto diversa da
quella che si genera spontaneamente, ed in piu'
in una specie molto diversa dalla nostra.
"Ma al giorno
d'oggi non è piu' ammissibile sprecare tempo,
risorse, soldi, in una pratica obsoleta e
antiscientifica. Per aiutare davvero i malati,
occorre far cessare questo spreco, e l'unico
modo che abbiamo per far cambiare comportamento
alle associazioni che finanziano la vivisezione
è evitare di sostenerle fino a che non cambiano",
dichiarano i promotori di NoVivisezione.org, il
portale italiano dell'antivivisezionismo.
E per questo
invitano a scegliere per le donazioni solo le
associazioni che non finanziano la
sperimentazione animale, e a parlare di questa
situazione con quante piu' persone possibile,
invitando anche loro a non fare donazioni a
chi finanzia questa pratica.
I medici
antivivisezionisti partono dalla semplice ed
oggettiva constatazione che gli animali non sono
modelli sperimentali adatti all'uomo, perché
troppo diversi da noi. Ogni specie animale è
infatti biologicamente, fisiologicamente,
geneticamente, anatomicamente molto diversa
dalle altre e le estrapolazioni dei dati tra una
specie e l'altra sono impossibili. I veri
progressi della medicina si sono sempre avuti
grazie a osservazioni cliniche, a studi
epidemiologici, a innovazioni tecnologiche
(quali l'invenzione del microscopio, dei moderni
strumenti di diagnosi, ecc.).
In particolare, per
quanto riguarda il
cancro,
dato un certo composto chimico, il tipo di
tumore che genera, sarà nell'uomo e nelle altre
specie diverso. La benzedrina, per esempio,
causa tumore alla vescica negli umani, tumore al
fegato nei criceti, e tumori alle orecchie nei
ratti.
La storia dello
studio del cancro (come del resto accade per lo
studio di tutte le altre malattie) è costellata
di casi in cui sono state compiute importanti
scoperte cliniche (cioè dall'esame da parte dei
medici di esseri umani malati, o dalle autopsie)
o epidemiologiche (cioè dallo studio di larghe
fasce di popolazione), scoperte che si e' poi
voluto "validare" sugli animali da laboratorio.
Riproponendole così, nei casi in cui in qualche
specie si riusciva a riprodurre lo stesso
risultato, come "scoperte dovute alla ricerca su
animali". Negli altri casi, ritardando
semplicemente l'applicazione di tali scoperte, e
causando così danni enormi al progresso medico.
Per esempio, i topi
vanno molto soggetti ai tumori alle ghiandole
mammarie, al fegato, alla pituitaria, alla
tiroide, ai polmoni e al sistema linfatico, e
vengono dunque usati come modello per lo studio
di questo genere di tumori nell'uomo. Ma anche
se sono localizzati nelle stesse regioni, non
sono lo stesso cancro. Inoltre, nei topi
l'incidenza di questi cancri è così alta che è
difficile stabilire se è stato il prodotto
chimico sotto test a causare il cancro o se si è
formato spontaneamente.
Viceversa, altri
tumori comuni nell'uomo, come quelli alla
prostata, al colon, al retto, sono rari nei
roditori, e quindi è molto difficile per i
ricercatori riprodurli negli animali, e quando
ci riescono si sviluppano tumori molto diversi.
Ad esempio, il tumore al colon uccide i ratti
per ostruzione del colon stesso.
Negli uomini esso uccide per metastasi in tutte
le altre parti del corpo. Il tumore
all'intestino, nel ratto, di solito non si
diffonde, è l'intestino tenue a essere colpito,
mentre negli umani è molto più frequentemente
colpito il colon.
Nonostante queste enormi
differenze tra specie, entrambi questi tipi di
cancro vengono chiamati "cancro al colon", e si
investono miliardi per i test sui ratti per
ottenere informazioni che mai potranno essere
applicate all'uomo.
Concludono i
volontari antivivisezionisti: "Per maggiori
informazioni sulla non scientificita' della
vivisezione e sulla non opportunita' di
sostenere le associazioni che la praticano, vi
invitiamo a visitare il nostro sito, in
particolare la pagina dell'iniziativa 'Per una
ricerca di base senza animali'".
Comunicato di: AgireOra Network -
http://www.agireora.org -
info@agireora.org
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I
Vaccini
comportano una quantita' di test su animali
molto maggiore rispetto agli altri farmaci.
Al contrario dei
farmaci, che se non altro vengono testati
solo al momento della prima messa in commercio,
per i
vaccini
ogni lotto che esce dagli stabilimenti
farmaceutici viene nuovamente testato su animali
.
I pochi dati reperibili fanno pensare a un
numero enorme di animali uccisi per questo
scopo. Si potrebbero ridurre gli animali usati
imponendo nuove linee guida per garantire un
prodotto dalla qualita' piu' costante, usando i
test in vitro già esistenti e sviluppandone di
nuovi, e sveltendo le procedure burocratiche.
I
vaccini
sono purtroppo sempre più diffusi, specie nei
paesi industrializzati, non solo a uso umano, ma
anche ad uso veterinario, specie nella
zootecnia: vengono così uccisi animali "di
laboratorio" per consentire agli allevatori di
sfruttare ancora di più gli animali "da
macello".
Per ogni lotto di vaccino, nuovi test
E' facile immaginare che un nuovo vaccino, come
un qualunque altro farmaco, costi la vita a
molti animali di laboratorio: nella fase di
ricerca e sviluppo prima, e nei test per
l'approvazione per la messa in commercio poi.
Cio' che e' meno noto e' che ogni lotto di
vaccino che esce dagli
stabilimenti farmaceutici viene nuovamente
testato su animali prima di entrare in
commercio, e questo vale per tutti i tipi di
vaccini: quelli per uso umano, veterinario e
zootecnico.
I vaccini infatti, appartengono alla categoria
dei cosiddetti "biologici" in quanto contengono
micro-organismi trattati, e non composti chimici
di sintesi come altri tipi di farmaci.
vedi:
Contenuto dei Vaccini
Gli attuali metodi di produzione non sono sempre
tali da garantire la consistenza tra lotti
diversi: quindi per ogni lotto devono essere
nuovamente verificati i requisiti di sicurezza
(che il vaccino non sia contaminato) e di
efficacia (che il vaccino “funzioni”).
vedi:
Danni dei vaccini
Quanti animali sono usati per questi test ?
Vaccini entrati in commercio da decenni
continuano quindi a comportare la morte di un
gran numero di animali per l'esecuzione di
questi test. Quanti ?
Non si sa, o meglio non si deve sapere. I pochi
dati reperibili fanno pensare a un numero enorme
di animali uccisi a questo scopo.
Nel 2003, nella sola Gran Bretagna sono stati
uccisi oltre 31.000 animali (tra cui oltre 400
cani e piu' di 200 gatti) solo per i test di
vaccini ad uso veterinario-zootecnico. In
Germania, negli anni '91-'93 la produzione di
vaccini ad uso umano ha comportato la morte di
oltre 63.000 animali (tra cui 400 scimmie).
Ad esempio il vaccino "antipolio" viene testato
per la neurovirulenza su due gruppi di scimmie:
vengono infettate e poste sotto osservazione per
una ventina di giorni; dopo essere state uccise
vengono fatti gli esami istologici. I sintomi
clinici dei preparati iniettati non sono certo
"leggeri". Possono portare alla paralisi o
direttamente alla morte. Secondo i protocolli UE
vengono usate da 70 a 94 scimmie per il test di
ogni lotto.
Il vaccino antitetanico viene testato sui topi o
sui maiali. Anche qui si infetta un gruppo di
animali con dosi che possono portare alla morte
o alla paralisi. Per ogni ciclo di test si usano
dai 66 ai 108 animali. E' stato stimato che il
17% degli animali coinvolti in questo genere di
test sia sottoposto a elevati livelli di
sofferenza.
Oltretutto, gli animali che invece sopravvivono
a questi test, vengono uccisi comunque e non
sembra esserci, per il momento, possibilita' per
loro di una eventuale adozione (cosi' come
previsto dalla legge italiana 116/92) dopo
"l'uso". Vengono uccisi sempre e comunque.
Come evitare la sofferenza e la morte degli
animali-cavia
Questa sofferenza e' ineliminabile ? No.
Le direzioni in cui muoversi con l'obiettivo di
eliminare l'uso di animali dai test di qualita'
dei vaccini sono fondamentalmente tre.
Nuove linee guida nei processi produttivi e
analisi chimiche per garantire un prodotto dalla
qualita' piu' costante: vedi
Danni dei
Vaccini.
Ulteriore sviluppo dei test in vitro e
sierologici (ma ne esistono gia' molti).
Eliminazione dei "doppioni" (molti test vengono
eseguiti da piu' organismi di controllo),
razionalizzazione e snellimento delle procedure.
Quest'ultimo punto e' di particolare importanza
ed e' una questione tutt'altro che
"scientifica". Ad esempio lo sviluppo del metodo
sierologico per il test di efficacia del vaccino
antitetanico risale al 1986, nell'arco di 3 anni
si e' avuta la validazione "in house" mentre per
la validazione formale si e' dovuto aspettare il
1996, e nel 2004 il processo di inserimento di
questo test nei protocolli ufficiali non era
ancora completato.
Sono passati piu' di 18 anni... e nel frattempo
si e' continuato ad uccidere migliaia e migliaia
di animali. (NdR
e di umani...)
Il
mercato dei vaccini
Il mercato dei vaccini e' in continua e forte
crescita: si passa dagli oltre 6 miliardi di
dollari nel 2003 agli attesi 22 miliardi nel
2008; quasi un quarto di questo enorme business
e' relativo alla veterinaria. Il mercato dei
vaccini, dall'impostazione originaria che
puntava a prodotti di, basso costo da
distribuire nel
terzo mondo,
per tentare senza riuscirvi, di
sconfiggere le patologie piu' diffuse e letali,
specie nell'eta' infantile, si sta orientando
ora allo sviluppo di vaccini per adulti, quali
ad esempio contro alcuni tipi di
tumori,
l'influenza
e l'epatite,
oltre che, in futuro, contro l'AIDS
(anche se probabilmente quest'ultimo filone di
ricerche subira' un brusco rallentamento, dopo i
fallimenti dei test sugli umani per i due
vaccini piu' "promettenti" sugli animali).
In Francia i vaccini per cani e gatti
rappresentano il 27% del mercato: e' facile
stimare che a livello mondiale la produzione di
vaccini sia prevalentemente orientata agli
animali "da reddito", cioè gli animali sfruttati
negli allevamenti e uccisi nei macelli.
Senza addentrarci nella controversia sull'uso
dei vaccini, o su come questo specifico mercato
del farmaco sia decisamente orientato ad
obiettivi di business piu' che "umanitari", una
cosa la possiamo dire: dietro la bistecca non ci
sono solo le sofferenze degli animali chiusi nei
capannoni e poi macellati.
Ci sono anche quelli che soffrono e muoiono nel
segreto dei laboratori di vivisezione per
creare vaccini.
Fonti
RSPCA, Advancing animal welfare and the 3Rs in
the batch testing of veterinary vaccines
BUAV, RSPC e altri, The use of animals in
vaccine testing for humans, 2005
Reuters, Global Market for Vaccines Worth $36.3
Billion by 2013, gennaio2008
Terra Daily, Global Vaccine Market To Top 23
Billion Dollars, 8 febbraio2007
Global Information Inc., Veterinary Vaccines,
agosto 2005
Tratto da agireora.org
Commento
NdR: Il relatore di questo articolo si e'
dimenticato di dire che TUTTI i test fatti su
animali NON hanno
nessun valore di validazione
scientifica, se rapportati all'uomo in quanto
l'animale e' MOLTO diverso dall'uomo anche
come sistema immunitario !
vedi:
Diritti degli Animali
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